Lo sappiamo bene: potremmo anche affermare l'ovvio e il banale, come per esempio il fatto che sia la Terra a girare intorno al Sole e non viceversa, che troveremmo sempre il solito malato di mente antifascista pronto anche ad affermare il contrario, pur di non dare ragione ai cattivissimi per eccellenza. Ma quando le stesse cose che da sempre diciamo e scriviamo noi le leggiamo anche da parti politiche e culturali diametralmente opposte alla nostra, ecco che la cosa diventa interessante.
Dal sito popoff.globalist.it riproponiamo la lettera di Gioele Magaldi, "Vi spiego io chi è Letta", che riteniamo interessante e degna di notevole attenzione. Buona lettura!
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Lo sapevate che Enrico Letta, il nostro presidente del consiglio, è un
para-massone? Non un massone. Non è affiliato alla massoneria. Però, in
qualche modo ne fa parte, seguendone gli schemi, i ragionamenti e le
strategie. Che cosa vuol dire, che le decisioni che prende sono
eterodirette?
Per capirne di più, partiamo da una società para-massonica, la cui
tradizione deriva direttamente dalla fine del XVIII secolo: il Council
on Foreign Relations o Cfr.
Questo tipo di associazioni possono essere definite para-massoniche in
quanto sono sempre fondate da un nucleo ristretto di Liberi Muratori, i
quali poi coinvolgono nelle loro attività sociali anche non-massoni
(cosa che non potrebbero fare in Loggia, dove si può accedere soltanto
dopo un lungo percorso preparatorio e una iniziazione ufficiale di tipo
misteriosofico) per finalità più direttamente politiche, diplomatiche,
civili, culturali o economiche di quanto (ufficialmente) può concedersi
di fare una singola officina libero-muratoria o una federazione di logge
(Comunione o Obbedienza che dir si voglia), vincolate a determinati
principi rituali e sapienziali che limitano l'intervento diretto nelle
questioni della Polis nazionale, inter-nazionale o globale.
È un po' come il noto principio ecclesiastico cattolico in uso fino a
secoli recenti, secondo cui "Ecclesia abhorret a sanguine" ("La Chiesa
aborre lo spargimento di sangue") e dunque, anche quando prescriveva di
fatto la condanna a morte di qualcuno, essa veniva ufficialmente
eseguita da una qualche forma di potere civile che recepiva le
indicazioni superiori di matrice ierocratica.
Alcune organizzazioni massoniche si comportano analogamente, con non
minore ipocrisia, per quello che attiene a questioni di politica,
religione, diplomazia, economia e finanza.
Esse, cioè, dichiarano la
loro trascendenza esoterico-spirituale rispetto a questo tipo di
interessi, e tuttavia delegano con minuzia strategica ad associazioni
specifiche l'esecuzione dei propri desiderata.
Rimane il fatto, però, che, immancabilmente, queste società (segrete o
palesi) para-massoniche sono sempre dirette (in modo riservato e più o
meno velato) da una ristretta cerchia di massoni: i non-massoni vi
figurano come comprimari subalterni, compagni di viaggio, semplici
ospiti occasionali, anche se si tratta di personalità ragguardevoli, a
livello nazionale o internazionale, della politica, dei media, della
diplomazia, dell'industria, della finanza, della cultura.
Nella prima parte dell'Ottocento, le principali società-paramassoniche
(in questo caso, in gran parte segrete, dovendo lottare contro regimi
assolutistici, tirannici, illiberali e anti-democratici) furono gli
Adelfi, i Filadelfi, i Sublimi Maestri Perfetti, la Filikí Etería, la
Giovine Italia, la Giovine Europa, il B'nai B'rith (società non segreta)
e naturalmente la Carboneria, organizzazione inter-continentale
(diffusa in Sud e Nord America, oltre che in tutta Europa), che costituì
il più poderoso braccio armato del circuito massonico progressista.
Tra fine XIX e XX secolo vengono fondate nuove tipologie (non più
segrete, ma solo riservate nella struttura, nel funzionamento e nelle
finalità più importanti) di associazioni para-massoniche.
Nascono così
il Bohemian Club (1872, a San Francisco), la Fabian Society (costituita
a Londra nel 1884), la Pilgrims' Society britannica (1902) e la
Pilgrims' Society statunitense (1903), il Round Table movement (1909,
con il cerchio interno della Society of the Elect), il Royal Institute
of International Affairs o Chatam House di Londra (1920), il Council on
Foreign Relations (1921) con sedi a New York e a Washington, il Lucis
Trust (1920-22, attualmente con sedi a New York, Londra e Ginevra, è
anche membro del Consiglio economico e sociale dell'Onu), il Tavistock
Institute of Human Relations (1947), la Mont Pelerin Society (1947), il
Bilderberg Group (1954), la Ditchley Foundation (1957), la Trilateral
Commission (1973), il Group of Thirty (1978), il Bruegel (2005) ed altre
ancora.
