giovedì 18 agosto 2011

Nazionalisti all'amatriciana

Nell’Italia di Pulcinella, terra di Fascisti all’amatriciana, comunisti all’amatriciana, cattolici all’amatriciana e razzisti all’amatriciana, potevano forse mancare i nazionalisti all’amatriciana ed i loro tristi rituali? L’occasione per costoro è offerta dai festeggiamenti per il 150° anniversario dell’unità d’Italia, che tecnicamente dovrebbero partire dal marzo di quest’anno, dato che Vittorio Emanuele II venne proclamato Re d’Italia il 17 marzo del 1861, ma che in realtà sono partiti fin dai primi dell’anno con esortazioni varie da parte dei mezzi d’informazione nei confronti dei cittadini, invitati a sentirsi tutti uniti, tutti belli, tutti bravi e soprattutto orgogliosi di essere italiani. Senza dimenticare, naturalmente, l’invito ad appendere il tricolore al balcone di casa! Ora, non sarò certo io ad ironizzare sul sentimento puro e sincero di amor Patrio che pochi nazionalisti provano e che io stesso condivido appieno, ma trovo nel contempo insopportabile vedere una pletora di cialtroni che dell’Italia e delle sue tradizioni se ne sono sempre fregati, convertirsi improvvisamente al ruolo di veri patrioti con tanto di bandiera esposta. Siamo alle solite: quello italiano è un popolo di Pulcinella che canta, salta e balla a comando, senza neppure capire ciò per cui sta facendo tanto rumore… Basta che i capibastone della politica ed i cosiddetti “media” indichino al “volgo” che è ora di festeggiare e di tirare fuori la bandiera, per vedere tutti in subbuglio… E così una Nazione vinta nel 1945 e da allora divenuta una colonia degli USA (e della lobby giudaica che determina la politica di questi ultimi), che conta ancora oggi, a 66 anni dalla fine del conflitto, ben 113 basi di occupazione targate USA o NATO sul proprio suolo patrio, si scopre improvvisamente orgogliosa di essere unita (sarà…) ed indipendente (ma quando mai!). A condurre le danze, come al solito, è quella stessa classe politica che ha svenduto la Nazione allo straniero… E poco importa se lo straniero fosse Stalin o i giudeo – americani, poiché oggi, crollato su se stesso l’impero del male comunista e cessato il flusso milionario (in dollari) dall’URSS che intascavano gli indegni partiti di ispirazione comunista italiani, tutte le parti politiche hanno scoperto quanto sia redditizio e gratificante lustrare la suola degli stivali con la lingua al mondo giudeo – massone che vede in USA, Israele, G. Bretagna e Francia i suoi massimi esponenti. Il comunista Napolitano, che nel novembre 1956 così si esprimeva in occasione dell’invasione sovietica dell’Ungheria: “Come si può, ad esempio, non polemizzare aspramente col compagno Giolitti quando egli afferma che oltre che in Polonia anche in Ungheria hanno difeso il partito non quelli che hanno taciuto ma quelli che hanno criticato? E’ assurdo oggi continuare a negare che all’interno del partito ungherese – in contrapposto agli errori gravi del gruppo dirigente, errori che noi abbiamo denunciato come causa prima dei drammatici avvenimenti verificatisi in quel paese – non ci si è limitati a sviluppare la critica, ma si è scatenata una lotta disgregatrice, di fazioni, giungendo a fare appello alle masse contro il partito. E’ assurdo oggi continuare a negare che questa azione disgregatrice sia stata, in uno con gli errori del gruppo dirigente, la causa della tragedia ungherese. Il compagno Giolitti ha detto di essersi convinto che il processo di distensione non è irreversibile, pur continuando a ritenere, come riteniamo tutti noi, che la distensione e la coesistenza debbano rimanere il nostro obiettivo, l’obiettivo della nostra lotta. Ma poi ci ha detto che l’intervento sovietico poteva giustificarsi solo in funzione della politica dei blocchi contrapposti, quasi lasciandoci intendere – e qui sarebbe stato meglio che, senza cadere lui nella doppiezza che ha di continuo rimproverato agli altri, si fosse più chiaramente pronunciato – che l’intervento sovietico si giustifica solo dal punto di vista delle esigenze militari e strategiche dell’Unione Sovietica; senza vedere come nel quadro della aggravata situazione internazionale, del pericolo del ritorno alla guerra fredda non solo ma dello scatenamento di una guerra calda, l’intervento sovietico in Ungheria, evitando che nel cuore d’Europa si creasse un focolaio di provocazioni e permettendo all’URSS di intervenire con decisione e con forza per fermare la aggressione imperialista nel Medio Oriente abbia contribuito, oltre che ad impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione, abbia contribuito in misura decisiva, non già a difendere solo gli interessi militari e strategici dell’URSS ma a salvare la pace nel mondo” è oggi chiamato a guidare le celebrazioni dell’unità d’Italia… Anche se dalle sue parole passate pareva più interessato all’unità dell’Europa dell’est sotto il tallone sovietico…

Del resto Napolitano, che il servilismo di politici e cittadini italiani ha promosso a strenuo difensore della Patria, è degno compagno di partito di quel criminale chiamato Palmiro Togliatti, il quale, per dimostrare tutto l’amor di Patria del quale erano (e sono) capaci i comunisti, ebbe ad esprimersi così in occasione del XVI Congresso del PCUS (26 giugno – 13 luglio 1930): “È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano”. Ma il Pulcinella italico, ignorante di storia Patria e privo di memoria, non ci trova nulla di strano in queste scandalose conversioni, e da buon trinariciuto di guareschiana memoria, corre ad esporre il tricolore al balcone, anche e soprattutto se ha sempre votato a sinistra, ed anche se fino a pochi lustri fa erano proprio i comunisti italiani a bruciare il tricolore in piazza e ad aggredire chi osava esporlo, immancabilmente accusato di essere il solito irriducibile Fascista, sciovinista, nemico della classe operaia ed altre cretinate simili. Le fotografie che mostrano un mare di bandiere esposte ai balconi sono riferite alla città di Torino, triste luogo ove ad ogni elezione i partiti della sinistra, da quella estrema a quella più moderata, raggiungono circa il 70% dei consensi…

Alle elezioni amministrative del 2006, la coalizione rossa che sosteneva il Sindaco Chiamparino vinse con la percentuale bulgara del 66,6 % dei consensi… E non tutte le liste schierate a sinistra sostenevano Chiamparino… Non c’è che dire, bisogna dare atto alla spazzatura sinistra di sapersi trasformare in maniera camaleontica non appena l’interesse lo richiede… Abbiamo già parlato, nel numero scorso, delle baldracche rosse che in gioventù predicavano il sesso libero, salvo poi pretendere di diventare paladine della moralità in chiave antiberlusconiana… Oggi vediamo la conversione degli indegni epigoni della bandiera rossa, che pretendono di agitare il tricolore in chiave antileghista… Intanto, i pochi nazionalisti veri e sinceri, che ancora si battono per vedere l’Italia indipendente e priva di eserciti stranieri sul proprio suolo Patrio, nonché priva di immigrati clandestini di ogni sorta che bivaccano a spese del nostro popolo, calpestando i nostri usi, costumi e tradizioni, vengono criminalizzati da questi stessi mascalzoni che hanno rubato il tricolore per i loro turpi scopi… Xenofobi, razzisti e Fascisti: ecco le etichette che vengono riservate agli unici che avrebbero diritto di definirsi nazionalisti! Altra vera e propria infamia storica, che non ha certamente turbato il nostro popolo di ignoranti Pulcinella, è il logo ufficiale del 150° anniversario dell’unità, che vediamo raffigurato qui accanto…

