
Accogliere le grandi navi da crociera, innanzitutto. Per una città come Cagliari, che ha la vocazione e l’ambizione di essere città turistica non soltanto tre mesi all’anno, un bel terminal in cui accogliere le grandi navi era auspicabile e necessario. E, sulla carta, la “nuova” struttura del Molo Ichnusa si presta bene a questa eventualità: una piazza coperta polivalente, con bar, ristoranti, negozi e punti di ritrovo; cinque corpi costruiti attorno alla piazza centrale, che possono essere adibiti non solo allo scopo principale della struttura, ma anche per eventi pubblici, manifestazioni, spettacoli culturali e via dicendo. Soprattutto se si pensa ai tanti problemi di spazio ai quali va incontro Cagliari ogni qualvolta si tratti di organizzare manifestazioni culturali o eventi pubblici ad ampio raggio, di spazio in primis, ma anche di adeguamento tecnico delle strutture.
Ma quale è il motivo per cui il nuovo terminal portuale non riesce ad entrare in funzione? A dir poco incredibile, a maggior ragione se si pensa che, a quanto scrivono questi giorni diversi siti e quotidiani sardi, il vero e unico problema era noto a tutti: la scarsa profondità del fondale che, essendo di soli 7 metri, non permette l’attracco di navi da crociera che necessitano anche di fondali con più di 10 metri di profondità.

E mentre aspetto di sapere se questo scandalo all’italiana è dettato da incompetenza oppure malafede (ma, in tipica salsa “italica”, non mi sorprenderei se fossero entrambe le cose), non posso fare a meno di cercare con lo sguardo, ogni volta che passo in via Roma, un’altra occasione mancata per Cagliari.
Le foto sono prese dai seguenti siti:
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