I partecipanti tecnicamente non massoni a queste società paramassoniche
sono considerati dei "profani utili".
Quelli che vengono invitati una
tantum alle riunioni esterne dei club para-massonici come il Bilderberg
Group, la Trilateral Commission, il Cfr, il Riia, non rivestono una
grande importanza nell'ambito di questi consessi e la loro utilizzazione
(da parte dei Fratelli Muratori che controllano rigorosamente i citati
club para-massonici) è contingente e limitata.
Coloro che invece vengono convocati stabilmente e utilizzati con qualche
frequenza per qualche operazione politico-diplomatica,
economico-finanziaria o mediatica, godono di una più ampia
considerazione e ricevono benefici maggiori di quei profani che solo una
o due volte siano stati invitati.
Quei soggetti, maschi e femmine che, pur senza avere compiuto il rito
d'iniziazione massonico propriamente detto, vengono cooptati come membri
a tutti gli effetti di queste società para-massoniche sovra-nazionali,
sono considerati dei Para-Massoni, una specie di fratellastri, i quali
non avranno mai un ruolo di indirizzo gestionale o strategico in capo
alle varie associazioni mondialiste di cui sono parte (tale ruolo è
riservato esclusivamente a Massoni passati per il gabinetto di
riflessione e tra le colonne Jachin e Boaz), ma vi manterranno comunque
un ruolo servizievole e utile (per sé e la propria carriera/sorte
personale; per gli altri, specie per i danti causa/mandanti in
grembiulino), ancorché subalterno.
Ma c'è modo e modo di essere subalterni: alcuni rimangono per tutta la
vita dei "camerieri" (anche se di rango elevato), altri possono arrivare
ad essere dei "caposala", qualcuno più fortunato può persino trovarsi
ad impersonare un ruolo di "maggiordomo" o "gran ciambellano".
Tuttavia, i ruoli veramente direttivi e strategici sono riservati ai
Fratelli Liberi Muratori propriamente detti, che non solo sono
all'origine di tali società para-massoniche (avendole costituite), ma ne
mantengono sempre il ferreo controllo, di generazione in generazione,
attraverso un lascito che non è familiare in senso profano, ma di
precipua ascendenza spirituale-iniziatica.
Il perfetto Para-Massone, in questi contesti, solitamente deve essere
una persona ambiziosa, ma anche servile e cosciente dei propri limiti e
della propria subalternità rispetto a chi sia Massone a tutti gli
effetti; una persona furba e sveglia più che veramente intelligente,
piena di spirito di iniziativa ma senza grandi idee o principi troppo
radicati.
Il perfetto Para-Massone non deve avere una Weltanschauung
troppo complessa e raffinata, ma in compenso deve essere un infaticabile
collettore e/o organizzatore di visioni e proposte (tanto
teorico-intellettuali che pratico-operative) semplificanti e
trasversali.
Naturalmente, stiamo parlando di para-massoni e massoni che costituiscano l'élite globale sovra-nazionale.
Tutto ciò premesso, dichiariamo e riconosciamo ufficialmente e
pubblicamente che Enrico Letta è quasi un perfetto Para-Massone.
Ciò, a
differenza di suo zio Gianni Letta, che non è mai stato direttamente
cooptato in seno ad associazioni para-massoniche sovra-nazionali, ma che
ha comunque ottenuto a suo tempo la sua peculiare iniziazione
libero-muratoria, ottimo viatico per mediare da par suo fra interessi
massonici conservatori e altrettante istanze di matrice reazionaria e
ascendenza curiale e opusiana (cioè di ambiente Opus Dei).
Nel caso del giovane Enrico, Letta Junior, gravitante nell'area delle
associazioni para-massoniche Bilderberg Group e Trilateral Commission.
Abbiamo dunque a che fare con un individuo che, proprio in virtù della
propria mediocrità intellettuale, dell'assenza di idee che non siano del
tutto banali, conformiste e rabberciate nel solco del pensiero politico
ed economico mainstream, del proprio carattere diplomatico, servile e
opportunista (rispetto ad ogni potere forte e costituito), è stato da
anni prescelto come uno dei più promettenti allievi Para-Massoni per
l'Italia, da parte di coloro che fanno "girare la ruota" in Europa, in
Occidente e nel Mondo, da qualche decennio.
