mercoledì 23 luglio 2008

Più chiaro di così...

La notizia è vecchia di tre giorni, ma, pur non essendosi comunque guadagnata un servizio su uno dei tg, appare nonostante tutto sul Corriere versione internet.
Ricordate la vicenda delle vignette pubblicate da un giornale danese che ironizzavano sull’Islam e sui musulmani rappresentando Maometto con la cintura esplosiva intorno alla vita e simili? Tutto il mondo musulmano, e in particolare quello moderato, il quale giustamente non poteva assolutamente accettare l’equazione musulmano=terrorista, si indignò e protestò vivacemente. Dai difensori occidentali della libertà di opinione dovemmo subirci il pistolotto sulla libertà di opinione, sul diritto di fare satira, e così via. Uniti nella battaglia a favore delle offensiva vignette anti-musulmane trovammo anche i destrorsi nostrani, gli stessi, tanto per intenderci, che si indignano poi per le battute fatte al No Cav Day e altri stomachevoli incontri di ex, post e neo comunisti.
Chi ha la memoria non troppo corta ricorderà sicuramente che, una volta che si placò la comprensibile ira dei musulmani per quelle vignette ingiuriose e offensive, un giornale satirico francese, “Charlie Hebdo”, ripubblicò di nuovo le vignette già a suo tempo pubblicate dal quotidiano danese. Come a dire: non si sa mai che non vengano insultati abbastanza, questi musulmani. Ovviamente quasi tutta la stampa francese, e non solo, fece quadrato rivendicando il diritto a fare satira e fornendoci gli utilissimi pistolotti sulla democrazia e sulla libertà di parola.
In questi giorni il giornale “Charlie Hebdo” è ancora nell’occhio del ciclone, ma non per delle vignette anti-islamiche, bensì vignette considerate antisemite. Nel giornale in questione Siné, questo il nome dell’autore dell’orrendo crimine, avrebbe disegnato alcune composizioni in cui si ironizza sull’unione del figlio di Sarkozy, Jean Sarkozy per l’esattezza, con Jessica Sebaoun, l’ebrea figlia dell’ebreo fondatore dei celebri magazzini “Darty”: nelle vignette viene lasciato intendere che l’unione tra i due non sia casuale ma sia il frutto di un preciso calcolo politico in virtù del quale, grazie alle sue amicizie ebraiche, il figlio del Presidente francese potrebbe puntare molto in alto nella sua carriera. Unione con un ebrea per favorire il proprio successo, insomma.
Ovviamente ci dobbiamo scordare le prediche relative alle vignette musulmane: niente satira, niente libertà di parola e di espressione, ma solo antisemitismo, e bieco e furioso odio contro gli ebrei il connettere il successo sociale alle proprie radici ebraiche. Sinè si difende e, curiosamente, porta a difesa delle sue vignette esattamente le stesse motivazioni che furono date quando qualcuno osò indignarsi per le vignette danesi pubblicate, altrettanto curiosamente, sullo stesso giornale. Oggi chi non se ne fosse ancora accorto può appurare quanto valgano le lezioni di moralità e di democrazia che ci avevano dato a suo tempo questi “signori”, quando qualcuno – me compreso – osò affermare e scrivere che forse la satira non è ironizzare sul fatto che tutti i musulmani siano terroristi, e che a fare satira così siamo bravi tutti. Stavolta, invece, tutta la stampa francese fa quadrato contro Sinè, gridando all’antisemitismo; si unisce al coretto anche la “Lega contro l’antisemitismo e il razzismo” ( figli minori dell’ADL? ), il che non fa mai male. E’ sintomatico che nessuno parli oggi di censura come se ne parlò un po’ di tempo fa. Del resto, quale censura?
Censura che ironizza sugli islamici? Le vignette vengono pubblicate in centinaia di spazi, i giornalisti che le disegnano e gli editorialisti che le pubblicano diventano degli eroi.
Censura che ironizza sugli ebrei? Le vignette vengono bloccate, licenziamento del disegnatore e scuse ufficiali della rivista.

Più chiaro di così…
Oppure vi serve un disegnino?
Fonte: corriere.it

venerdì 18 luglio 2008

Carlo Gariglio - Destra, sinistra o...?