Noterete che, pur essendoci ben tre tricolori in questo logo, nessuno di questi si degna di riprendere l’unica vera bandiera che avrebbe titolo di raffigurare il ricordo di quel 1861 che segnò l’inizio dello Stato italiano unitario, ovvero il tricolore sabaudo, già vessillo del Regno Sardo – Piemontese, divenuto poi bandiera ufficiale del Regno Italiano fino al noto referendum truccato del 1946, che scippò, grazie alle armi dei comunisti ed ai mille brogli da loro ispirati, la vittoria alla Monarchia… E così ben 85 anni di storia Patria, dal 1861 al 1946, vengono cancellati con un tratto di penna dai nostri infami politicanti, i quali hanno una tale coda di paglia da sentirsi terrorizzati al solo comparire di un gagliardetto che possa ricordare ai cittadini chi veramente si batté per l’Italia, magari contrapponendolo a quanti si batterono per l’URSS e/o si batterono e si battono per la gloria di US-raele! Fortunatamente, anche nella rossa e cloroformizzata Torino, possiamo notare da qualche balcone il timido apparire del tricolore storico sabaudo…

Segno che non tutti i cervelli sono all’ammasso come quelli dei Pulcinella di sinistra che seguono il nuovo corso dei vari Napolitano italici! Intendiamoci, non è che se guardiamo al comportamento dell’altra fazione politica italica i miei giudizi possano diventare più lusinghieri… Ma quanto meno il clan dei destri, indipendentemente dalle recenti divisioni interne, ha da sempre mostrato una coerenza ferrea nel prendere ordini e leccare il deretano ai soliti USA ed Israele…

E questo fin dai tempi di Almirante e del defunto MSIDN. Non possiamo, dunque, stupirci più di tanto nel vedere Berlusconi, Fini, La Russa, Frattini, Storace, la Mussolini, la Santanchè e chissà chi altro, mentre fanno opera di prostrazione e sottomissione allo strapotere della ben nota lobby giudaica…

Possono dividersi su tutto, rischiare di fare cadere il Governo, persino fondare nuovi partiti che tentano di accordarsi con i nemici di sempre della sinistra, ma su una cosa saranno sempre d’accordo: inginocchiarsi senza indugio davanti a qualsiasi esponente del duo USA – Israele, appoggiare qualsiasi loro porcheria ai danni degli altri popoli e persino dei loro stessi cittadini, nonché rispondere: Obbedisco, ogniqualvolta lorsignori richiedono un pronto intervento militare per rapinare qualche Stato sovrano, impadronirsi delle sue risorse e magari assassinare il suo legittimo Presidente…

Che a ben pensarci, è esattamente quello che hanno fatto a suo tempo con Italia, Germania e Giappone, avvalendosi di altri giulivi lacchè definiti eufemisticamente “alleati”, per rovesciare governi legittimi, voluti dai popoli e proprio per questo molto pericolosi per gli interessi dei giudeo – massoni e dei comunisti di ogni parte del mondo, al fine di sostituirli con classi dirigenti di mafiosi e servi dei loro interessi… Oggi, se questi traditori imposti da armi straniere vi chiedono di esporre il tricolore, mandateli pure a quel paese! Loro con il tricolore non hanno nulla a che fare! Che continuino a sventolare stelle di Davide e bandiere stelle e strisce!

Carlo Gariglio

www.fascismoeliberta.it

sabato 6 agosto 2011

Non dimentichiamo l'olocausto di Hiroshima e Nagasaki

Giappone. 66 anni fa. La guerra è ormai perduta, ma si vuole almeno perderla onorevolmente. È per questo che lo Stato nipponico è impegnato, già da diverso tempo, in complicate e segrete trattative con gli alleati. I quali, dal canto loro, esigono la resa incondizionata. È l’arroganza del vincitore, supportata dall’utilizzo spropositato della forza anche e specialmente contro la popolazione civile delle nazioni nemiche, che guida i politici americani, inglesi e sovietici. È il 6 agosto quando dalle basi americane decollano gli aerei che trasportano le bombe atomiche da sganciare su Hiroshima e Nagasaki. Se il Giappone non vuole capitolare definitivamente, sarà costretto a farlo dopo quel carico di morte e devastazione che viene dal cielo, completamente inutile perché effettuato quasi con sadismo contro una Nazione ormai in ginocchio.

Sono passati sessantasei anni. Ma l’arroganza di chi ha vinto – ahimè! – quella guerra è ancora intatta. Noi non dimentichiamo un olocausto vero: quello dei 150.000 morti in pochi giorni, a cui aggiungere le centinaia di migliaia di feriti e mutilati che continueranno (e in molti casi continuano ancora oggi) a pagare in termini di esposizione alle radiazioni e malformazioni il bombardamento di Hiroshima e Nagasaki. Che si sommano alle vittime di Dresda, di Napoli, di Cagliari, di San Lorenzo...

Noi non dimentichiamo che coloro che ieri bruciavano Dresda, Hiroshima e Nagasaki, oggi sono gli stessi che, in nome di una falsa democrazia e di una finta libertà, stuprano e violano l’Iraq e l’Afghanistan. Criminali erano ieri, e criminali sono oggi. E, oggi come ieri, rimane immutato il nostro odio e la nostra rabbia.

mercoledì 27 luglio 2011

Legge sull'omofobia: per una volta vince il buon senso

Non se ne abbiano a male i buonisti e i moralisti, ma prendiamo come una buona notizia il fatto che il disegno di legge contro l’omofobia non sia passato. E questo non certamente perché siamo favorevoli alle discriminazioni o alle violenze contro omosessuali, lesbiche, trans gender o chissà chi altro. Anzi: se c’è qualcuno che ha dimostrato di essere intollerante e ipocrita con noi e con il MFL quella è proprio una certa frangia del movimento omosessuale (rimandiamo il lettore a questo indirizzo per saperne di più: http://chessaandrea.blogspot.com/2011/05/eccoli-i-poveri-perseguitati.html).

Non siamo convinti che vadano punite le discriminazioni e le violenze contro omosessuali, trans gender e lesbiche. Siamo convintissimi che vadano punite tutte le violenze e le discriminazioni (fermo restando il nostro diritto di provare ed esprimere schifo per le loro volgari manifestazioni) contro “tutte” le persone, senza alcuna distinzione di sesso, di razza, di religione o, come qualcuno che si straccia le vesti vorrebbe, di preferenze sessuali. Siamo convinti che un ragazzo che viene colpito alle spalle con un casco da motociclista vada tutelato sia nel caso che sia un omosessuale, un eterosessuale o un Fascista, come è accaduto recentemente ad un ragazzo romano che è stato aggredito da dei prodi difensori della libertà e della democrazia per il sospetto (poi rivelatosi infondato) che fosse un camerata. Aggiungo io: gli stessi vigliacchi teppisti – degni eredi, con i soliti e disonorevoli attacchi alle spalle, dei loro nonni partigiani.

Siamo convinti che vadano tutelate le persone in quanto tali. E che, in nome di quella Costituzione della quale ci si ricorda solo quando si cerca (invano) di metterci a tacere, un “frocio di merda” non debba essere più grave di un “negro di merda” o di un “sardo di merda” o di un “trippone di merda”. Perché se si difendono gli omosessuali con una legge ad hoc lo si dovrebbe fare anche con i disabili, gli obesi, i calvi, i meridionali, le persone nane. Ma la legge italiana prevede già, nel suo ordinamento, l’aggravante di reato per futili motivi.

