sabato 6 febbraio 2016

Onore e Gloria Eterna a Robert Brasillach

Il 6 febbraio 1945 viene fucilato, dagli alleati vincitori, Robert Brasillach. Quali crimini ha commesso? Aver messo a disposizione il suo genio e la sua poesia per la gioventù europea che moriva in Russia, in Italia, in Germania, in Giappone, sotto le insegne littorie e della croce uncinata.
Per stanarlo "i democratici" e "i liberatori" hanno rapito e torturato la madre ottantenne, costringendolo a costituirsi.
Quando il giudice ne sentenzia la morte dalla folla si alzano urla scandalizzate e rabbiose: "E' una vergogna!"

"No, è un Onore", risponde Lui.
Perché "Amore e coraggio non sono soggetti a processo". Onore e Gloria Eterna a Robert Brasillach.

venerdì 15 gennaio 2016

Antifascismo male assoluto



I fatti di Colonia, uniti alle notizie italiane di cronaca degli ultimi giorni, ci hanno dimostrato, casomai ce ne fosse bisogno, chiaramente una cosa: se gli stupratori sono maschi e (ancora meglio )anche bianchi, allora le violenze diventano un problema di genere; se si tratta di clandestini o presunti “profughi” allora non bisogna assolutamente generalizzare, perché è un problema di cultura. Se un Presidente del Consiglio decide, autonomamente, con i suoi soldi e senza forzare nessuna donna, di passare le sue serate in compagnia di belle ragazze, allora è un proliferare di cortei femministi e di manifestazioni per difendere i diritti delle donne (ma tra questi diritti delle donne non ci dovrebbe anche essere quello di frequentare il Presidente del Consiglio, se lo si desidera?); se lo stupratore è un clandestino, viceversa, ecco che le oche che prima starnazzavano a squarciagola ora tacciono. I loro due neuroni, evidentemente, vanno in cortocircuito. 

Prendiamo la notizia di cronaca più recente in ordine di tempo: riassume tutta la decadenza morale e spirituale di quest’Occidente, e per vari motivi. Ashley è una studentessa americana che vive a Firenze. Decide di cornificare il fidanzato e va a rimorchiarsi uno spacciatore negro e clandestino che, dopo aver consumato un rapporto d’amore con lei, le spacca la testa perché lei voleva mandarlo via prima di concludere il secondo round, probabilmente preoccupata che potesse sorprenderli il ragazzo. 

Ecco: in questa foto c’è tutta la decadenza spirituale e morale di una ragazza occidentale che non trova niente di male a legarsi a simili compagnie, e un lurido sub animale che non dovrebbe essere sul suolo italiano, e che invece non solo ci sta, ma ci sta addirittura con i soldi di tutti noi, e talmente bene che, al contrario di tanti italiani, se la spassa addirittura in una discoteca fiorentina di tendenza. 

Affermare che la ragazza se la sia cercata è una stupidaggine, e me ne guardo bene dal dirla, perché nessuno meriterebbe di morire così, nemmeno le traditrici incoscienti. È indubbio, però, che il comportamento avventato della ragazza abbia contribuito in maniera preponderante a farle perdere la vita. Se qualcuno le avesse insegnato che andare con un negro spacciatore, clandestino e in generale poco raccomandabile è pericoloso (oltre che moralmente ed eticamente rivoltante), probabilmente la ragazza quella notte si sarebbe annoiata un po’ di più, ma sarebbe ancora viva.

Mentre questo articolo era in costruzione, cioè ieri, riceviamo un’altra notizia: a Bologna, nella serata di ieri, venti valorosi antifascisti hanno assaltato (al grido di “10 100 1000 Acca Larentia”, vale a dire il luogo in cui vennero massacrati dei ragazzi colpevoli solo di essere di destra) la libreria Il Bargello, vicina a CasaPound, distruggendola completamente, e mandando in ospedale una ragazza di 27 anni, colpevole solo di non essere di destra. Nella giornata di oggi ci saremmo aspettati delle forti condanne da parte di tutto il mondo politico e qualche servizio al TG: niente di niente. Se una ragazza di 27 anni viene picchiata con una spranga la cosa è di per se meritevole di notevole attenzione, a meno che la stessa non si trovi in una libreria di destra, nel qual caso il silenzio è la cosa migliore.  