Per nostra somma disgrazia, esistono decine di movimenti che pretenderebbero di qualificarsi “fascisti”, o quantomeno d’area, i quali, forse per scarsa capacità critica o più semplicemente per ammantarsi di un alone di originalità, pretenderebbero di “riscoprire” il Fascismo come forza di sinistra, e partendo da questo piccolo assunto ci costruiscono sopra assurdi paralleli fra, ad esempio, Mussolini e Fidel Castro o fra Hitler e Che Guevara e via discorrendo. Degna prosecuzione di questi deliri è la scomposizione del Fascismo in due “correnti” storiche, ovvero il Fascismo del 1919 unito a quello della RSI come fascismo “di sinistra” e quindi buono, mentre il Fascismo del Ventennio viene considerato “di destra” e quindi cattivo! Dulcis in fundo, si pretenderebbe attualmente di trovare dei “paralleli” con le forze di sinistra, mentre si attacca con veemenza solo e soltanto il liberalcapitalismo e la destra in generale. Ora, a questi ridicoli millantatori sarebbe il caso di chiedere come mai, a suo tempo, il compianto Mussolini non abbia scelto di collocare il Fascismo a sinistra, invece di porsi come terza via, ovvero come sintesi fra quanto vi era di giusto fra le istanze socialiste ed i governi liberali di destra; e ancora, come mai lo stesso Mussolini, pur essendosi posto come sintesi fra destra e sinistra, scelse nella disposizione parlamentare dei suoi uomini proprio la destra, allo scopo di contrapporsi anche visivamente soprattutto alla sinistra? A meno che il povero Mussolini non fosse stato molto confuso, si potrebbe pensare che abbia fatto simili scelte poco lineari per favorire la venuta, una cinquantina di anni dopo, di qualcuno di questi imbecilli nostrani che pretendono di leggere nella testa del Duce e dei Fascisti dell’epoca ciò che probabilmente non ebbero mai l’ardire di pensare! Scherzi a parte, nessuno può negare il passato socialista del creatore del Fascismo, ma proprio per questa ragione, ovvero l’abbandono del socialismo da parte di Mussolini, il Fascismo ben difficilmente può essere catalogato fra i movimenti di sinistra, poiché un uomo intelligente come Mussolini, dopo aver scoperto di colpo il vero volto del socialismo e dei socialisti, ne divenne il più fiero degli avversari. Inoltre, come si potrebbe catalogare “a sinistra” il nazionalismo Fascista, la volontà di fare della propria Patria una potenza mondiale, il rispetto della famiglia, della religione e dell’autorità? Vero è che il Fascismo seppe attuare quelle istanze sociali che gli allora socialisti e tutti i “sinistri” futuri non seppero mai tradurre nei fatti, dimostrando ora come allora di voler fare del sociale, della difesa del debole, del povero, dell’oppresso, un miserabile specchietto per le allodole. Quando mai, prima e dopo il Fascismo, in qualsiasi parte del mondo, la sinistra ha ottenuto qualcosa per le classi meno abbienti?Che si faccia chiamare socialista, comunista o più semplicemente sinistra, questa parte politica, ove ha potuto esprimersi, non ha fatto altro che produrre stermini, miseria, fame e repressioni per conservare il potere, mentre il Fascismo in Italia e le sue emanazioni tedesche, spagnole ed argentine, finche hanno potuto, hanno lavorato nell’interesse delle classi meno abbienti, abbattendo la disoccupazione, migliorando le condizioni dei lavoratori e creando degli Stati sociali che nessun’altra forma di governo demo-comunista ha mai saputo neppure avvicinare. Ed allora, che cosa vuole dire questo Fascismo di sinistra? Dal momento che le realizzazioni del Ventennio Fascista in Italia ancora resistono, nonostante i formidabili colpi assestatigli da 50 anni di DC e dal primo (e speriamo ultimo) governo di sinistra della nostra storia, quale sarebbe la sinistra nella quale qualche cretino pretenderebbe di schierare l’ideologia Fascista? Chi difende il lavoratore, il povero, l’oppresso, l’anziano, non è la sinistra, ma il Fascismo!La sinistra ha sempre e solo finto di curare gli interessi delle categorie suddette, ma dove ha potuto mettere alla prova le sue belle teorie ha dimostrato senza ombra di dubbio che i suoi cavalli di battaglia servivano soltanto ai suoi giochi di potere, mentre il Fascismo, pur senza sbandierare ai quattro venti vuote parole e slanci di solidarietà, ha messo in pratica quanto i sinistri hanno sempre e solo detto. Le bonifiche con le conseguenti costruzioni di cittadine ancor oggi in piedi, la tutela del lavoro di donne e fanciulli (R. D. N° 653 – 26/04/1923), l’assistenza ospedaliera per i poveri (R. D. N° 2841 – 30/12/1923), l’assicurazione contro la disoccupazione (R. D. N° 3158 – 30/12/1923), l’assicurazione invalidità e vecchiaia (R. D. N° 3184 – 30/12/1923), la legge su maternità ed infanzia (R. D. N° 2277 – 10/12/1925), l’assistenza ai bimbi illegittimi ed abbandonati (R. D. N° 798 – 27/10/1927), l’assicurazione obbligatoria contro la TBC (R. D. N° 2055 – 27/10/1927), le esenzioni tributarie per le