La legge sull’omofobia ha solo ed esclusivamente un disegno politico, con il quale i soliti partiti contano di raccattare qualche voto in più. Almeno per una volta ha vinto il buon senso.

sabato 23 luglio 2011

Pennivendoli italiani e massoni norvegesi

I soliti divoratori di carogne ci si erano tuffati a corpo morto, sulla strage in Norvegia. L’ennesimo attentato, con tanto di rivendicazione del solito sconosciuto gruppo estremista islamico, era un’occasione troppo ghiotta per non rinverdire quello scontro di civiltà tanto caro a sionisti e lacchè degli americ-ani. L’ennesima occasione, fatta sulla pelle di vite innocenti, per poter dire: vedete? Sono sempre “loro” che ci attaccano! Loro che ci dichiarano guerra!

Ma stavolta i soliti divoratori di carogne si sono fatti prendere dall’ingordigia. Tanto da non riconoscere quella che, né più né meno, era una colossale balla per destabilizzare l’opinione pubblica.

Questa volta il servilismo alle balle us-raeliane, che i pennivendoli hanno propagandato a squarciagola, è costato caro ai pennivendoli stessi.

La dimostrazione più evidente la da’ Il Giornale. Mentre, nelle prime ore del mattino, le copie della carta di regime venivano distribuite in Italia, le varie agenzie internazionali battono la notizia: l’attentato in Norvegia non è stato causato da alcun gruppo estremista islamico, ma da un uomo norvegese che viene descritto come un fanatico militante di estrema destra (se non è un pericoloso barbuto armato di tritolo può benissimo essere un crudele nazifascista: un mostro vale l’altro). Torneremo in seguito su questa notizia, ben più significativa di quanto possa apparire a prima vista. Niente attentato pro-Islam, dunque. Niente furia assassina dei musulmani. Niente crudeltà anti-occidentale. Il terrorista ce l’avevano in casa. Così Il Giornale è costretto frettolosamente a ritoccare non solo la prima pagina, ma anche tutti gli articoli e le rubriche interne, sature di livore anti-musulmano, e in cui si distingue, giusto per non smentirsi, l’intramontabile Fiamma Nirenstein.

Ma, a seconda delle zone, la prima edizione, quella non ritoccata, veniva già distribuita e sistemata sugli scaffali degli edicolanti. In Italia, pertanto, l’edizione de Il Giornale è uscita qui con la notizia dell’attentato islamico, “Sono sempre loro. Ci attaccano”,

lì col titolo ben più neutro “Attacco sanguinoso. Strage in Norvegia”. Fornendo, a chi è ancora dotato di cervello, un esempio lampante di come lavorino i mass media e di come, anche partendo semplicemente da un titolo di apertura e da un occhiello, si possa manipolare il giudizio dei lettori.

Veniamo così a sapere che l’autore dell’attentato è un certo Anders Behring Breivik. La polizia ipotizza che, a seguito di alcune frasi pubbliche scritte nella sua pagina profilo su Facebook, possa appartenere a gruppi “della estrema destra xenofoba” (la destra è xenofoba sempre e comunque, per definizione), cattolico tradizionalista e anti-musulmano. Ma per essere classificati come tali (cattolici e fascisti), evidentemente, basta poco anche in Norvegia. Anders Breivik si è diretto ad un raduno di giovani laburisti, sull’isola di Utoya, travestito da poliziotto, e lì ha dato inizio alla strage, sparando all’impazzata su veri e propri bersagli umani e innescando delle bombe, probabilmente fabbricate anche utilizzando un fertilizzante chimico che, in quanto lavoratore in una azienda agricola, doveva sicuramente possedere in grandi quantità. L’agghiacciante mattanza è durata più di un’ora. Interminabili minuti in cui un fanatico norvegese gioca al suo gioco preferito “Call of Duty Modern Warfare”, ma stavolta dal vivo e non contro i pixel di un monitor ma contro ragazzini terrorizzati che cercano in ogni modo una via di scampo.

Sempre da Facebook possiamo notare le sembianze dell’assassino. Anche Repubblica pubblica le foto sul suo sito internet. Una, in particolare, non può passare inosservata a chi è abituato ad avere familiarità con certi simboli. E’ sorridente, ed è addobbato in una maniera un po’ particolare. Completo nero, ricamo azzurro sotto la giacca, guanti bianchi, e un grembiule con chiari riferimenti massonici. Anders Breivik posa in abito massonico davanti all’operatore. Ma la gente, si sa, è idiota. Si beve di tutto, e ciò che non le viene propinato non se lo beve affatto. Così anche la didascalia di Repubblica tace democraticamente su questa vestizione particolare. Eppure ci si sarebbe potuto fare lo scoop: “E’ massone lo stragista di Utoya”…

Ma, a ben guardare, i democratici giornali tacciono anche su ben altro. Evitano di farsi la solita domanda del “Cui prodest?” E pertanto omettono accuratamente di dire che la Norvegia è stata una delle poche nazioni a dichiarare apertamente che, alla votazione ONU di settembre, avrebbe votato SI alla fondazione di uno Stato palestinese. Evitano di ricordare che la Norvegia è uno dei pochi Stati in cui i proventi del petrolio, che le hanno consentito una crescita astronomica negli anni passati, sono a carattere pubblico. Evitano di dire che i proventi del petrolio sono stati trasformati in fondi pensioni pubblici e per i cittadini, e che nonostante ciò la Norvegia non fa parte dell’OPEC. Evitano di dire che questi fondi sono gestiti direttamente dalla Norges Bank, la Banca Centrale norvegese che è pubblica e che non fa parte della zona euro. Evitano di dire, ancora, che non solo il petrolio, ma anche altri settori fondamentali per l’economia nazionale come l’energia elettrica, l’alluminio e le telecomunicazioni sono a gestione statale.

Informazioni che ben avrebbero aiutato a rispondere al leggendario “A chi giova?” che ogni volta viene proposto dagli analisti di questioni internazionali. Insomma: non certo un Paese da emulare per i grembiulini del WTO. Se tre indizi fanno una prova, qui di prove ce ne sono a bizzeffe. Inclusa la foto del massone stragista Anders Breivik, coi suoi guantini bianchissimi e pulitissimi e il suo completino nero lucido appena lavato e stirato.

mercoledì 20 luglio 2011

Ecco il blog MFL Chieti

Nonostante l’invidia e i sabotaggi che ci vedono quotidianamente vittime, il Movimento Fascismo e Libertà cresce, matura e raccoglie consensi. A parte i nuovi tesserati in varie zone d’Italia che si sono aggiunti a Noi in queste ultime settimane e i vari coordinamenti che ci vedono presenti in zone in cui prima non c’eravamo o rinforzati in zone in cui eravamo carenti, Vi segnalo il blog di Fascismo e Libertà per la Provincia di Chieti http://chieti-mfl-psn.blogspot​.com/. Per tutti i camerati della zona e non solo.

sabato 9 luglio 2011

L'unica democrazia del Medio Oriente

Ecco a voi la grande democrazia osannata dai circoncisi e dai loro indegni lacché. Non c'è alcun modo migliore di affrontare l'orrore che vederlo, lontano dalle mistificazioni e dal negazionismo (questo si veramente pericoloso e crudele) de Il Foglio, Il Giornale, Paolo Mieli e la bipartisan cricca sionista.


giovedì 30 giugno 2011

Il blog MFL Abruzzo

Segnalo ai nostri lettori il seguente blog del camerata Pier Giorgio Basile: http://www.mflabruzzo.blogspot.com/ tratterà dell'attività di Fascismo e LIbertà in Abruzzo da parte di uno dei nostri ragazzi più validi e preparati. Un dovere leggerlo per tutti i camerati abruzzesi e non solo. Lo troverete anche nell'elenco sulla destra di questo blog relativo ai siti consigliati.