A parte l’ovvia vigliaccheria e infamia degli antifascisti (si ritengono eredi dei partigiani e si, possiamo dirlo con convinzione, sono davvero i degni prosecutori delle sudiciate dei loro nonni) anche qui il femminismo d’accatto ha taciuto meticolosamente.

Ricordiamocene, quando si alzeranno dal loro piedistallo morale per indicarci col loro ditino spocchioso per darci lezioni di moralità, di tolleranza e di democrazia.

mercoledì 13 gennaio 2016

Gang bang alla africana sul suolo europeo



“Taharrush gamea”: è questo il messaggio che centinaia e centinaia di luridi subumani, che in qualunque paese civile sarebbero quantomeno appesi con una corda al collo e invece sono liberi di girare per le nostre nazioni proprio perché siamo incivili, si sono dati la notte di Capodanno e sui social network qualche ora prima di Capodanno. Lo stupro di gruppo, che questi schifosi sembrano conoscere abbastanza bene, è stato attuato su centinaia di donne tedesche, da Colonia, la città principale in cui il 31 dicembre sono accadute queste violenze, ad altre città di quello che un tempo era un Reich glorioso, come Amburgo, Berlino, e altre.

Nel 1945 Kesselring lottava a Colonia contro le truppe del generale Montgomery, per cercare disperatamente di fermare l’avanzata degli invasori angloamericani verso Berlino: migliaia e migliaia di giovani SS versarono il loro sangue in difesa della Patria e del suolo europeo. Vedere questi sottosviluppati che nel 2016 si mettono globalmente d’accordo per infilare stuprare, violare e derubare le donne tedesche, è un agghiacciante riscontro di come l’Europa di un tempo che abbiamo imparato ad amare e a difendere con la nostra misera e piccola azione politica non esiste più.

Dove erano, innanzitutto, i tedeschi? Non c’erano, e se c’erano dormivano. Semplice.

La stessa Polizia, il giorno successivo (1 gennaio), smentiva ufficialmente con un tweet (si, le Polizie europee ormai parlano per “tweet”) le voci di presunti stupri di massa a Colonia e in altre città tedesche. Mica si poteva dare in pasto ai cattivi razzisti e fascisti tedeschi una notizia del genere! È la stessa Polizia che, in queste stesse ore, smentendo se stessa dirama un comunicato ufficiale freddo, come solo il linguaggio burocratico riesce ad essere, se non addirittura agghiacciante nei suoi particolari: “Ore 0:50, piazza del Duomo: più donne vittime. A tutte hanno cercato di infilare dita nella vagina, non riuscito grazie a collant. A tutte sono stati palpati seni e sedere. Una vittima è stata penetrata con un dito. Alle donne sono stati rubati soldi, documenti, iPhone e carte di credito”; “Ore 0:00: vittima infastidita da un gruppo di persone. Lei e la madre sono state palpeggiate, una persona ha cercato di baciarle mentre un complice rubava il portafoglio dalla borsa. Rubato il portafoglio con diverse carte di credito". O ancora: "Ore 01:30, Breslauer Platz: infilata mano nel pantalone, palpeggiato il sedere. Messa mano nella borsa, rubato il telefonino e toccata dappertutto. Telefonino via". E così via, per centinaia e centinaia di volte. 

La stessa Polizia tedesca che ha mentito fino all'ultimo sulla effettiva consistenza delle denunce che a centinaia sono arrivate ai suoi commissariati è la stessa che, due giorni fa, ha caricato i manifestanti di destra che protestavano contro l'immigrazione incontrollata. Accendete il cervello e fatevi due domande.  