famiglie numerose (R. D. N° 1312 – 14/06/1928), l’assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali (R. D. N° 1397 – 26/07/1929), la creazione dell’INAIL (R. D. N° 264 – 23/03/1933), l’istituzione del libretto di lavoro (R. D. N° 112 – 10/01/1935), la creazione dell’INPS (R. D. N° 1827 – 04/10/1935), la riduzione della settimana lavorativa a 40 ore (R. D. N° 1768 – 29/05/1937), gli assegni familiari (R. D. N° 1048 – 17/06/1937), l’istituzione delle Casse Rurali ed Artigiane (R. D. N° 1706 – 26/08/1937), l’istituzione della tessera sanitaria per addetti ai servizi domestici (R. D. N° 1239 – 23/06/1939), la creazione dell’INAM (R. D. N° 318 – 11/01/1943), senza contare poi tutte le proposte sociali all’avanguardia che la RSI non potè portare a compimento grazie alla vittoria delle armi bolsceviche e americane, gentilmente finanziate dai mondialisti ebrei: questo è il Fascismo! A fronte di questo, ottenuto oltre tutto in soli 20 anni, che cosa può opporre la sinistra italiana e non? Forse le dittature bestiali, forse i gulag, forse i manicomi per i dissidenti, forse la pulizia etnica, le foibe, le migliaia di assassinati in Italia dai partigiani dopo il 25 Aprile, ovvero a guerre finita? O forse ancora la fame, le carestie e le privazioni inaudite inflitte alle popolazioni, a fronte di spese ignobili per costruire arsenali nucleari e per finanziare il terrorismo internazionale di sinistra? O magari, venendo a questioni più attuali, la sinistra può vantare l’amore per gli ex terroristi, le molotov e le sprangate per chi non è d’accordo con i suoi “eroici” militanti, la droga libera come scelta di vita, le comunità o centri sociali dove fare comodamente (a spese altrui) il pieno di droghe, di concerti vomitevoli, di spacca timpani e di sesso libero (tanto c’è l’aborto, altra “conquista” delle sinistre), o ancora la solidarietà con tutto quanto è deviato o deviante, ovvero gay, lesbiche, immigrati clandestini, spacciatori di droga, albanesi assassini, prostitute e papponi vari… Questa e solo questa è la sinistra e qualsiasi pseudo-fascista pretenda di trovare all’interno di esse qualcosa di comune all’ideologia ed alla pratica fascista, beh allora un solo consiglio potrei dargli: si conficchi una siringa di eroina nella vena del braccio, e faccia la fine che merita insieme ai suoi “compagni” di sinistra!
Carlo Gariglio - Segretario Nazionale MOVIMENTO FASCISMO E LIBERTA'

venerdì 11 luglio 2008

I pompini sono l'unica cosa dove nessuno può insegnar loro niente

In questi giorni mi viene quasi da rimpiangere il tanto bistrattato Medio Evo e periodi vicini, quando non a tutti era permesso votare, c’era la ghigliottina, le corti e i principati vivevano staccati dalla plebaglia e bisognava togliersi il berretto al passaggio del signore, pena la fustigazione pubblica.
Osservare l’odio e il rancore perverso con il quale i comunisti, girotondini, ex sessantottini e simili si scagliano contro il Ministro Carfagna e Silvio Berlusconi, a quello che è stato definito il “No Cav Day”, è semplicemente stomachevole. Le battute si sprecano, le allusioni sono all’ordine del giorno, la Guzzanti chiede addirittura le dimissioni del Ministro, tra gli applausi dei decerebrati acritici che vogliono ergersi come i rappresentanti della moralità e della serietà italica. La Guzzanti, per cercare una visibilità che non è mai riuscita ad avere con i suoi lavori teatrali e/o cinematografici, e con lei i Grillo, i Travaglio e compagnia bella, insulta a tutto spiano. Insultano il Papa. Giù applausi. Insultano un Ministro per non si sa bene che cosa. Giù applausi. Insultano il Presidente del Consiglio. Giù applausi e qualche “Brava Sabina!” Ecco la sintesi della giornata in cui tutta la plebaglia pseudo comunista si riunisce e si ritrova insieme: un’orgia odiosa di insulti, di slogan, di battute da taverna portuale del Cinquecento elevata al rango di “satira”. E’ il No Cav Day, ma è anche la giornata durante la quale vengono continuamente calpestati l’educazione, la serietà, il rispetto, la presunzione di innocenza. Quest’ultima, in particolare, viene usata da questa feccia umana quando meglio fa comodo a loro. Garantisti a senso unico, giustizialisti a corrente alternata. Quando si tratta di difendere delinquenti, assassini, pedofili, stupratori e terroristi rossi ti parlano di diritti, di tolleranza, di comprensione, di rispetto dei diritti umani. Quando, come animali, cominciano a sentire l’odore del sangue, eccoli che sbavando insultano un Ministro e un Presidente del Consiglio democraticamente eletti per delle intercettazioni che nessuno ha mai tirato fuori, che non si sa bene neanche se esistano, e che anzi molto probabilmente non esistono: se esistessero, infatti, i giornali, ben consapevoli del volume di vendite che ne potrebbero ricavare e dei danni di immagine che potrebbero provocare al nuovo governo, non esiterebbero neanche un attimo a renderle pubbliche.