Questi attuali "volgitori della ruota" ("chakravartin"), dopo circa due
secoli e mezzo di ininterrotta egemonia della Libera Muratoria
progressista (creatrice delle moderne società aperte fondate su stato di
diritto, parlamenti rappresentativi, laicità delle istituzioni,
trinomio Libertà, Fratellanza Uguaglianza, diritto al lavoro e alla
dignità personale per ogni cittadino), sono alcuni estesi e influenti
gruppi di Massoni contro-iniziati, reazionari e conservatori, desiderosi
di realizzare una graduale ma inesorabile involuzione illiberale,
anti-democratica, tecnocratica e neo-oligarchica nella gestione della
res publica occidentale (fuori dal sistema politico occidentale non è
ancora mai esistita né la democrazia né la società aperta laica, libera e
pluralista).
Questi attuali "volgitori della ruota" ("chakravartin") stanno mettendo
in atto non già un complotto o una cospirazione occulta, bensì un
progetto che è potenzialmente sotto gli occhi di tutti, salvo per coloro
che si rifiutino di guardare.
Del resto, come insegna un vecchio motto
di matrice iniziatica, non c'è verità fattuale meglio occultata di
quella che sia esposta in bella evidenza, in un contesto in cui i
potenziali osservatori siano distratti da svariati giochi d'artificio,
collocati sapientemente da chi sappia come sviare quotidianamente
l'attenzione.
L'Europa è un laboratorio a cielo aperto di questo progetto di
involuzione tecnocratica, illiberale, anti-democratica e neo-oligarchica
nella gestione della res publica occidentale.
La Grecia (e con essa Spagna, Portogallo, Irlanda e Italia, ciascuno a
suo modo) è un laboratorio nel laboratorio, onde sperimentare fin dove
ci si possa spingere nell'imporre, tramite la manipolazione mediatica
diuturna, reiterata e pervasiva, una macelleria sociale inesorabile e
assoluta. Qualcosa che possa trasformare gradualmente i cittadini
europei, orgogliosi e consapevoli dei propri diritti, in sudditi
depressi, frustrati e rassegnati al proprio destino di subalternità ad
una nuova aristocrazia dello spirito (e non del lignaggio, come era
ancora nel XVIII secolo) che è anche oligarchia nel controllo della
finanza, dei media, dell'eurotecnocrazia, della casta di piccoli
cortigiani insipienti e vili che costituiscono gli attuali ceti politici
(di destra, centro e sedicente sinistra) del Vecchio Continente tutto.
Laboratori per creare la de-industrializzazione sistematica di questi
Paesi, per far fallire aziende e licenziare lavoratori, far crollare i
consumi e dunque far crollare la domanda di merci e servizi e, con tale
crollo, come in un diabolico circolo vizioso, far fallire ulteriori
aziende, che non sanno più a chi vendere i propri prodotti sul mercato
interno.
Crisi delle aziende e dei lavoratori, ma crisi anche dei liberi
professionisti, che lavorano sempre meno e i cui clienti diminuiscono a
vista d'occhio o non hanno più soldi per pagare i servizi richiesti.
E
il circolo diabolico e vizioso continua, perché anche i liberi
professionisti, al pari di ex imprenditori o ex lavoratori (ora
disoccupati) sono costretti a consumare di meno.
A chi giova tutto ciò? Giova a chi ha speculato per mesi e mesi sulle
differenze tra i rendimenti dei vari titoli di Stato delle nazioni
europee (sarebbe bastato creare degli eurobond, cioè dei titoli di stato
europei unificati, per far cessare all'istante qualsivoglia
speculazione sul famigerato spread); giova a chi ha i mezzi per
acquisire aziende dei vari Paesi in crisi a prezzi di saldo; giova a chi
si accinge ad acquistare a prezzi vantaggiosi e stracciati beni e
aziende di Stato messi in vendita a quattro soldi per fare cassa e
favorire amici e amici degli amici di amministratori pubblici corrotti e
infingardi; giova a chi si accinge a speculare sulla privatizzazione di
servizi pubblici essenziali per la vita quotidiana; giova a chi
desidera avere, nel cuore dell'Europa e dell'Occidente, una massa enorme
di disoccupati disperati, rassegnati a costituire una manodopera a buon
mercato per i nuovi padroni sovra-nazionali dei mezzi di produzione
locali, acquisiti a prezzo di favore proprio grazie alla crisi; giova a
chi ha progettato una de-strutturazione sociale e politica delle lande
europee, ri-trasformando i cittadini in sudditi con gli occhi rivolti al
basso e solleciti soprattutto della propria sopravvivenza materiale, in
modo tale che la sovranità, dal popolo, venga dirottata de facto
(salvando le forme esteriori della democrazia, ma svuotandole di senso e
contenuti) verso nuovi aristoi, padroni e sorveglianti elitari di un
nuovo perimetro concreto del Potere, in cui la stessa politica
rappresentativa dei partiti-movimenti sia decisamente subalterna ad
ambienti altri, esterni e sopra-elevati rispetto ad essa.
Gioele Magaldi (Grande Oriente Democratico)
Fonte: popoff.globalist.it