L’idea che i subumani africani, pomposamente chiamati “rifugiati”, si sono fatti dell’Europa, è molto più vicina alla realtà rispetto all’idea che ne hanno gli europei stessi: un continente in cui la parola civiltà, il rispetto della legge, la difesa dei propri cittadini, sono diventate ormai parole di vuota retorica, nemmeno più spacciata così pomposamente. Non a caso, quando i primi giorni di gennaio i poliziotti tedeschi si sono permessi di chiedere i documenti ad alcuni dei sospettati, molti di loro profughi, se li sono visti strappare davanti. "Siamo ospiti della Merkel", dicevano. Ecco che valore hanno i pezzi di carta dell'Europa: e questo i rifigiati lo sanno molto bene, forse anche meglio di noi. 

Lo sa bene il sindaco di Colonia, quella Henriette Reker che solo qualche mese fa la Boldrini (sempre sul pezzo, dobbiamo dire!) lodava, sempre in uno dei suoi tweet ridicoli e disgustosi, come un esempio dal punto di vista dell’integrazione multirazziale: qualche giorno dopo i fatti, quando le violenze non potevano più essere taciute e sempre più media diffondevano ormai la notizia, che diventava virale in tutte le principali redazioni giornalistiche, la Boldrini tedesca ha diramato il suo vademecum alle donne tedesche, come per esempio non allontanarsi dal proprio gruppo (ma una donna, nella civilissima Europa, non dovrebbe sentirsi libera di uscire da sola?) e stare ad almeno un braccio di distanza dagli stranieri (e come si fa a capire che sono stranieri? E sugli autobus o nei cinema come si fa?). Il problema, per la Reker, non sono quella massa di criminali che il suo governo ha accolto in massa, bensì sono le donne tedesche che devono dimostrare accortezza e fare attenzione!

E del femminismo di casa nostra, che dire? Ne vogliamo parlare? I primi giorni le paladine delle donne si sono trincerate dietro un assoluto quanto imbarazzato silenzio: evidentemente anni e anni di prese di posizione contro Berlusconi che fa i cacchiacci suoi con donne consenzienti nella sua villa e con i suoi soldi non le avevano minimamente preparate all’evenienza che anche i “profughi”, questa categoria ormai mitizzata, quasi martirizzata e “cristizzata” dalla propaganda a tamburo battente delle logge e delle sinagoghe occidentali, potessero compiere violenze. Chiedete a Dacia Maraini, tanto per: “Escludo nel modo più categorico che dei profughi che scappano dalla guerra possano macchiarsi di atti così riprovevoli”. Ma dove diavolo vive la Maraini? E dove vivono le donne che solo qualche anno fa riempivano le piazze al grido di “Se non ora, quando?” contro il cattivissimo Presidente del Consiglio? Ci saremmo aspettati una manifestazione in difesa delle donne tedesche, una presa di posizione, qualche mezza parola: niente. Fa eccezione, gliene si dia atto, Lucia Annunziata, che almeno una posizione l’ha presa, ammettendo candidamente, da quel ricettacolo di immondizia progressista che è il suo Huffington Post, che con l’immigrazione e l’incontro di culture (sic!) diverse si pone un problema effettivo tra i diritti delle donne, così faticosamente conquistati, e il diverso modo di rapportarsi alle stesse degli immigrati, spesso provenienti da paesi dove il ruolo della donna è quantomeno subordinato. 

Facciamo un piccolo gioco: proviamo a chiudere gli occhi e ad immaginare se ad aver compiuto questo tipo di violenze, anche in misura molto minore, fossero stati dei bianchi, addirittura europei: ci saremmo dovuti sorbire ore e ore di litanie sul cattivo maschio bianco stupratore, sull’imperante maschilismo occidentale, sulla necessità di leggi sempre più castranti contro gli uomini (perché averli svirilizzati completamente, rendendoli dei ricchioni incapaci di qualunque scatto d’orgoglio che non sia quello di andare dall’estetista a farsi le sopracciglia, evidentemente non basta), e via dicendo. Se sono immigrati, tutto tace. 

Qualcuna, a dir la verità, ci ha anche provato, specialmente a sinistra. “Il problema non sono gli immigrati, il problema è il maschilismo imperante, e poi nella cultura europea, inclusa quella della Germania, c’è un problema di violenze contro la donna”: ecco, in estrema sintesi, la difesa ad oltranza di queste stronzette d’accatto. Come se anche in Europa, magari Milano, Oslo, Roma, Parigi, Madrid o Barcellona sia normale che gruppi di francesi, italiani o spagnoli si cimentino nella caccia all’uomo (anzi, caccia alla donna) per lo stupro di gruppo. Ipocrite, false e bugiarde fino all’ultimo, fino all’evidenza.