Buona militanza.

venerdì 24 giugno 2011

Il governo del fare (la traduzione del Talmud)


Mentre il Governo nazionale affanna impietosamente tra le mignotte di Berlusconi e i ridicoli progetti secessionisti di quei terroni della Lega Nord, prende il via il progetto Talmud, che aspettava solamente la firma del Ministro Mariastella Gelmini per poter cominciare. In collaborazione con il Ministero dell’Economia, il Ministero dell’Istruzione e l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, il “progetto Talmud” consiste nella traduzione di uno dei testi sacri dell’ebraismo (come la Bibbia per i cristiani o il Corano per i musulmani). La somma stanziata da spalmare nei prossimi tre anni: 5 milioni di euro che serviranno innanzitutto per formare e finanziare i traduttori, nonché per creare un sito internet che reclamizzi adeguatamente l’iniziativa.

Mentre l’economia del Paese va a rotoli, con un debito pubblico a dir poco enorme, un tasso di disoccupazione altissimo, delle riforme che vengono spacciate per grandi progressi ma che altro non sono se non tagli indiscriminati alla sanità, alla ricerca, all’istruzione, in silenzio il Parlamento approva un finanziamento di cinque milioni di euro per la traduzione di un testo sacro di una religione – cosa che già di per se mina in profondità il carattere laico che dovrebbe avere qualunque Stato – che è praticata da meno di 45.000 persone su tutto il territorio nazionale.

Inoltre, chi ha già letto qualche cosa riguardo questo testo sacro sa bene quanti insulti e farneticazioni esso contenga non solo a livello religioso, ma anche contro i cristiani e contro i gentili, cioè tutti coloro che non sono ebrei.

Offriamo qui di seguito un breve resoconto, depurato dagli insulti più accesi contro la figura di Gesù Cristo e della Madonna, per non urtare la sensibilità di chi legge.

1. L'EBREO NON DEVE SALUTARE IL CRISTIANO Nel Gittin, (62a), si dice: "L'ebreo non deve mai entrare nella casa di un Nokhri di giorno di festa per salutarlo. Comunque, se lo incontra per la strada, potrà salutarlo, ma brevemente e a testa china." 2. L'EBREO NON DEVE RICAMBIARE IL SALUTO DEL CRISTIANO Nello Iore Dea (148,10) si dice: "L'ebreo non deve ricambiare il saluto del cristiano inchinandosi davanti a lui. E' bene perciò salutarlo per primo evitando così di rispondere in caso che l'Akum lo saluti per primo." Il rabbino Kohana dice che quando un ebreo saluta un cristiano egli deve prima dire ""Pace al mio Signore," intendendo con ciò il suo rabbino. Infatti il Tosephoth dice: "Perchè il suo cuore si rivolgeva al suo rabbino." 3. L'EBREO NON DEVE PRESENTARSI DAVANTI AD UN GIUDICE CRISTIANO Nel Choshen Hammischpat (26,1) si dice: All'ebreo non è permesso portare il suo caso davanti ai giudici Akum, anche se la questione venisse giudicata secondo le decisioni della legge ebraica, e anche se entrambe le parti fossero d'accordo di attenersi a tali decisioni. Colui che lo fa è empio e simile ad uno che calunnia e bestemmia e che alza la mano contro la Legge trasmessa a noi da Mosè, il nostro grande legislatore. La Hagah dice "Il Bethin ha il potere di scomunicare questa persona fino a che egli non liberi il suo fratello ebreo dalle mani dei gentili.'" 4. NON E' PERMESSO USARE I CRISTIANI COME TESTIMONI Nel Choshen Hammischpat (26.1) si dice: "Il Goi o il suo servo è incapace ad agire come testimone." 5. ALL'EBREO NON E' PERMESSO DI CIBARSI DI CIBO CRISTIANO Nello Iore Dea (112,1) si dice: "Gli anziani proibirono di mangiare il cibo degli Akum, per non sembrare di essere in rapporti di amicizia con loro." E nell' Abhodah Zarah (35b) si dice: "Le cose seguenti che appartengono ai Goim sono proibite: Latte che un Goi prende da una mucca, se non è presente un ebreo; anche il loro pane, ecc." 6. L'EBREO NON DEVE MAI AGIRE NEL MODO DEI CRISTIANI Nello Iore Dea (178,1) si dice: "Non è permesso imitare le usanze degli Akum e agire come loro. Non è permesso indossare abiti come gli Akum, e nemmeno pettinarsi come fanno loro .... nè devono gli ebrei costruire case che assomiglino ai templi degli Akum.” Articolo II - I Cristiani Devono Essere Evitati - Perchè Sono Immondi Non si sa quanto spesso l'ebreo debba lavarsi e purificarsi, e nemmeno quanto debba studiare per evitare tutto ciò che può contaminarlo. Il Talmud insegna, comunque, che i cristiani sono persone il cui semplice contatto tattile rende le cose immonde. Nell' Abhodah Zarah (72b) si legge: "Un certo uomo stava versando del vino da un contenitore ad un altro per mezzo di un tubo, quando un Goi venne e toccò il tubo con la mano. Il risultato fu che tutto il vino (di entrambi i contenitori) dovette essere gettato via." Tutti i recipienti, perciò, devono essere lavati se l'ebreo l'ha acquisito da un cristiano, anche se non è mai stato usato. Nello Iore Dea (120,1) si dice: "Se un ebreo compra da un Akum un recipiente per usarlo a tavola, sia che sia fatto di metallo, di vetro o di piombo, anche se è nuovo, lo dovrà lavare in un Mikvah (grande catino), o in una cisterna che tenga quaranta quarti d'acqua." Articolo III. I Cristiani Devono Essere Evitati - Perche' Sono Idolatri 1. AFFINCHE' l'ebreo non diventi occasione di peccato per il cristiano idolatro, secondo il precetto di Levit. XIX,14: Non porre una pietra d'inciampo davanti al cieco- egli dovrà evitare tutti i contatti con essi nei loro giorni di culto ai loro dei. Nell' Abhodah Zarah (2a) si dice: "Non è permesso comperare o vendere loro alcunché nei tre giorni che precedono le loro feste idolatriche. E' anche proibito concedere o accettare aiuto da loro, scambiare denaro con loro, rimborsare loro un prestito o permettere loro di rimborsare i loro prestiti." Nell' Abhodah Zarah, 78c (il Perusch di Maimonide, fol.8), si dice: "Tutte le feste dei seguaci di Gesù sono proibite, e noi dobbiamo comportarci nei loro confronti come faremmo con gli idolatri. Il primo giorno della settimana è la loro festa principale, ed è perciò proibito intrattenere, nel loro giorno di sabato, qualsiasi contatto d'affari con coloro che credono in Gesù. Riguardo il loro sabato, noi dobbiamo osservare le stesse regole che osserviamo per le festività degli idolatri, come insegna il Talmud." 2. L'EBREO NON DEVE USARE ALCUNA COSA CHE RIGUARDI IL CULTO DEI CRISTIANI. Nello Iore Dea (139,1) si dice: "E' proibito avere a che fare con gli idoli e con qualsiasi cosa venga usata per il loro tipo di culto, sia che sia fatta dagli Akum o dagli ebrei." 3. E' PROIBITO VENDERE AI CRISTIANI QUALSIASI COSA CHE SERVA PER IL LORO CULTO IDOLATRICO. Nell' Abhodah Zarah (14b, Toseph) si dice: "E' sempre proibito vendere incenso ad un prete idolatra, infatti è evidente che quando egli lo chiede, lo vuole per il solo scopo di offrirlo al suo idolo. Perciò, chiunque glielo venda, pecca contro il precetto che ci proibisce di porre una pietra d'inciampo davanti al cieco. E' anche proibito vendere candele ai gentili per la loro Festa delle Candele. Le candele comunque possono essere loro vendute negli altri giorni. Né è permesso vendere un calice ad un gentile che l'ebreo abbia comprato dopo che è stato rotto e gettato via da un Goi. E' permesso rivenderlo ad un gentile dopo che sia stato completamente rifatto. Infatti, dopo che è stato rotto una sola volta, esso può essere ancora usato per contenere il vino che offrono in onore del loro idolo."

