mercoledì 4 ottobre 2017

Ius soli: l'ennesima dimostrazione della proverbiale neutralità politica degli insegnanti



Che la stragrande maggioranza dei professori fossero di sinistra è qualcosa che chiunque di noi ha sperimentato sulla propria pelle. Dai temi su Mussolini – che il sottoscritto ha sempre descritto con termini a dir poco elogiativi – alle litigate col professore di Storia sui fatti relativi alla seconda guerra mondiale, la Scuola è stata assai poco gradevole nei confronti di coloro che fin dall’adolescenza osavano pensare ed esprimersi contrariamente a quello che veniva inculcato agli altri alunni.

L’ultima trovata di 4.500 imbecilli pomposamente chiamati docenti, pertanto, non deve stupire più di tanto: in tutta Italia, da una scuola all’altra, è stato raccolto l’appello perché si mandi avanti il disegno di legge sullo ius soli, attualmente fermo in Senato. Ecco che, in diverse scuole di Italia, i bambini si schierano apertamente (con giochi, manifestazioni, scritti a tema, cartelloni, nastrini colorati) per una iniziativa di una ben determinata parte politica.

Gli insegnanti di sinistra, anziché insegnare Storia, Geografia o Italiano, che poi sarebbe esattamente quello per il quale vengono pagati con le tasse di tutti (anche quelle di chi favorevole allo ius soli non è) fanno il lavaggio del cervello ai bambini su un tema spinoso e controverso come la cittadinanza agli immigrati.

Certamente, è molto più facile fare i buonisti e i puri di cuore quando, cascasse il mondo, a fine mese il tuo bello stipendietto ti arriva caldo caldo sul conto corrente! Che arrivino cento o mille migranti poco importa a lor signori! Molto più difficile andare a spiegare agli imprenditori e alle partite IVA, che subiscono una tassazione reale quasi del 70%, che forse l’IVA verrà portata ancora più su del 22% (forse addirittura il 24/25) e le tasse aumenteranno ancora anche per dare da mangiare a genti straniere che vengono sul nostro territorio per campare da parassiti nel migliore dei casi, e delinquere tranquillamente – contando sulla malagiustizia del Bel Paese – nel peggiore.

Il Provveditorato agli Studi e il Ministro dell’Istruzione non hanno alcunché da dire sul fatto che una parte del corpo docente faccia propaganda politica – ovviamente per la sinistra – nelle scuole? Cosa sarebbe accaduto se dei docenti avessero fatto la propaganda opposta, cioè contro la cittadinanza agli immigrati?

Il massimo della demenza si è raggiunto ad Iglesias, dove diversi insegnanti hanno addirittura cominciato uno sciopero della fame. Avete capito? Iglesias!! Cioè la città più rappresentativa di quel Sulcis che è – dati alla mano – la provincia più povera d’Italia! Davvero ad Iglesias non ci sono problemi più urgenti che non quello di dare la cittadinanza agli stranieri?

Non resta che augurarci che questo sciopero della fame venga portato avanti  con coerenza e determinazione. Potrebbe essere l’occasione per un rinnovo del personale docente nelle scuole italiane. Non così sfacciatamente schierati a sinistra, possibilmente.

2 commenti:

Nicola ha detto...

La ribellione alle faziose imposizioni e ai messaggi negativi del lurido regime dovrebbe nascere tra gli studenti stessi, se maturi, autonomamente colti e in grado di discernere o dalle loro famiglie se trattasi di alunni in età infantile. Pura utopia.

Daniele Simonazzi ha detto...

A maggiore ragione se Iglesias e'povera chi arriva con il soldo puo fare quello che vuole piu facilmente .Chessa lo sa che aveva ragione ho provato aaargh Italia e c'era una mia discussion col Sizzi , mi dispiace ma se non comiciavo a commentare scoppiavo ,3 anni a informarmi senza commentare poi il 1 commento con don giulio tam ,una lettura per Fiano digitate:" veja.it zander e fuerza" superba chiara una chicca