Ma se il femminismo nostrano ha dimostrato tutta la sua ipocrisia e la sua falsità, i comunisti italiani, quelli duri e puri, hanno dimostrato perfino la loro vigliaccaggine e il loro essere disgustosi. Monitorando la pagina Facebook “Osservatorio Antifascista” (probabilmente sono degni amici di coloro che gestiscono la pagina Facebook dell’ “Osservatorio Antifascista Cagliaritano” in cui si può tranquillamente scrivere “10, 100, 1000 Acca Larentia” – cioè l’uccisione deliberata e a sangue freddo di ventenni colpevoli solo di non essere comunisti – senza che nessun giudice, cagliaritano e non, si sia sentito in dovere di aprire un fascicolo per istigazione all’omicidio: chissà cosa sarebbe accaduto se in una nostra pagina noi avessimo fatto lo stesso!) questi luridi decerebrati mettono i puntini sulle “i”. A modo loro. 


Innanzitutto gli stupri di Colonia sono molto meno inferiori rispetto a quanto dichiarato. E vabbè, ci potrebbe pure stare. Poi i tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, “hanno ucciso milioni di persone”, quindi, è ovvio, ben si coniuga lo stupro di massa delle loro donne (già attuato da quei bastardi dei sovietici nel 43/45, tra le altre cose)! Ancora: Berlusconi ha fatto di peggio! Ovvio: chi di noi non ricorda l’ex premier girare per piazza Duomo, a Milano, completamente strafatto, mentre cerca di rubare i portafogli alle turiste e di metter loro la mano sotto i pantaloni? Non basta: attenti, perché i media di Berlusconi (media fascisti, bigotti e xenofobi!) cercheranno di strumentalizzare la cosa, e Salvini ci ricamerà sopra come non mai per fomentare il suo inossidabile odio contro gli stranieri! Insomma: Berlusconi e Salvini c’entrano sempre, anche quando degli africani violentano a Colonia le donne tedesche. 

Ci piacerebbe pensare che esseri umani così non esistano, e saremo contenti un bel giorno di apprendere che questa pagina è stata gestita da un “troll” (una di quelle figure che operano su internet con l’intenzione di buttarla in caciara). Fino a quel momento penseremo ai concetti di “eutanasia” ed “esecuzioni sommarie” con la dolcezza nel cuore.

Intanto continuiamo a sperare nella magistratura cagliaritana (la stessa che ha gentilmente graziato coloro che denunciammo perché danneggiarono i nostri manifesti propagandistici e se ne vantarono pubblicamente perché, a dire del solerte magistrato, il nome Fascismo e Libertà è una aperta provocazione e quindi il cittadino democratico ed antifascista è pienamente legittimato a vandalizzare il materiale, legalmente pagato ed affisso, di un partito perfettamente legale e che è attivo da vent’anni): un occhio sulla pagina “Osservatorio Antifascista”, dove si incita al massacro e all’omicidio degli avversari politici, forse sarebbe il caso di buttarlo. Sennò, se i nostri diritti umani non sono garantiti, e valgono di più quelli di chi stupra e di chi violenta, che ce lo mettano per iscritto ed agiremo di conseguenza.

venerdì 18 dicembre 2015

Disgustosamente ipocriti

Di Carlo Gariglio - Segretario Nazionale del Movimento Fascismo e Libertà


Ci risiamo: nuovo  attentato dei sedicenti fondamentalisti islamici ad un obiettivo dell’Europa occidentale, e nuova ondata di ipocrisia buonista, condita da roboanti dichiarazioni di superiorità culturale, di democrazia applicata, di piagnistei… Le immagini dell’attacco riproposte fino alla nausea, interviste e dichiarazioni dei parenti delle vittime, manifestazioni di piazza, fanfare che suonano la marsigliese ovunque, funerali delle vittime in diretta con altre interviste assortite…

Più o meno, stiamo rivivendo la stessa squallida ipocrisia vissuta a suo tempo dopo l’attentato alla Torri Gemelle e, più di recente, dopo l’assalto alla sede del giornale Charlie Hebdo. 