Chi scrive si chiede: il Parlamento Italiano rappresenta ancora la volontà politica e istituzionale di uno Stato sovrano, quale dovrebbe essere l’Italia, oppure esso è diventato semplicemente una filiale della Knesset? Davvero non si sapeva in che modo spendere più proficuamente cinque milioni di euro, anziché devolverli per tradurre un testo sacro (che lo Stato non dovrebbe MAI fare, in quanto ne viene minato indissolubilmente il carattere laico e di equidistanza che le istituzioni devono avere da tutte le religioni) che se fosse scritto adesso dovrebbe essere vietato per istigazione alla discriminazione razziale e religiosa e per istigazione all’omicidio di massa, per di più di una piccolissima minoranza della popolazione italiana?

Una domanda: dove sono i sostenitori accaniti della laicità dello Stato? Dove sono quelli che sono pronti a strapparsi i capelli per ogni sillaba pronunciata dal papa? Che fine hanno fatto i radicali? E i comunisti? E quelli che volevano togliere il crocefisso dalle aule scolastiche?

Il Governo italiano ha dimostrato, così come voleva Berlusconi, di essere un governo del fare. Si. Del fare i vantaggi di una comunità, quella ebraica, che è sicuramente una netta minoranza rispetto alla stragrande maggioranza della popolazione italiana, ma che dimostra di avere tutto il potere e l’influenza per imporre le sue decisioni a scapito di quest’ultima.

venerdì 10 giugno 2011

Settantuno anni fa

Il sangue contro l'oro. La giovinezza contro l'usura. Popoli fieri e liberi contro masse amorfe di capitalismi e giudaismi...

Noi settantuno anni fa non sbagliammo. Onore ai nostri eroi, pietà per i vigliacchi, i voltagabbana e i traditori.

giovedì 9 giugno 2011

Die interessanti blogs

Segnaliamo ai nostri camerati e lettori due interessanti blogs. Il primo, http://astifascista.blogspot.com/, è la voce internet ufficiale del MFL Asti. IL secondo, http://socialismoenazione.blogspot.com/, è più incentrato su temi economici e socialisti.

Buona lettura.

mercoledì 8 giugno 2011

Baldracche rosse

Pubblicato sul mensile Il Lavoro Fascista, febbraio 2011

Carlo Gariglio

Come se non bastassero gli eterni pidocchiosi dei centri sociali, i rivoluzionari figli di papà che inneggiano a Castro dai finestrini dei loro SUV, i sedicenti lavoratori che passano più ore al sindacato che in fabbrica, i magistrati “imparziali” che incitano la folla a “resistere” ai governi voluti dal popolo, i giornalisti prezzolati che gridano “al regime” non appena qualcuno cerca di impedirgli di rovinare la vita della gente con le loro balle, i sedicenti intellettuali che paventano il pericolo di vivere in un regime illiberale non appena Prodi perde le elezioni e gli immancabili ex resistenti, ex deportati ed ex perseguitati dal Fascismo (che aumentano con il passare degli anni, incuranti del ridicolo), da oggi i compagnucci stressati dalle troppe elezioni perse e dai vani tentativi di ribaltarle con il ricorso alla piazza ed alla magistratura corrotta e politicizzata, si affidano ad una nuova categoria da fare sfilare in piazza: le baldracche rosse.

Le abbiamo viste nei giorni scorsi, fiere di gridare in piazza contro Berlusconi in nome di una superiore moralità e pulizia d’animo che non hanno alcun titolo di rivendicare, agitare i loro stracci rossi siglati PD ed esporre i loro demenziali cartelli zeppi di slogan contro il Presidente del Consiglio ed a favore, guarda caso, della magistratura e della Costituzione, ripetendo come tanti pappagalli colorati quello che è stato loro ordinato dai maschietti rossi, passati per l’occasione a dirigere da dietro le quinte l’ennesima inutile manifestazione…

Che squallore! E quello che è ancora più squallido è il fatto che oggi molti cialtroni della cosiddetta “area” fanno a gara per gridare più forte dei sinistri le stesse cretinate che costoro usano come slogan da sempre… Ci tocca assistere, in nome di un’antipatia nei confronti di Berlusconi che possiamo comprendere fino ad un certo punto, al triste spettacolo di sedicenti Camerati, molti dei quali vantano un mitico passato nel fu MSIDN, che si improvvisano paladini della magistratura da difendersi dagli attacchi del Presidente del Consiglio… Quella stessa magistratura rossa che, quando questi cialtroni militavano nel suddetto MSIDN, lasciava impunita la teppaglia rossa che sfondava i crani dei Fascisti a colpi di chiave inglese, o che li bruciava vivi nelle loro case e con le loro famiglie… Quella stessa magistratura che, ancora oggi, perseguita duramente i ragazzi che fanno il saluto romano in piazza, ma dimentica di condannare la feccia rossa che devasta le città, aggredisce le forze dell’ordine ed impedisce a tutti quelli che non sono maiali di sinistra di esercitare i propri diritti politici… Quella stessa magistratura che sostanzialmente ci priva del diritto costituzionale all’elettorato passivo, eliminandoci regolarmente dalle elezioni e rifiutandosi di darci ragione quando ricorriamo ad essa per essere tutelati… E ci tocca pure vedere qualche nazional-coglione, o qualche coglione di destra, ergersi a paladino di questi “signori” in toga usando toni alla Di Pietro!