Qualcuno lo dica, ai maiali, che una persona, in Italia, è da ritenersi innocente fino a quando non viene provata la sua colpevolezza. Qualcuno faccia notare, a questa spazzatura che cammina su due gambe, che il problema non è tanto se il Ministro delle Pari Opportunità abbia fatto una fellatio al Presidente del Consiglio; del resto loro non è che si interessassero tanto di questo tipo di moralità, fino a qualche tempo fa: è una delle pagine più vergognose del Parlamento Italiano (non per niente qualcuno voleva farne un bivacco per manipoli) il solo ricordare quel finocchio travestito divenuto parlamentare in quota Rifondazione Comunista. Il problema vero sta nell’appurare se il Ministro Carfagna sia diventata Ministro per delle sue particolari qualità – cosa molto difficile – oppure per qualcos’altro. Ma finché questa questione non sarà chiarita nelle sedi appropriate, in un paese civile non dovrebbe esserci spazio per insulti gratuiti. Non si da della “puttana” ad un Ministro per delle intercettazioni che non si sa neanche se esistano. Punto.
Per questa straccioneria umana tutto può passare, tutto è lecito, tutto è permesso: la feccia umana che spaccia droga si; i delinquenti che sono fuori dopo tre giorni si; i sovversivi dei centri sociali che mettono a ferro e fuoco le città si; i traditori e terroristi – tristemente chiamati partigiani – si; i terroristi liberati che diventano grandi opinionisti si; la guerra civile per protestare contro le discariche si; gli sbarchi continui di immigrati si; lo sfruttamento dei bambini rom gli angoli delle strade si; l’arresto per chi espone un faccione di Mussolini si… ma il pompino no, quello proprio no. Del resto, i pompini sono l’unica cosa dove nessuno può insegnar loro niente.

martedì 8 luglio 2008

Lettera di uno dei capi mondialisti ai sudditi europei (e mondiali)

Ricevo e inoltro.

Egregi sudditi dell’Italia e dell’Europa, la presente si impone dalla necessità di alcune considerazioni sui tempi presenti per rendere consapevoli voi,popolazione suddita mondiale, dei tempi che vi attendono. Ve lo dobbiamo per una necessità di chiarezza. Chi vi scrive è uno di coloro che comandano e che decidono da decenni sul vostro destino, uno dei capi della combutta mondialista che vi ha imposto il capitalismo, la società multirazziale, l’antifascismo, la fame nel mondo e Laura Pausini. Non ritengo opportuno svelarvi il mio nome, per ragioni di sicurezza ( non mia, ma vostra ). Cominciamo.
Dovrete ammettere, cari sudditi, che in questi decenni abbiamo lavorato egregiamente, perfino al di là delle nostre aspettative, al fine di sottomettere definitivamente i popoli e la civiltà ( europea ) al volere e al potere di un ristretto numero di persone elette. Ci avviciniamo, lentamente ma inesorabilmente, ad una società dove ogni vostro movimento o azione può essere controllata, documentata, registrata. Dove ogni vostra opinione può essere abilmente manipolata per far si che, pensando di fare i vostri comodi, facciate i nostri. Per quanto riguarda il controllo dei vostri pensieri ci stiamo lavorando sopra, non dubitate che ben presto raggiungeremo anche questo traguardo.
Cari sudditi, so bene che quello che vi dico, per la maggior parte di voi che abbiamo drogato con i telefonini, i Grande Fratello, la pornodipendenza e la droga, può sembrare alquanto strano. Pensate infatti di vivere in una società libera, aperta, progressista, tollerante e che – pur con tutte le sue contraddizioni – vi regala, bene o male, il migliore dei mondi possibili. Invece, questo è solo il migliore dei mondi possibili per noi. Abbiamo creato delle associazioni, più o meno libere, più o meno segrete, e i nostri uomini di quelle associazioni li abbiamo ficcati dappertutto, sicchè è tutto in mano nostra. Una associazione importante è la massoneria, perché i suoi adepti stanno dentro i governi ma, essendo l’associazione segreta, questi ultimi non rispondono al loro governo ma solo alla massoneria. In ogni gruppo importante che decide c’è almeno uno dei nostri, spesso e volentieri e massone. Proverò a spiegarmi con degli esempi, per voi popolino sicuramente più illuminanti di roboanti discorsi.