Prima di proseguire, però, chiarisco un punto molto importante, a beneficio soprattutto degli schifosi benpensanti che, leggendo queste mie prime righe, staranno già tuonando contro il mostruoso Fascista che non rispetta le vittime innocenti della popolazione civile… No, signori miei, qua non si sta cercando di giustificare chi attacca ed uccide civili innocenti, siano essi donne, bambini, o anziani; al contrario, quello che sta scrivendo queste righe è forse l’unico essere umano rimasto a provare pietà per tutte le vittime innocenti, indipendentemente dal colore della loro pelle, dalla religione professata, dalla Nazione in cui vivevano e dal regime che li governava. 

Non sono uno dei tanti sudici pidocchiosi di sinistra sempre pronti a giustificare gli eccidi di civili non comunisti, salvo poi bollare come crimini intollerabili le stragi a danno di qualche Paese comunista; meno che mai faccio parte della schiera di buonisti benpensanti baciapile, sempre pronti alla lacrimuccia davanti ad un morto occidentale e cattolico, ma altrettanto pronti a fare spallucce quando il morto è negro, arabo, o islamico.

Per il sottoscritto un bambino morto non ha peso specifico, o colore politico: resta un bambino morto, da onorare in silenzio. Non piango soltanto sui bambini morti a Gorla, a Hiroshima, a Nahasaki, a Dresda, ma anche per quelli di Gaza, Baghdad, Beirut, Kabul, Saigon, Belgrado e persino per quelli di Londra e Parigi. Non considero innocenti soltanto i civili di Paesi a me vicini politicamente, ma li considero tutti innocenti e meritevoli di umana pietà; comprendo che tutti i civili del mondo e della Storia sono sempre stati vittime sacrificali di guerre delle quali non avevano alcuna colpa, e di governanti che decidevano e decidono tuttora sulla loro pelle e senza consultarli. Ed è proprio per questo che sento una profonda nausea di fronte agli atteggiamenti dei tanti falsi ed ipocriti che oggi piagnucolano pubblicamente per i morti francesi, ma che ieri alzavano le spalle di fronte agli altri morti! 

Quante volte abbiamo sentito l’immondizia comunistoide difendere e giustificare i crimini dei loro banditi partigiani? Quante volte li sentiamo giustificare la tragedia delle foibe con la scusa della “reazione” ai presunti torti Fascisti e Nazisti? E quante volte abbiamo sentito l’immondizia giudeo - capitalista giustificare immani massacri con la scusa di esportare la “democrazia” (la loro, ovviamente) e liberare dalla dittatura (che significa sostituire i legittimi governi degli altri Stati con burattini fedeli al padrone US-raeliano)?

Questi luridi maiali, che rappresentano le due facce della stessa schifosissima patacca (medaglia sarebbe un complimento che non meritano), lanciano ululati di dolore quando a morire sono i loro sodali, ma fanno spallucce quando a crepare sono gli innocenti del campo avverso; gli americani tuonavano contro i crimini dell’URSS, così come questi ultimi criticavano quelli dell’imperialismo occidentale, mentre entrambi gridavano contro i presunti crimini dei Fascisti e dei Nazisti… Ma mai nessuno ha ammesso i suoi crimini, né fatto alcuna autocritica per questi. Persino oggi, quando tutto il mondo si dice unito contro i crimini dei presunti integralisti islamici, si manifesta la loro lurida ipocrisia… E per fare meglio capire quanto sto dicendo, riporto un breve periodo tratto da un articolo del Fatto Quotidiano del 18 novembre scorso:

“Un altro attentato di Boko Haram in Nigeria, nello stesso posto dove, meno di un mese fa, aveva dato l’assalto a una moschea. Il 17 novembre il gruppo fondamentalista islamico legato all’Isis ha colpito una stazione per camion nella città di Yola, nel nordest del Paese, causando la morte di almeno 32 persone e il ferimento di altre 80. Secondo quanto riferito dalla polizia, le vittime sono per la maggior parte venditori o passanti. Neanche un mese fa i Boko Haram avevano attaccato alcune moschee, tra cui una a Yola, uccidendo 42 persone e ferendone un centinaio. In sei anni di guerra, i fondamentalisti hanno ucciso almeno duemila persone, in gran parte civili. (…) 

Il terrorismo aumenta ma non in Occidente – Nel 2014 sono aumentati gli atti di terrorismo, ma nella maggior parte si tratta di terre di frontiera: il Medio Oriente, il subcontinente indiano e sopratutto l’Africa. Lo testimonia il Global Terrorism Index, rapporto annuale curato dall’Università del Maryland sulla base di dati raccolti da varie organizzazioni in giro per il mondo e ripreso oggi dai media britannici. Rapporto secondo il quale nel 2014 si è contato un numero record di 32.658 morti nel pianeta, addirittura l’80% in più del 2013. Chi ha commesso più atti terroristici sono i jihadisti nigerianidi Boko Haram e i boia del cosiddetto Califfato. Mentre le vittime si sono concentrate al 78% fra Afghanistan e Iraq – simboli di fallimenti sempre più difficili da smentire della strategia militare americana dell’ultimo quindicennio – oltre che Nigeria, Pakistan e Siria


Altri Paesi indicati come emergenti (o riemergenti) in questa triste classifica sono Somalia, Ucraina, Yemen, Repubblica Centrafricana, Sud Sudan e Camerun: ciascuno accreditato di un numero di vittime di attentati e attacchi – qualificati come terroristici da alcuni dei gruppi coinvolti nell’indagine talora anche sullo sfondo di guerre civili – pari ad almeno 500 morti all’anno (…)” 

Ora, aggiungiamo a questo edificante quadretto di notizie i recenti attentati, sempre attribuiti all’ISIS, avvenuti in Mali e Tunisia e dopo chiediamoci quante volte abbiamo visto servizi TV strappalacrime su queste povere vittime, quante volte abbiamo visto musicisti cialtroni proporre concerti in memoria delle vittime, quante volte abbiamo visto calciatori parassiti cantare l’inno del Mali, o della Nigeria, prima di una partita, quante volte li abbiamo visti correre ad agitare una bandiera nigeriana dopo un goal… Ve lo dico io: mai! E questo perché i maestri dell’antirazzismo, cioè quelli che vorrebbero vederci in galera insieme a chiunque osi porre dei limiti alla immigrazione clandestina ed all’integrazione forzata, sono in realtà i più razzisti del pianeta, dato che non considerano affatto le vittime innocenti dei Paesi africani, asiatici ed arabi, tanto più se di religione islamica! 

Per “lorsignori” i morti occidentali e cristiani sono esseri umani, gli altri sono semplici numeri da citare per aggiornare le statistiche. I democraticissimi antifascisti ed antirazzisti straparlano di diritti e libertà, ma solo per loro… Piagnucolano sulle povere vittime innocenti, ma solo per le loro… Considerano barbari e criminali quelli che uccidono i civili, ma solo quando sono i loro. 

Del resto, la strategia è antica e ben collaudata; fateci caso: quando il morto fa parte del nostro mondo occidentale, si indugia sul suo nome, sulle fotografie di momenti felici, sulla famiglia, sul suo lavoro, sui funerali, e si creano quei simpatici servizi televisivi in memoria e ricordo, conditi da insulse e melense musichette strappalacrime… Ma quando il morto è degli altri e gli assassini sono i “nostri”, ecco che tutto si fa vago, si spersonalizza e si usano toni asettici e professionali; si cita la notizia nei vari TG esattamente come si leggono le previsioni del tempo e ben se ne guardano i pennivendoli da strapazzo dal mostrare qualche foto del defunto, o dal mostrare la sua famiglia e gli amici piangenti… 