Ma torniamo al discorso principale, lasciando l’immondizia d’area a crogiolarsi nel proprio squallore, e torniamo a parlare delle gentili baldracche rosse scese in piazza… Buona parte di queste erano abbastanza avanti con gli anni, nonostante non siano mancate le loro degne figlie e nipoti, le quali, come spesso accade a queste nuove generazioni di invertebrati senza cervello, partecipano volentieri a qualsiasi cosa nella quale sia garantito il diritto di fare casino, gridare ed ascoltare musicaccia ad alto volume, senza neppure chiedersi perché si trovano lì… Ma ve le ricordate le nonnine e le mammine di sinistra quando erano ragazzine con l’età di Ruby e socie? Tuonavano contro il bigottismo clericale e cattolico, gridavano ai quattro venti: “Io sono mia” (anche se nessuno lo metteva in dubbio, dato il tipo di orrende pidocchiose che amavano rappresentare!) e consideravano che il massimo della liberazione sessuale fosse farsi sbattere dal primo hippy allergico al sapone che incontravano, meglio se su una panchina del parco o sulla sabbia di una spiaggia… E sulla falsariga della loro “troiaggine” sinistra, hanno fatto crescere le gentili pulzelle delle nuove generazioni, ovvero quelle che vediamo vagare, magari a soli 14 anni, tutte le notti per la città gonfie di alcool, droga e chissà cos’altro… Naturalmente, anche per le discendenti del femminismo, discepole della liberazione dai tabù sessuali, il massimo della goduria è rappresentato dal farsi sbattere dal drogato figlio di papà di turno, magari in cambio di una semplice consumazione in discoteca… Di quale dignità andate blaterando, dunque, care baldracche rosse? Avete scelto un’ideologia che ha fatto della menzogna, della violenza e della sopraffazione il suo verbo, avete rovinato intere generazioni di ragazzine trasformandole in baldracche come voi, non avete saputo educare e porre un freno neppure alle vostre figlie e nipoti, e nonostante tutto vi arrogate il diritto di blaterare di moralità e dignità?

Se avevate così tanta dignità potevate evitare di diventare le utili idiote degli assassini comunisti, e se teneste così tanto alla moralità evitereste di mandare le vostre figlie in giro fino alle 8 del mattino, vestite in un modo che fino a pochi anni fa neppure le vere prostitute da marciapiede osavano avvicinare…

Che dite? Che quelli che impongono delle regole a figlie e figlie debosciati, magari pretendendo che rientrino entro la mezzanotte sono dei Fascisti? Sì, è proprio così… Non a caso noi siamo di gran lunga migliori di voi, e forse siamo gli unici ad avere il diritto di parlare di morale e dignità!

Lasciate perdere i temi che non vi competono e mettetevi bene in testa che quelle che vanno a letto con il Presidente del Consiglio (ammesso e non concesso che ci sia del vero) in cambio di una busta zeppa di contanti, non sono certo peggiori di voi, che vi facevate scopare da un capellone in cambio di uno spinello, o delle vostre figlie e nipoti, che si fanno sbattere nei cessi delle discoteche in cambio di un ingresso o una consumazione. Certamente sono più furbe, ma non peggiori… E la stessa presunta libertà che rivendicavate da giovani nelle piazze, lasciatela anche a quelle che hanno deciso di darla via a caro prezzo.

Voi, povere compagnucce, continuate a giocare con cartelli e slogan, senza neppure più la soddisfazione di divertirvi un po’ come da giovani. Purtroppo oggi i vostri compagni di partito preferiscono andare con orrendi grassoni travestiti da donne!

Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it

lunedì 30 maggio 2011

Rinfreschiamogli la memoria!

Pubblicato sul mensile Il Lavoro Fascista, gennaio 2011

Da quell’infausto giorno in cui i politicanti italioti svenduti al giudaismo internazionale decisero di fissare per il 27 gennaio la giornata della memoria, ogni anno che passa tale “giornata” si dilata sempre più, fino quasi ad essere un mese della memoria… Insulsi film strappalacrime che inventano di sana pianta storielle di bambini scampati ai mitici campi di sterminio, trasmissioni di approfondimento ove ogni sorta di miserabile falsario ebreo, senza alcun contraddittorio (naturalmente!) racconta episodi talmente inverosimili da risultare incredibili anche per quanti credono alle fole olocaustiche, politici che fanno a gara nel prostrarsi di fronte agli esponenti della minuscola comunità ebraica italiana… Ci sarebbe da capire come mai si vuole imporre a 50 milioni di italiani la memoria di una tragedia che, se anche fosse vera, toccherebbe non più di 50 mila cittadini, ovvero quelli di religione ebraica. Eppure per tragedie ben più vicine al nostro popolo, e soprattutto vere, non si fa assolutamente nulla, oppure ci si limita a qualche commemorazione in sordina e senza alcuna enfasi, come avviene per il ricordo del martiri italiani di Istria, Dalmazia e Slovenia, migliaia dei quali furono infoibati dai barbari comunisti slavi (con la gentile collaborazione dei partigiani comunisti italiani del PCI), mentre i sopravvissuti, per non fare la stessa fine, furono costretti a fuggire in Italia (accolti a sputi ed insulti dai militanti del PCI), lasciando nelle mani dei barbari comunisti slavi tutti i loro averi.

Per non parlare delle decine di migliaia di civili italianissimi massacrati, a guerra finita, dalla feccia partigiana.

Tragedie, ripeto, non inventate alla fine della guerra e riguardanti cittadini italiani…

Se poi volessimo, con uno sforzo di fantasia umanitaria, commemorare le tantissime altre tragedie che hanno toccato altri popoli all’infuori del nostro, non vedo perché non si dedichino varie giornate dell’anno a ricordare i giapponesi barbaramente trucidati dalla follia atomica degli USA, oppure i civili tedeschi dapprima bruciati vivi dalle bombe al fosforo degli alleati, e poi sottoposti (i sopravvissuti, ovviamente) alle criminali angherie e torture poste in essere dagli animali dell’Armata Rossa… O ancora, perché non commemorare le antiche popolazioni Inca, Maya ed Aztechi trucidati dai cattolicissimi conquistadores spagnoli… E perché no, i martiri del comunismo, che sono stimati in un impressionante numero che sta fra i 100 ed i 200 milioni di morti, o magari gli stessi Armeni, vittima di un genocidio che soltanto la Turchia pretende ancora di negare…

Invece no! Solo il giudeo va ricordato, commemorato, supplicato, e naturalmente omaggiato con l’offerta di Leggi e leggine che dovrebbero servire a tutelarne la memoria, mentre in realtà servono a sbattere in galera quelli che ormai hanno compreso la natura della favola olocaustica.

E così, anche quest’anno, con raro spirito super partes, i sudici politicanti italiani si sono spinti a promettere ai capi bastone del giudaismo nostrano la mitica Legge antirevisionista che, sull’esempio di quella adottata in Israele e diffusasi poi in gran parte dell’Europa, farà finire in galera tutti quelli che oseranno avanzare dubbi e porre delle domande a proposito del cosiddetto olocausto… Ma attenzione: non si tratta di punire chi banalizza l’argomento, o chi incita a nuovi stermini, o ancora chi si limita ad un negazionismo vuoto e di principio, perché tali Leggi già in vigore in Europa colpiscono il semplice mettere in dubbio, a prescindere dalle prove eventualmente portate a sostegno dei propri dubbi! Quindi non si vogliono castigare pochi naziskin che inneggiano all’olocausto, o pochi ignoranti che ci ridono sopra senza alcuna analisi critica… Qui si vuole colpire proprio, ed a maggior ragione, i seri studiosi che hanno smascherato veri e propri falsi storici… In galera, quindi, quelli che hanno scoperto che varie parti del Diario di Anna Frank sono stati scritti con una biro inventata negli anni 50, in galera quelli che hanno scoperto che le pareti della mitica camera a gas di Auschwitz non sono mai state sottoposte all’azione di un gas, in galera quanti hanno dimostrato basandosi sulle statistiche, che la popolazione mondiale ebraica è aumentata durante la II Guerra Mondiale, in galera gli esperti che hanno dimostrato che molte delle fotografie storiche a supporto dell’olocausto sono dei miserabili falsi, ed in galera anche quelli che, pur credendo all’olocausto, hanno dimostrato che la cifra di sei milioni di morti non è altro che una grottesca invenzione!