Prendete l’economia. Lasciate perdere tutto e convincetevi di un fatto: la controlliamo completamente noi. Si, lo so lo so… Vi abbiamo insegnato che il libero mercato è una cosa buona e giusta perché apre alla concorrenza, permette alle merci di viaggiare e di muoversi, a voi di poter usufruire della concorrenza che abbassa i prezzi. Ma noi, grazie al libero mercato, abbiamo fatto soldi a palate. Prendete il petrolio: non siamo più di dieci compagnie a decidere il prezzo che dovete pagare quando mettete il pieno alla vostra Mini Cooper, per pagare la quale vi siete indebitati almeno una decina di anni col nostro sistema bancario. E adesso, alla faccia vostra, il petrolio lo faremo arrivare a 200 dollari al barile. Solo che dobbiamo farlo piano, di modo che non ve ne accorgiate troppo. L’abbiamo già deciso in uno dei diversi organismi che abbiamo per incontrarci periodicamente e che i nostri giornali si guardano bene dal menzionare: il Bilderberg Group. C’è poco da fare, cari sudditi. Entro il 2008 dovremmo arrivarci.
Non vi basta l’esempio del petrolio? Va bene, vi capisco. Prendete allora le granaglie - tutte quelle cose che servono per fare i vostri fiocchi di cereali, le vostre creme di bellezza, il risotto, i biscotti - e che in tanti paesi sfamano un sacco di gente. Anche con le granaglie ci stiamo facendo un sacco di soldi speculandoci sopra con azzardate operazioni finanziarie. Voi direte che per colpa di questo adesso c’è il pericolo di una carestia che può investire tanti paesi. E’ vero, ma del resto queste sono cose che non ci hanno mai preoccupato particolarmente. Anzi, avete visto che da poco, con la scusa di combattere la fame, ci siamo fatti una bella abbuffata a Roma? Vedete, cari sudditi? Affamiamo la gente e vi facciamo anche credere che ci adoperiamo per combattere la fame nel mondo. Non è geniale?
Sempre in tema di economia abbiamo inventato una cosa, che si chiama "signoraggio", ed è talmente fatto bene che ci vivete quotidianamente senza saperlo. Ovviamente abbiamo dato ordine ai nostri giornali di non parlarne. Certo, certo… ne parlano su internet, dirà qualcuno di voi. E’ vero: internet ci ha un poco presi in contropiede, non ci aspettavamo che fosse così "libera": stiamo lavorando per controllare anche quello, con la scusa che ci sono pericolosi "estremisti" ( altra categoria inventata da noi ) e "terroristi" ( pure questa categoria l’abbiamo inventata noi ). A breve risolveremo pure questo. Dateci del tempo.
Abbiamo addirittura inventato degli organismi internazionali e mondiali che ricattano i paesi che non si adattano alle nostre regole. Il più importante è il WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio. Come funziona il WTO è molto semplice: sta lì, attento e concentrato, per guardare che tutte le nazioni rispettino quello che diciamo noi. Se qualcuno non lo fa possiamo avvisarlo, in modo da farlo tornare sulla retta via, oppure, se è proprio testardo, accusarlo di impedire il libero mercato e chiuderlo fuori dal nostro gruppetto, in modo da bloccare completamente la sua economia. Ma il WTO possiamo usarlo anche per altre cose. Prendete l’Iran: ci ha chiesto di entrare un sacco di volte ma noi, con la scusa che finanzia i terroristi ( tenete presente che li abbiamo definiti noi stessi così, e quindi anche voi vi siete abituati a farlo ), l’abbiamo tenuto fuori. Non ci piace proprio questo Iran: è nazionalista ( e noi vi abbiamo insegnato che amare la vostra terra e la vostra gente è male, lo facevano i nostri nemici di un tempo, i Fascisti ), protezionista ( e noi vi abbiamo insegnato che il protezionismo è male, e che il capitalismo e il libero mercato sono molto più belli ) e non crede a quello che vi abbiamo insegnato sulla seconda guerra mondiale, sui Fascisti, sui Nazisti, su Hitler e su Mussolini, sullo sterminio degli ebrei ( anche questo è tutta opera nostra ) e sulle camere a gas. Ma io dico: se ci credete voi perché non ci possono credere loro? No, scusateci ma non ci stanno simpatici questi iraniani. Infatti stiamo studiando tutti i modi per liberarcene una volta per tutte; però dobbiamo prima farvi credere che sono cattivi, puzzolenti, e vogliono uccidere tutti gli ebrei del mondo ( anche l’"antisemitismo" l’abbiamo inventato noi, così chiunque dice qualcosa che non ci piace voi stessi lo bollate come antisemita, e ci fate un gran favore ); così quando li inceneriremo non protesterete eccessivamente.