Quante volte negli ultimi anni li abbiamo visti in azione questi maestri della ipocrisia e della menzogna? Dagli indegni attacchi contro Stati sovrani quali l’Iraq, la Serbia, la Siria, la Libia, passando per i piagnistei delle Torri gemelle e dei pochi attentati subiti dall’occidente; veri e propri genocidi definiti “danni collaterali”, a fronte di poche centinaia di vittime che diventavano “crimini” contro l’umanità… Per non parlare dei retroscena di questi attacchi subiti, ai quali ancora non ho fatto cenno. Eh già, perché se per i genocidi voluti dall’occidente per la gloria di USA ed Israele i colpevoli sono più che certi, non altrettanto si può dire per quei cosiddetti attacchi terroristici che l’occidente ha subito… 
Lasciamo perdere la dietrologia sulle Torri gemelle, lasciamo da parte il fatto che quelle torri furono evidentemente minate prima degli attacchi, in modo da farle poi implodere su se stesse, ma chiediamoci in particolare due cose: 1) Siamo sicuri che la verità sia proprio quella che ci raccontano? 2) E se anche fosse così, di chi sarebbe la responsabilità della nascita di questi movimenti terroristici, dei quali l’ISIS è oggi additato come principale pericolo
Riguardo al primo punto, non voglio esprimermi in questa sede, e mi limito a proporvi una riflessione inviata da un Camerata de MFL-PSN, il quale, conscio del regime di “libertà” nel quale viviamo, desidera restare del tutto anonimo, onde evitare problemi negli studi e nel lavoro: 

“Brevi cenni sull’attentato del 13 novembre a Parigi: A) 7 o 8 commando armati fino ai denti con mitra, bombea mano ed esplosivi, scorrazzano liberamente per la capitale francese e compiono una serie di attentati che coinvolgono soltanto innocenti; b) i quattro attentatori suicidi (NON CHIAMATELI KAMIKAZE!) che si sono fatti saltare allo stadio sono esplosi all’esterno dei cancelli, per giunta a partita in corso. Risultato: sono morti solo loro, ad eccezione di un unico passante che é transitato vicino a uno dei soggetti. François Hollande ha sentito giusto qualche “botto” in lontananza senza vedere un filo di fumo. Ha abbandonato lo stadio al termine della gara; c) Per l’ennesima volta sono stati rinvenuti intatti dei documenti, pare a fianco dei resti di due suicidi (questa volta non si é capito se fossero falsi o meno). L’11 settembre erano stati trovati i passaporti da qualche parte in mezzo alla strada. A Londra come a Boston furono trovati negli zainetti dei terroristi, a gennaio (Charlie Hebdo) li avevano dimenticati in macchina. d) In uno dei tanti servizi speciali di questi giorni, andato in onda su La 7, si è fatto riferimento a un’intervista del terribile Abdeslam, comparsa mi pare sulla rivista ufficiale dello Stato Islamico. In essa il terrorista dice che le intelligence europee lo avevano in pugno, ma Allah le avrebbe “accecate”, permettendogli di attraversare il continente il lungo e in largo mentre progettava gli attentati. Dunque temeva fortemente di essere catturato, ma per qualche strano motivo (che lui riconduce ad Allah) é sfuggito da sotto il naso ai servizi segreti. Di quante e quali gravi “falle” nella sicurezza ci parlano ogni volta i nostri cari media? E, se ciò fosse vero, di che razza di superpotenze staremmo parlando? e) In tutti gli attentati, dall’11 settembre 2001 ad oggi, c’erano dei terroristi noti (in alcuni casi molto ben conosciuti) alle forze di sicurezza. Spesso erano già tutti schedati ed avevano avuto rapporti con le autorità (es. Torri Gemelle, Mohammed Merah a Tolosa e attentato di Boston).

Se poi ci interrogassimo sul “cui prodest” produrremmo materiale da riempire intere biblioteche. Perciò qui limitiamoci a constatare che ogni volta che un fatto tremendo del genere coinvolge l’”Occidente”, assistiamo a una brusca accelerata della propaganda mainstream, la cui macchina mediatico-scolastico-culturale é peraltro in crescita costante. Consideriamo poi l’impatto psicologico, che provocando ulteriori shock che si sommano a quelli ordinari, diffonde ansia, terrore e senso di smarrimento. In questo modo si abbassano le già risibili difese razionali dell’individuo contemporaneo, che lo rendono ancora più suscettibile alla manipolazione.

