domenica 14 dicembre 2008

Internet: stringono la presa

Con calma, ma sistematicamente, prosegue il tentativo massonico-mondialista di mettere a tacere l’unico mezzo di comunicazione che i poteri occulti non sono ancora riusciti definitivamente a controllare: la rete internet.
La tecnica che viene utilizzata è la seguente: 1) l’utilizzo di casi limite come dimostrazione della pericolosità di determinati sistemi (in questo caso quello web), in modo da generare allarme e malcontento sociale da poter poi sfruttare come giustificazione per i provvedimenti di censura; 2) la preparazione meticolosa, con l’utilizzo dei media, del pensiero politicamente corretto da far digerire alla gran parte della popolazione mediante allarmi ed emergenze spesso ingiustificate; 3) il tentativo di collaudare alcuni sistemi di repressione giuridico-penali in alcuni Stati, che possano funzionare come “base di lancio” per il futuro; 4) l’adozione di tali sistemi in grande stile mediante le entità sopranazionali. Per quanto riguarda la rete internet questi punti sono stati scrupolosamente osservati.
Sul primo punto, noi Fascisti sappiamo bene di che cosa si tratta. Più di mezzo secolo di menzogne e di mistificazioni storiche e politiche non sono bastate ai soloni dell’antifascismo per avere la certezza della loro impunità perenne; sanno bene, infatti, che qualora un’organizzazione Fascista tornasse al potere o assumesse importanza agli occhi dell’opinione pubblica, sarebbero costretti a giustificare pubblicamente tutte le menzogne grazie alle quali, sempre in nome dell’antifascismo e della democrazia, si sono spartiti soldi e potere per decenni. Pertanto il Fascista è dipinto semplicemente come un rozzo troglodita, il cui unico linguaggio è quello della violenza, privo di qualunque valore propositivo e costruttivo, di qualunque scrupolo morale, di qualunque briciolo di umanità. A dar manforte al Sistema di repressione gli utili idioti che hanno animato, ed animano, la cosiddetta area. Sul fronte comune contro il Fascista (non solo come esponente di una ideologia, ma addirittura come uomo, come persona, come singolo che viene a perdere i suoi diritti elementari), pertanto, si ha perennemente bisogno di episodi limite, violenti ed estremi, in modo da poterli mostrare all’opinione pubblica e poter finalmente dire: “Vedete chi sono i Fascisti? Quelli che picchiano, che uccidono, che discriminano! E’ necessario combatterli con tutti i mezzi a disposizione!” In questi ultimi anni, con la scomparsa di partiti che, bene o male, hanno costituito un punto di ritrovo essenziale per i Fascisti del dopoguerra (come il M.S.I.), o con la vergognosa abiura di altri che hanno unito insieme per anni tanti fascisti o presunti tali (Alleanza Nazionale), la bipartizione dello schieramento politico in un centro-destra e centro-sinistra (sul modello anglosassone o statunitense) ha costretto sempre più i partiti dell’area fascista a privilegiare le nuove forme di comunicazione che la tecnologia mette a disposizione. Contro il restringimento degli spazi di manovra politica, di visibilità pubblica, di perdita di potere elettorale e di militanza attiva, internet costituisce un sistema ideale non solo per poter veicolare al meglio le proprie idee, ma anche per tenere in contatto tra di loro vari gruppi politici tra loro affini. Se è vero che internet è stato per il mondo una vera e propria rivoluzione, che mette in contatto tra loro persone fisicamente distanti, ciò vale anche per la politica. Basta installare programmi gratuiti ed alla portata di tutti per poter effettuare telefonate tra pc e pc con una semplice connessione ad internet; è semplicissimo scambiarsi documenti o idee con semplici e-mails; basta creare un forum virtuale per aggregare tra loro persone che condividono i medesimi interessi, passioni, obbiettivi. La realtà virtuale incide – eccome se incide – su quella reale!
Tutto questo, come era prevedibile, non è passato inosservato ai poteri forti. Se la diffusione di internet non si può fermare, se non si possono fisicamente controllare i milioni e milioni di utenti che, da qualunque angolo del globo, usufruiscono di questo strumento, allora il minimo che si può fare è predisporre degli strumenti normativi e giuridici che giustifichino la repressione contro chi si scopre, di volta in volta, non omologato al sistema. Ma per poter far questo senza gravi squilibri politici e/o sociali occorre un elemento fondamentale: il consenso popolare. E come si ottiene il consenso popolare? Sperimentando e affinando la censura e la repressione su internet contro un gruppo (politico) la cui soppressione ed eliminazione siano considerate un danno esclusivamente per coloro che la subiscono. Neanche a dirlo: i Fascisti. Questi esseri violenti la cui unica preoccupazione è la caccia all’immigrato, il pestaggio del nero, e l’esposizione delle bandiere con le svastiche e le croci celtiche allo stadio. Tanto quale forza politica o sociale correrà mai in aiuto dei Fascisti?
Ma andiamo con ordine. E’ da anni, da quando è nata la rete internet, che i censori si affannano a metterci in guardia dal Fascismo che ritorna via internet, subdolo e strisciante; ma è in questo ultimo periodo che il Grande Fratello sferra i suoi colpi più forti. Innanzitutto è sempre aperta, anche su internet, la caccia al Fascista. Basti qui ricordare gli episodi solo più recenti, come Facebook, Fascismo e Libertà, le cosiddette “canzoni antisemite” e il famosissimo “blog antisemita”. Su Facebook, un sito che permette a chi si registra e crea un proprio profilo utente di tenersi in contatto con tanti altri utenti, si sono costituite delle vere e proprie “bande” di cacciatori virtuali che spulciano il sito alla ricerca di gruppi di utenti considerati Fascisti, e pertanto da chiudere e da denunciare alla Pubblica Autorità. Come nella Russia degli anni ’30, dove erano i cittadini stessi a denunciare il loro vicino di casa