Rimaniamo però un attimo in Medio Oriente… a proposito, sapete dove è il Medio Oriente? Mi spiego meglio: se io prendo una cartina e vi dico "Indicami grosso modo la zona geografica che solitamente si definisce Medio Oriente" voi me la sapete indicare? Come dite? Cercate di usare il nuovo videofonino che avete comprato ed è da anni che non guardate una cartina geografica? Non sentitevi in colpa, non siete soli. Anzi, compratevi un altro videofonino. Anche Bush, quell’ubriacone sempre nostro, quando doveva ordinare la seconda guerra del golfo è andato a cercare l’Iraq sopra la Spagna, per cui siete in buona compagnia. Vi dicevo, cari sudditi, che anche in Medio Oriente stiamo facendo delle cose divertenti. Prendete ad esempio il conflitto tra Palestina e Israele. Vedete? Comandiamo anche la lingua italiana, perché non c’è nessun conflitto: c’è uno Stato che è uno tra i più potenti eserciti del mondo, e con la scusa di aver paura di tutti i suoi vicini e di essere attaccato mette a morte un intero popolo che non ha neanche l’elettricità. Eppure gran parte dell’opinione pubblica mondiale ce l’ha con i palestinesi: questo si deve sempre a noi. E ce l’ha anche con gli iraniani. Abbiamo inventato infatti che Ahmadinejad, quello che abbiamo definito "il nuovo Hitler", vuole eliminare Israele. Come voglia farlo non l'abbiamo spiegato: non possiamo mica dire che eliminare uno Stato come Israele, armato fino ai denti con sistemi di attacco e di difesa militare ad alta tecnologia, è un'impresa che uno Stato come l'Iran non può nemmeno sognarsi di fare, a meno che non voglia essere incenerito in dieci minuti. Sta di fatto che Ahmadinejad non ha mai detto questo: ha solo espresso una profezia religiosa senza minacciare nessuno e noi, usando l'amicizia di una agenzia di stampa con la quale abbiamo ottimi rapporti, abbiamo inventato questa frase. E' la necessità della politica, cari sudditi, e voi "profani" non la potete capire. Il fatto è che Israele è nostro amico, e lo dobbiamo aiutare cercando di fare del nostro meglio. Per esempio, chiunque critichi Israele lo facciamo etichettare come antisemita, e il gioco è fatto. Come dite? Molti ebrei criticano Israele? Ma vabbè... saranno antisemiti pure loro. Non sottolizziamo.
Come probabilmente avrete capito, cari sudditi, comandiamo l’economia e quindi comandiamo anche tutto il resto. Per esempio, comandiamo la cultura. Ogni direttore di giornale, televisivo o cartaceo, è nostro. Ogni redattore di documentari è nostro. Come credete che abbiamo potuto sparare balle sulla seconda guerra mondiale per sessanta anni? Oddio, anche voi c’avete messo del vostro: senza la vostra cretineria il compito sarebbe stato molto più difficile. Ma la vostra cretineria è stata indotta e voluta. Vi starete chiedendo, i più arguti fra voi, perché le balle sulla seconda guerra mondiale. Perché, come oggi non ci sta simpatico l’Iran, ieri non ci stava simpatica né la Germania né l’ Italia. In Italia, per esempio, Mussolini parlava di socializzazione delle imprese, di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese stesse, di corporativismo; aveva creato un’idea, il Fascismo, che andava contro l’interesse di noi banchieri, massoni, governanti da strapazzo e simili. Allora gli abbiamo dato le sanzioni internazionali, con la scusa che era cattivone pure lui, ma neanche questo è servito: quel genio sfrontato d’un Duce s’era inventato niente di meno che l’"autarchia", e se la passava bene, pur con qualche sacrificio. Sempre meglio di quello che volevamo noi, comunque. Lo stesso quell’Hitler, che l’ha copiato. Non ci piacevano proprio quelle parole d’ordine di sovranità monetaria, di Nazione, di Patria, di unione spirituale dei popoli fieri contro l’oro, e simili. Per levarceli di torno abbiamo fatto una guerra – sempre con la scusa di portare la libertà, si intende – e a guerra finita abbiamo dovuto inventare un sacco di cialtronate sul loro conto, per far si che nessuno nel dopoguerra li seguisse. Abbiamo fatto anche delle leggi speciali, tra vedere e non vedere. Abbiamo quindi fatto in modo di tenervi nascosta la verità, e quindi il Fascismo ve l’abbiamo nascosto. Vi abbiamo detto, per esempio, che è arrivato al potere con la forza e la prepotenza, ma evitiamo di dirvi che nel biennio rosso i morti Fascisti furono più di 800, e i morti comunisti un centinaio. Vi abbiamo detto che vi ha privato la libertà e vi abbiamo tenuto nascoste tutte le modalità con cui il Duce stesso la libertà ve l’ha data: ha costruito per l’Italia uno Stato sociale talmente efficiente che dopo sessanta anni sopravvive ancora da qualche parte. Stiamo faticando, ma lo stiamo smantellando pezzo per pezzo. Così, quando non avrete più una pensione, non potrete più uscire di casa per timore di essere rapinati e scippati, lo stupratore che ha violentato vostra figlia sarà fuori dal carcere dopo qualche giorno, potrete rallegrarvi perchè vorrà dire che sarete in uno Stato antifascista al 100%. Vi abbiamo detto, per esempio, che i cattivoni di Hitler e Mussolini sono andati in Spagna perché volevano sottometterla, tenendovi nascosto che hanno combattuto invece per impedire che il comunismo entrasse in Europa. Vi abbiamo preconfezionato le cause della seconda guerra mondiale e il suo epilogo, abbiamo messo su la menzogna olocaustica e fatto delle leggi in base al quale perseguire tutti coloro che negano tale evidenza. L’abbiamo deciso noi che l’olocausto è un’evidenza, non vi basta? E così, liberi finalmente da quei rompiscatole, abbiamo creato la nostra dittatura, quella dei banchieri, della moneta che decidiamo noi quando stampare, a quale valore distribuirla, a chi concederla. E così via, cari sudditi, ma non mi dilungo oltre.
