martedì 4 giugno 2019

Gli stupratori africani: è emergenza


Treviso: un nigeriano stupra una studentessa.


Viterbo: un pakistano stupra due bambine.


Bologna: un nordafricano stupra una adolescente.


Questa veloce rassegna è il risultato di 48 ore di cronaca italiana. 48 ore, non 48 giorni.

In una Nazione civile gli stupri commessi da stranieri sul nostro territorio sarebbero una vera e propria emergenza nazionale. Anche perché, come abbiamo già ampiamente dimostrato in questo articolo https://chessaandrea.blogspot.com/2017/09/gli-stranieri-stuprano-otto-volte-piu.html, gli stranieri (contando sia quelli regolari che i clandestini) sono una minoranza sul nostro territorio, una minoranza che, però, va ad incidere in maniera spropositata sulle statistiche dei reati, specialmente quelli commessi contro la persona: aggressioni, stupri, rapine, e, come tali, percepiti giustamente come i più odiosi dalle persone civili. 



Tutto ciò dovrebbe costituire l’emergenza nazionale di una Italia che voglia dirsi civile: bande di sbandati bivaccano sul nostro territorio, spesso resi arroganti da una politica di scandalosa tolleranza portata avanti da ampi settori della Magistratura, dei mass media e della politica italiana, che bollano come bufala, come razzismo e xenofobia qualunque grido di allarme lanciato dai cittadini, spesso criminalizzati e decritti come ignoranti, razzisti ed intolleranti con gli stranieri. Senza rendersi conto che mai nessuno ha gridato al pericolo degli stupratori cinesi, per il semplice fatto che la stragrande maggioranza della popolazione cinese presente sul nostro territorio lavora, spesso come e più degli italiani, e nessun caso di cronaca ha mai portato all’attenzione della cittadinanza un problema del genere. Viceversa il pericolo stupro da parte dei nordafricani esiste, è concreto, è reale, e nasconderlo o minimizzarlo non lo rende affatto più pericoloso, anzi.


La sinistra che continua a negarlo e a minimizzarlo, come i Magistrati che spesso applicano la loro discrezionalità non nel punire i colpevoli di questi odiosi crimini, bensì nel garantire loro l’impunità spesso più totale, come i giornalisti che avviano vere e proprie campagne di stampa e di delegittimazione nei confronti di coloro che osano sollevare il problema: tutti questi sono colpevoli quanto e più dei subanimali che ci siamo messi dentro casa.

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