come “controrivoluzionario”. Per quanto riguarda la nostra formazione, tempo fa fu chiuso il Nostro sito internet a causa di un documento che pubblicò il Segretario Nazionale Carlo Gariglio, come risposta ad un altro documento molto più pesante e diffamatorio ai suoi danni: in quel caso chi di dovere non si accontentò, come si fa di solito in questi casi, di “oscurare” la pagina internet o di richiedere le rimozione della stessa dal Nostro sito, bensì oscurò definitivamente il sito intero. Alla faccia della procedura. Ancora, basti ricordare il recente caso di alcuni rifacimenti di famose canzoni italiane in una versione ironica su alcuni cavalli di battaglia dell’antifascismo per scatenare una vera e propria caccia al Fascista (per ora solo virtuale), la quale ha portato come prima cosa ad eliminare subito le canzoni dal sito che le ospitava. Che tali canzoni fossero in alcuni casi di pessimo gusto è un dato di fatto; ma sembra di notare che, evidentemente, alcune cose sono più di cattivo gusto rispetto ad altre e, nonostante siano solo parole, incorrono nella censura dei sincerissimi democratici. Ma vogliamo parlare del blog antisemita? Qualche mese fa saltò fuori la storia del “blog antisemita”: un sito in cui veniva presentata una lista nera di docenti universitari ebrei. Da sinistra a destra l’indignazione fu grande: addirittura Veltroni chiese che il responsabile fosse consegnato alla Giustizia. In due giorni – con buona pace nostra, che da più di un anno attendiamo di sapere i nomi degli autori che tempo fa ci diffamarono e ci minacciarono su diversi siti – il colpevole fu trovato. Peccato che la lista cosiddetta “antisemita” non fosse nient’altro che una lista di professori autodichiaratisi sostenitori di Israele, che un sostenitore di estrema sinistra aveva inserito sul suo sito. Ne parlai qui: http://chessaandrea.blogspot.com/2008/02/unaltra-lista-nera-contro-gli-ebrei.html.
Anche la politica, dal canto suo, chiede l’attivazione della censura su internet, sempre contro i Fascisti; e, paradossalmente, a richiedere tali provvedimenti sono proprio alcuni tra coloro che grazie al voto dei “presunti” fascisti occupano posizioni di primo piano. Il Sindaco di Roma, Alemanno, proprio recentemente ha stigmatizzato alcuni siti internet perché, a suo dire, affermerebbero che sia lui sia Gianfranco Fini “sono comandati dagli ebrei”. Nonostante questa affermazione pesante e grave, nessuno è ancora riuscito a segnalare un sito che riporti o faccia anche solo trasparire questa affermazione: forse perché non esiste un sito del genere? Comunque sia, nessuno (tranne il sottoscritto) si è premurato di farlo presente al Sindaco; la storiella del sito antisemita, anche se è una panzana allucinante, torna troppo comoda agli antifascisti (al gruppo dei quali Alemanno sembra aver aderito recentemente e con entusiasmo) per mettere in guardia gli italiani da un pericolo antisemitismo che di fatto non esiste.
Ma se Alemanno o Fini si limitano a richiedere la chiusura di siti internet inesistenti, è a Mastella ed alla legge denominata Prodi-Levi che va il “merito” di aver impresso una svolta sostanziale alla censura (sempre e solo contro i Fascisti, ovviamente) italiana su internet.
Clemente Mastella, i tempi infausti in cui era Ministro della Giustizia (sic!), propose e cercò di far passare una legge che condannava fino a 12 anni chi esponeva idee considerate “revisioniste”; ad aiutarlo in questa impresa Alessandro Ruben, della Anti Defamation League (potentissimo gruppo appartenente alla lobby sionista che si occupa di denunciare e intimidire tutti coloro che osano contraddire la politica israeliana nei Territori Occupati e Israele) ed esponente del PDL.
Tocca poi alla legge Levi-Prodi (http://chessaandrea.blogspot.com/2008/11/internet-tax-ci-riprovano.html), che viene riproposta con poche modifiche dal centro-destra proprio in questi giorni, il tentativo di costringere tutti coloro che usano internet per fare opinione a pagare una apposita tassa.
Aggiungiamo, a ciò, la recentissima proposta del Ministro Maroni di assegnare a ciascun fruitore di internet un IP (un codice particolare, proprio di ogni connessione internet, che permette l’identificazione dell’utente) univoco e non mutabile come gli IP delle attuali connessioni internet. Se tale affermazione mostra la sostanziale estraneità del Ministro Maroni al mondo dell’informatica (assegnare un IP univoco sarebbe tecnicamente difficilissimo, se non impossibile, perché implicherebbe una riconversione totale delle infrastrutture della rete web), ciò mostra come la politica, da destra a sinistra, si stia accorgendo del potere immenso di internet.
E ancora recentemente è stato il Primo Ministro, Silvio Berlusconi, a pubblicizzare una regolamentazione per internet.
E veniamo ai giorni nostri. Sempre per la sicurezza delle famiglie, la lotta contro la pedofilia, il Fascismo e l’antisemitismo, la violenza e bla bla bla, YouTube (il più popolare sito internet di video e filmati) e l’Anti Defamation League di Ruben hanno stilato una intesa per censurare i video pericolosi sul portale. In sintesi l’ADL avviserà quotidianamente YouTube riguardo i video considerati antisemiti, e il portale si limiterà a cancellarli. Semplice.
Un piccolo appunto, scontato ma necessario. Noi del MFL non consideriamo assolutamente internet come una zona franca dove dire e fare di tutto. Anche su internet devono valere le regole del mondo reale del rispetto e della democrazia. Combattere la violenza e la sopraffazione è un atto giusto e sacrosanto, ed anche internet va pertanto “instradato” in questa direzione. Ma ci sembra che la situazione sia ben altra e ben più grave, e che al Sistema non interessi tanto contribuire ad un miglioramento di internet e delle sue meccaniche di funzionamento e fruizione, quanto aprire un altro fronte – stavolta sulla rete – di quella guerra cominciata alla migliore delle Idee fin dal 1922.