Voi obbietterete che comunque tanti sono i gruppi fascisti, sia in Italia, in Germania che altrove. Ma anche lì siamo stati previdenti: siete voi stessi che disprezzate questi uomini fascisti, e voi stessi, ammaestrati da noi, impedite loro ogni movimento. I Fascisti sono il male assoluto, e voi stessi – col vostro odio, i vostri sistemi culturali ( creati da noi ) di controllo, il vostro sistema politico – ci aiutate a riconoscerli e a tenerli sotto controllo. Addirittura fino a qualche decennio fa li massacravate a colpi di chiave inglese, o davate loro fuoco, ed alcuni tra di noi sono anche diventati parlamentari ed intellettuali di tutto rispetto. Dappertutto il Fascista è l’oggetto preferito della vostra indignazione e del vostro odio. Certi di essere dalla parte del giusto, non concepite neanche lontanamente che il Fascista può essere una persona normale come voi, che studia, che lavora, che legge, che fa i tuffi al mare sui sacchi di sabbia, che porta il cane fuori di casa a fare quotidianamente i suoi bisognini. Dappertutto il Fascista è l’oggetto della vostra esecrazione; questo termine è infatti diventato il vaso di Pandora che racchiude al suo interno tutto ciò che di negativo esiste al mondo. I suoi simboli sono vietati e vi incutono paura e imbarazzo al solo vederli, perché vi abbiamo fatto ripetere fino alla nausea che è male. Prendete lo swastica, per esempio. Un tempo questo simbolo mobilitò tanti uomini che scelsero di dare la loro vita per la causa europea del Fascismo e del Nazionalsocialismo; uomini nobili, spesso disinteressati, che vedevano in quel simbolo l’affrancamento dell’Europa dalla tirannia plutocratica ( la nostra, la mia ), sono andati volontariamente a morire con quelle insegne nel petto e quei nomi tra le labbra. Lo swastika era un simbolo di onore, di coraggio, racchiudeva in se un Idea e una vocazione. Ma noi, con tutti i nostri mezzi, vi abbiamo insegnato ad odiarlo cosicché voi vediate in quel simbolo il male, il razzismo, la cattiveria, la brutalità, la tirannia dell'uomo sul proprio simile. Vi abbiamo detto, per esempio, che i nazisti erano i razzisti per eccellenza. Omettiamo di dirvi, naturalmente, che lo stesso Nazionalsocialismo stipulò un'alleanza con paesi razzialmente molto dissimili, l'Italia ed il Giappone; omettiamo di dirvi che l'esercito delle SS, più di un milione di volontari che si sono sacrificati pur di impedire i nostri progetti, era costituito da mille razze, mille volti, mille popoli insieme: asiatici, neri, caucasici, latini, soldati bosniaci, serbi etc. Se qualcuno di voi contesta quello che diciamo del Nazionalsocialismo o del Fascismo, abbiamo un'etichetta anche per lui: "revisionista"; lo accusiamo di essere Fascista, razzista e antisemita e terrorista. Se è un insegnante oppure uno storico facciamo si che nessuna Facoltà o Magistero lo voglia più come docente, impediamo la pubblicazione dei suoi libri, minacciamo la sua incolumità fisica, se necessario. E poco ci importa se solo fino al giorno prima lo storico in questione era stimato come un bravissimo insegnante, o egli stesso abbia avuto dei parenti prigionieri nei campi di concentr... ehm... sterminio, volevo dire sterminio... Il nostro potere è tale che possiamo far diventare buio il giorno e illuminata la notte, se solo lo vogliamo. E così i primi che combattete contro quel simbolo stesso, spesso senza saperne nulla, grazie ai nostri documentari disinformativi, siete proprio voi. Lavorate per noi, e neanche lo sapete. E, cosa più divertente, non vi paghiamo neanche! E’ geniale, cari sudditi, dovrete ammetterlo anche voi.