Ecco che si profila il futuro degno di questa Italia di parassiti e corrotti: tutti in galera gli studiosi ed i liberi pensatori, tutti liberi i veri delinquenti, per i quali si trova sempre qualche giustificazione sociologica ed antropologica ai loro comportamenti!

Diventeremo presto come la Svizzera, ove finì in galera l’ultraottantenne G. A. Amadruz per i suoi scritti, ed ove è stato condannato alla prigione il Prof. Jurgen Graf, “reo” di avere scritto “Olocausto allo scanner”… Come la Germania, esempio di “democrazia” che persegue anche cittadini non tedeschi per essersi espressi a proposito del mito dei sei milioni, ove proprio di recente è stato condannato al carcere un ragazzo che aveva prestato un libro revisionista ad un conoscente… Per non parlare della Francia, ove oltre ai Tribunali corrotti, agiscono indisturbate vere e proprie squadracce ebraiche dedite alle aggressioni al Prof. Faurisson ed a molti altri seri studiosi.

Di questo dovremo ringraziare la squallida e miserabile casta politica italiana, ovvero quella messa a capo di questo Paese dalle baionette giudeo-americane, dalla mafia riportata in Patria da quegli stessi signori, e dagli agenti di Stalin che non hanno perso la speranza ancora oggi, di trasformarci in una sorta di Soviet occidentale.

Diamoci dunque da fare, finché gli infami della politica non ce lo impediranno sbattendoci in cella, a divulgare il più possibile materiale storico che dimostri il carattere menzognero del giudeo e del suo degno reggicoda politico… Oggi possiamo ancora parlare, benché il possesso di tutti i maggiori mezzi di informazione e comunicazione permetta alla lobby giudaica di fare passare tutto sotto silenzio, nonché di dipingere agli occhi del mondo come fanatici e criminali i pochi che riescono a spezzare il monopolio del silenzio e della falsa storia.

Proprio in quest’ottica, mi propongo in questa sede di pubblicare alcuni illuminanti articoli di giornale reperiti grazie ad un coraggioso blogger francese a questo indirizzo: http://www.jeuxvideo.com/forums/1-50-67615578-1-0-1-0-l-holocauste-six-millions.htm; in essi si potrà notare come gli ebrei, ben 26 anni prima della fine della II guerra mondiale, tuonavano contro presunti stermini di ebrei in Europa… Tutti stermini che, guarda caso, mettevano in pericolo o avevano già ucciso 6 milioni di ebrei! Vi dice nulla questa cifra?

Il 2 aprile 1919, come mostra l’articolo riprodotto in questa pagina, la comunità ebraica americana denunciava sullo “Spartanburg Herald” che 6 milioni di ebrei stavano morendo di fame in Polonia, Lituania, Galizia, Palestina, Turchia e Siberia… Voi ne avete mai saputo qualcosa? Vi risulta che nel 1919 sei milioni di ebrei siano morti o siano stati vicini alla morte per fame?

Ancora più illuminante è il secondo articolo, presentato nella pagina successiva; in esso, tratto dal giornale “The American Hebrew” del 31 ottobre 1919, non solo si nominano fino alla nausea i soliti mitici 6 milioni di ebrei perseguitati che stanno morendo di fame, ma si usa persino il termine Olocausto!

Nessun dubbio, quindi? Nel prossimo futuro finiremo in galera se, leggendo questi articoli, ci faremo prendere dai dubbi?

E’ o non è lecito farsi delle domande, dopo avere verificato che nella propaganda ebraica è insito il riferimento ai sei milioni di martiri ed al loro olocausto?

E se l’olocausto lamentato nel 1919 dagli ebrei americani è falso, come dimostrano i fatti, perché dovremmo prendere per oro colato le balle che ci raccontano a proposito dell’olocausto della II guerra mondiale?

Del resto, se per il 1919 le uniche prove sono degli articoli deliranti, per la II guerra mondiale le prove sono testimonianze altrettanto deliranti e falsificazioni che non reggerebbero all’esame di un qualsiasi serio tribunale… Ci raccontano di camere a gas omicide funzionanti 24 ore su 24, ma nessuno ne ha mai vista una, e quelle che oggi mostrano ai gonzi, non sono null’altro che ricostruzioni posteriori o peggio, vuote stanze con nessuna traccia di tutti quegli impianti che dovrebbero trovarsi presenti in qualsiasi camera a gas con la pretesa di funzionare… E quando vengono colti in fallo, come accaduto con le analisi di Fred Leuchter (confermate poi dal chimico tedesco German Rudolf, che per questo è stato in galera, e dalla stessa Università di Cracovia), che dimostravano senza ombra di dubbio che le pareti della camera a gas di Auschwitz non erano mai state sottoposte all’aggressione del gas Zyklon B, si nascondono dietro alla triste menzogna della camera a gas originale distrutta da nazisti per non lasciare prove (a parte qualche milione di testimoni oculari, naturalmente!), nonché della necessità storica di edificarne un simulacro da mostrare ai tanti coglioni che periodicamente visitano il cosiddetto “campo di sterminio”!

Come dite, non bastano gli articoli farneticanti di due cialtroni del 1919 per mettere in dubbio l’olocausto dei sei milioni di ebrei in Europa? Sarà, ma che dire allora del terzo articolo che ripropongo a lato, datato 19 luglio 1921 e tratto dal “Chicago Tribune”?


Guarda caso, ecco un altro sterminio di 6 milioni di ebrei, questa volta avvenuto in Russia ed Ucraina, grazie ai pogroms dei nuovi padroni dell’Unione Sovietica, ovvero i tanto amati comunisti…

Certamente non sarò proprio io a volere negare i crimini dei comunisti sovietici contro gli ebrei locali, ma quello che più importa in questa sede è evidenziare un paio di particolari; il primo è quello che potremmo definire un vero e proprio chiodo fisso, ovvero quello dei sei milioni… Il secondo è questo: se lo sterminio di 6 milioni di ebrei ad opera dei comunisti in Russia ed Ucraina è realmente avvenuto, perché nessuno ne parla oggi? Perché non esiste l’esecrazione obbligatoria per i comunisti e per Lenin e Stalin, così come avviene per il Nazionalsocialismo e per Hitler? Perché l’URSS non ha mai pagato miliardi di indennizzi allo Stato – pirata denominato Israele, come fa a tutt’oggi la Germania? Perché in Russia ed Ucraina non è stata imposta alle popolazioni locali una giornata della memoria? Eppure anche in questo caso non mancano le testimonianze “oculari”, come quelle raccolte (was gathered) dal citato Dr. Joseph Kreinin, il quale riferisce di numerosi villaggi bruciati (several villages have been burned)…

Ma soprattutto, se lo sterminio di questi sei milioni di ebrei del 1921 è l’ennesima invenzione della fantasia di Giuda, e se le testimonianze oculari raccolte sono inventate di sana pianta, perché dovremmo continuare a credere alle favolette olocaustiche che coinvolgono Hitler, la Germania Nazionalsocialista e persino noi Fascisti? E perché dovremmo sbattere in galera senza pietà chi si limita ad analizzare certe fonti e certe testimonianze per fare un minimo di chiarezza?
Cosa ne dite, amici lettori, potrebbe bastare quanto scritto e riportato finora, almeno per porsi dei dubbi davanti alla versione ufficiale dell’olocausto che avrebbe sterminato 6 milioni di ebrei nel corso della II guerra mondiale?