Con dosi “extra” di sermoni democratici e “dirittumanisti” si può compattare l’opinione pubblica attorno alle istituzioni, ricordare i presunti “valori” dell’Occidente e quanto ci è costato ottenerli (e parte il pippone antifascista), i vantaggi della nostra in-civiltà... La fetta di opinione pubblica refrattaria la si getta agevolmente in pasto ai santoni del complottismo antifascista (Grillo, Giulietto Chiesa, Paolo Franceschetti, comunisti e sinistrume assortito). Abbiamo ancora il pretesto per l’aumento delle restrizioni e controlli sempre più invasivi sui cittadini (vedasi in Francia): in nome della sicurezza si comprimono le libertà residuali di cui godono gli individui, cosicché la società super-orwelliana prende sempre più forma, anche attraverso l’inasprimento delle misure coercitive dirette. Si sprecano infine i parallelismi tra il “nemico della civiltà” di oggi e di ieri (jihadismo e Fascismo), si rievoca magnificamente il fantasma di Hitler (“ricordiamoci gli orrori del passato, la libertà trionfa sempre...”). Si fomenta il clima paranoico da leso pensiero “politicamente corretto” (es. “Sei contro i matrimoni gay? Vuoi fare come l’ISIS?”) e via discorrendo. 

E giusto per rammentare un’ovvietà, si registra un forte incremento delle commesse militari”. (N. M.) 

Lascio al lettore il giudizio su questo sacrosanto elenco di “dubbi” e stranezze che accompagnano sempre i presunti attentati contro l’occidente. Ma venendo al punto numero 2, non posso fare a meno di una riflessione: il cosiddetto ISIS è nato in Siria, ove ha approfittato dei sedicenti oppositori del regime (in realtà i soliti delinquenti prezzolati ed armati da USA ed Israele), successivamente si è espanso in territorio Iracheno, e negli ultimi giorni pare essersi spostato in Libia. Ora, a meno che non siate tutti cerebrolesi, credo che sia semplice affermare un semplice fatto: l’ISIS nasce e prospera in quei territori dove prima c’erano Stati sovrani forti e moderni, nei quali mai sarebbe stato consentito lo svilupparsi di cosiddetti Califfati e movimenti terroristici integralisti, ma che guarda caso, sono stati distrutti e rasi al suolo totalmente (Iraq e Libia), o parzialmente (Siria), proprio da quella coalizione occidentale agli ordini di USA ed Israele, che ha fatto retrocedere degli Stati modello al medioevo, ovvero senza un Governo degno di questo nome e lacerati da guerre tribali che i vari Saddam Hussein, Gheddafi e Bashar al-Assad avevano relegato nel dimenticatoio.

Da qui nasce spontanea la domanda: a chi giovano la nascita ed il rafforzamento di certi spauracchi del  terrorismo islamico? Chi ha preparato il terreno per la loro crescita? Chi è così distratto da non vedere eserciti di terroristi armati che viaggiano tranquillamente dai Paesi arabi all’Europa e viceversa? Ma soprattutto, come mai quegli stessi Paesi che non hanno esitato in passato a radere al suolo ed invadere l’Iraq e la Libia, oggi nicchiano per impegnarsi militarmente in maniera decisa contro l’ISIS? 

Infine, gusto per dare un colpo anche a certi ridicoli estremisti di destra europei, che straparlano di immigrazione, è a malapena il caso di fare notare che tutti quelli coinvolti negli attentati di Parigi sono cittadini francesi e belgi, con buona pace delle teorie che vedono nei clandestini che sbarcano in Italia degli  aspiranti terroristi arrivati per colpirci. 

Quindi, miei cari italioti benpensanti con la lacrimuccia facile e sempre pronti a blaterare di superiorità occidentale, fatevi un bell’esame di coscienza e provate e rimettere in moto quel cervelletto oramai sopito da troppi anni.

Di Carlo Gariglio - Segretario Nazionale del Movimento Fascismo e Libertà