6 commenti:

Anonimo ha detto...

La -cosidetta- legge non deve passare. Perché non cominciare una campagna sull'internet (con firme, indirizzi ecc.)? Però, oltre questo progetto di legge, proposto dalla sinistra plutocratica che oggi governa l'Europa, il problema generale è grave: Io non credo che i Popoli Europei possano esprimerci politicamente coi metodi inventati dalla plutocrazia democratico-giudaica. Si deve aprire ai popoli altre porte, altre correnti di espressione. In altre parole: se le elezioni permetessero ai Fascisti riprendere il potere, non avrebbero (le elezioni) mai luogo. Però in ogni male c'è un bene: Berlusconi, Fini e consorti ora gettano completamente la maschera.
É un passo in avanti - magari doloroso.

Anonimo ha detto...

E qualcosa di molto importante: Levi è un cognome tipicamente giudaico.

Andrea Chessa ha detto...

Esatto, caro Orientalis. Come vedi il cerchio alla fine si chiuse sempre.

Per quanto riguarda il tuo primo messaggio: ma a che servirebbe? Tu hai mai sentito di una petizione via internet che abbia cambiato qualcosa? Io no. La prima petizione che farò, se mai dovessi avere i numeri elettorali e di militanti, è una petizione per il ripristino della pena di morte.
Per adesso converrà prepararci e stare pronti. Ci aspettano tempi duri, di cause penali, di diffamazioni e di menzogne a mezzo stampa, di intimidazione. Per quel momento il motto dovrà essere: rafforzarsi o perire.

Anonimo ha detto...

Andrea, sei troppo pronto a perire.
Hitler, chi secondo me era candido,
aveva finalmente capito ciò che succedeva: Il fior fiore dell'Europa si uccideva nei campi di battaglia, mentre nei campi di concentrazione restavano vivi giudei e consorti. Siamo il sale della terra (o piuttosto ciò che rimase del sale dopo la fine tragica della Guerra). Se tu e gli altri Fascisti periscono così facilmente, allora come si potrà ricominciare la lotta?
Ricordati: Il 1945 é per noi, Fascisti, ciò che fu il 1905 pei rossi.
E qualcosa di più: io avevo firmato poche settimane fa una petizione affinché prendessero fine i "coordinamenti" dell'Israele con l'Unione Europea.Finalmente qualcosa si è fatta: alcuni contatti son finiti almeno in teoria. Non è perché io avevo firmato... però son vigliacchi : se vedono una reazione forte, cominciano a ripensare l'affare

Andrea Chessa ha detto...

Amico mio, non volevo dire che son pronto a morire... Vorrei ancora togliermi qualche soddisfazione prima.
Intendevo dire che si stanno preparando ad una battaglia anche su internet: avere delle leggi che impongono come pensare (in Italia le leggi Scelba e Mancino) e un sistema che ha un apparato repressivo fortissimo non basta a loro. E dovremo prepararci anche ad una persecuzione virtuale stringendo i denti. Ciò significa difficoltà ad avere i propri spazi, cause legali, oscuramenti del sito e così via...

Anonimo ha detto...

Forse ha ragione colui che disse: il buio più nero è poco prima dell'alba.