Caso mai non bastasse, ecco la chicca finale, classica ciliegina sulla torta che dimostra quanto siano false e menzognere le lagne ebraiche a proposito dell’olocausto.


L’articolo che qui riproponiamo è tratto dal “New York Times” del 9 gennaio 1938 e riferisce, guarda caso, della persecuzione che starebbero subendo 6 milioni di ebrei in Europa, ovviamente grazie alla Germania Nazista! La cosa strana è, come recitano le due didascalie poste sopra e sotto l’articolo, che questo articolo venne pubblicato ben 9 mesi prima della famosa “notte dei cristalli”, nonché ben 7 anni prima della fine della fine della II guerra mondiale!

Ma ciò nonostante, seguendo un rituale fisso che abbiamo già visto nei due articoli del 1919 ed in quello del 1921, si insiste sul numero dei 6 milioni di vittime, benché in questo caso si parli di vittime del razzismo e delle discriminazioni, non ancora delle mitiche camere a gas!

Possibile che a nessuno venga il dubbio che questo strano e ricorrente numero dei 6 milioni abbia un significato, per noi oscuro, ma molto chiaro per gli ebrei di tutto il mondo? Prima ancora che per la questione delle camere a gas, invenzione che venne dopo miriadi di presunti testimoni “oculari” che giurarono di avere visto milioni di ebrei sterminati mediante “piastre di folgorazione elettriche”, “camere a vapore acqueo”, furgoni (diesel!) appositamente truccati e persino “treni con il pavimento cosparso di calce viva” (!), sarebbe il caso di domandarci il perché di questo insistere sui “sei milioni”, anche a costo di andare contro le più elementari regole matematiche…

Spero con questo mio articolo di contribuire ad allargare gli orizzonti mentali dei tanti (troppi!) che prendono per oro colato le favole giudaiche e che trattano come feroci criminali quanti osano esprimere dei dubbi. Per concludere, mi permetto di citare uno studio del 1983 di un ricercatore che si firma Walter Sanning (“The dissolution of Eastern European Jewry” -La dissoluzione dell’ebraismo est europeo) sui trasferimenti delle popolazioni ebraiche dell’Europa Orientale, ove precisa che una parte cospicua è emigrata, durante la guerra e dopo, in Palestina, altri negli USA, in Cina, in Sud America. Ad altri ebrei, fra quelli trasferiti all’est dai tedeschi, i sovietici non consentirono di ritornare all’ovest. In conclusione, afferma Sanning, gli ebrei che avrebbero potuto essere sterminati dai nazionalsocialisti furono 3/400 mila. Ma come ben sappiamo, molti sono sopravvissuti alla guerra. Vedere, a proposito, questi dati: http://www.captiveminds.org/exzn/hhoax.htm.

Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it

domenica 29 maggio 2011

Camerata FRancesco Cecchin: presente!


Agonizzerà 19 giorni, prima di arrendersi. Oggi il camerata Francesco Cecchin veniva inseguito e aggredito nel modo più barbaro, più odioso e più feroce. In tipico stile comunista, insomma.

Camerata Cecchin marcia ancora con noi.

Presente.

lunedì 2 maggio 2011

Eccoli i "poveri" perseguitati

Un piccolo preambolo per i lettori, che possono così godersi questa lettera di risposta.
Che succede? E' presto detto: da diverso tempo ricevevamo, in continuazione e con cadenza regolare, un invito via email per partecipare ad una conferenza sull'omosessualità che dovrà svolgersi a Roma. Tramite il nostro referente romano abbiamo contattato i responsabili dell'organizzazione, che non hanno perso l'occasione di mettere in mostra tutta la loro ipocrisia e la loro squallida banalità. Godetevi la risposta del Segretario Nazionale.

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Preg.mo Sig. Bolognini,

da molto tempo riceviamo i Vs. comunicati stampa e, in ultimo il Vs. invito alla conferenza stampa... Invito che ci è giunto ben due volte, ieri, alle 17:28 ed alle 17:34... Un po' troppo per pensare ad un errore, come Lei ha dichiarato oggi al nostro Vice Segretario Nazionale, Augusto Sensi.

Evidentemente avete inserito il nostro indirizzo mail come provocazione, convinti forse di ricevere risposte volgari che avreste certamente reso pubbliche, giusto per continuare con le Vs. litanie sui Fascisti brutti, sporchi e cattivi... Ma la provocazione non ha avuto successo, ed avete dovuto spiegare al nostro delegato romano che non era persona gradita alla Vs. conferenza stampa... Proprio Voi che da tempo immemorabile tuonate contro chi discrimina ed invocate l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla Costituzione ed alla Legge.

Siete in ottima compagnia, con i vari Di Pietro, Vendola e "sinistri" assortiti, sempre pronti a recitare il ruolo delle vittime, ma ancora più pronti a discriminare in base al credo politico... Eppure l'articolo 21 di quella Costituzione che tanto invocate recita, fra l'altro: "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione", mentre l'art. 49 dice: "Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale".... Per non parlare dell'articolo 3, che recita, fra l'altro: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

Ma forse voi, come tutta la sinistra italiana, siete ferrati soltanto in Disposizioni Transitorie, vero? O più semplicemente, siete specializzati nel reclamare soltanto DIRITTI per voi stessi, mentre ve ne infischiate dei diritti altrui?

Prendiamo comunque atto, senza polemiche, del fatto che l'Arcigay non gradisce alle sue conferenze stampa i Fascisti, e che invia loro inviti e comunicati solo al fine di provocarli e studiarne le reazioni...

In ogni caso, qualora vogliate allargare i Vs. orizzonti, Le invio il link relativo ad una mia vecchia intervista, ove potrete verificare le nostre posizioni sull'argomento gay: http://www.oliari.com/interviste/gariglio.html

Le consiglio, infine, di visitare la seguente pagina dello stesso autore: http://www.oliari.com/storia2/comunismo.html.

Potrete verificare che con un minimo di cultura storica in più molti esponenti del mondo gay potrebbero evitarsi la figuraccia di dirsi antifascisti e di manifestare, invece, avendo a fianco bandiere cubane e ritratti del Che... Come evidenzia il buon Dott. Enrico Oliari, che non è né Fascista, né eterosessuale, né omofobo (indi, potete fidarvi), "Nonostante fu lo stesso Che Guevara ad inventare i campi di concentramento (UMAP) per i gay cubani, durante ogni gay pride è possibile vedere centinaia di giovani con il suo volto ritratto su bandiere maglie, quasi le sofferenze e gli orrori patiti dalle vittime non abbiamo nessuna importanza. Ipocrisia, dovuta all'ignoranza, dovuta alla svendita della dignità propria e di tutti ai partiti".

Detto questo, la saluto cordialmente e Le chiedo cortesemente di evitare in futuro l'invio di Vs. comunicati... Dato che siete fieri di dirvi antifascisti, evitate di coinvolgere chi è orgogliosamente Fascista nelle vostre questioni e nelle vostre provocazioni.

Dott. Carlo Gariglio - Segr. Naz. MFL
www.fascismoeliberta.info
www.lavvocatodeldiavolo.biz

domenica 1 maggio 2011

Per non dimenticare

Pubblichiamo volentieri il video dell'amico e camerata Ettore. Breve e incisivo come pochi.
Noi non dimentichiamo.