Per cui adesso costruiamo con ostinazione il nostro nuovo governo mondiale. Lo chiameremo, per adesso, Unione Europea. Sradichiamo qualunque senso di appartenenza nazionale per buttare tutti gli europei nel minestrone del non-essere: è il nuovo ordine mondiale della massoneria. Talmente tanto ci piace questo ordine che lo abbiamo scritto pure nella banconota americana… Ci abbiamo messo secoli per arrivare a questo punto, e penso di poter dire che ce l’abbiamo fatta. Mentre vi rendo un po’ più consapevoli del vostro destino, l’Irlanda si è pronunciata da poco sul Trattato di Lisbona. Scommetto che molti di voi non sanno nulla di questo trattato. E’ ovvio: i nostri media non ne hanno parlato, e non ve lo abbiamo proposto neanche per la votazione. L’abbiamo fatto passare noi, punto e basta. Vi fidate di noi, vero? Se i giornali vi avessero dovuto spiegare che cosa si dice nel Trattato di Lisbona, avrebbero dovuto spiegarvi che cessa di esistere la nazione Italia, così come qualunque altra nazione del Trattato, per diventare una unità europea all’interno della quale perdono di importanza le singole decisioni dei governi nazionali. Cessa di esistere, in altre parole, la sovranità politica delle nazioni allo stesso modo in cui abbiamo eliminato da tempo la sovranità economica. In altre parole, più comprensibili a voi sudditi, le decisioni alle quali dovrete adeguarvi non saranno prese più dai governanti che avete creduto di eleggere con un sistema democratico, bensì da una massa di burocrati europei tra i nostri. Che, ovviamente, non rispondono a voi ma a noi. E a noi, di voi, non ce ne frega nulla. Perdonate la chiarezza, cari sudditi, ma presumo che l’abbiate già capito da tempo. L'Irlanda, come probabilmente non saprete, ha votato NO al referendum. Poco male: nonostante noi massoni europei abbiamo fatto una legge che afferma che il Trattato è nullo in caso di mancata ratifica anche di un solo Stato, ce ne freghiamo altamente e andiamo avanti. Uno Stato non può decidere per tutti, o sbaglio? Quindi procediamo lo stesso: pur di perseguire i nostri obbiettivi non esitiamo a passare sopra le nostre stesse leggi e i nostri stessi cittadini.
Cari sudditi, come avrete potuto capire procedo ad esempi. Si capisce tutto meglio con dei cafoni come voi.
Prendete l’immigrazione. Molti di voi sono arrabbiati per queste immigrazione sfrenata, lo so, ma non potete dirlo perché sennò i nostri/vostri media, e la maggior parte dei vostri stessi cittadini, vi accusano di essere "razzista", "intollerante", "fascista". Notate quando qualcuno si lamenta dell'immigrazione: comincia sempre con la frase "Io non sono razzista, però...": a tal punto è rrivato il potere delle nostre etichette! Anche la categoria dei razzisti è una categoria che abbiamo inventato noi. Chiunque critichi la società multirazziale e i nostri progetti mondialisti diventa razzista. L’immigrazione, dicevo, ci è utile per tanti motivi. Primo: serve alla nostra economia capitalistica: dove c’è la sofferenza, lì arriviamo noi, perché quando hai molta fame ti accontenti dei dieci euro per una mezza spesa e non dei cinquanta che invece ti dovrebbero essere corrisposti per la tua prestazione lavorativa. Secondo: una popolazione impaurita e insicura è molto più controllabile. E voi siete impauriti e insicuri, cari sudditi, perché in certe zone non potete neanche uscire di casa. Noi, invece, siamo al sicuro nelle nostre ville, nelle nostre auto blu, nei nostri jet privati. Anche se combattiamo per derubarvi dalla mattina alla sera ce la prendiamo sempre a ridere. L’avete notato? Immagino di no: non avete più il dono di osservare con attenzione, di afferrare il particolare per collocarlo in un disegno più ampio: non siete più abituati a pensare. Ve lo dirò io, non sforzate troppo il vostro cervellino. Avete notato, quando qualcuno di noi viene processato, arrestato o denunciato, come se la ride davanti alla telecamere? Chiunque di voi, se indagato in un processo, avrebbe paura del carcere, delle ripercussioni pratiche – e magari anche morali – delle sue azioni. Noi, invece, ce la prendiamo a ridere. Sappiamo che qualunque cosa ci succeda c’è sempre qualcuno dei nostri nei posti giusti che ci tira fuori dai pasticci. E infatti ce la caviamo sempre, bene o male.
Voi, a questo punto, potreste pensare, forse, di liberarvi di questo sistema che io, così sinteticamente, porto alla vostra attenzione. Per lo meno di combatterlo. Ahahahaha… scusate cittadini, ogni volta che penso ad una cosa simile mi viene da ridere.
Voi potreste pensare di informarvi su chi siamo, e fare opera di informazione su di noi. Ma per far ciò vi serve un giornale, vi serve lo spazio di una pagina. E quello spazio decidiamo noi a chi concederlo: i nostri redattori sono tutti nostri.
Allora potreste pensare, se magari siete giornalisti, di fare una bella inchiesta e piazzarla in prima serata, cosicché tutti vedano le nostre malefatte. Ma siamo noi che decidiamo che cosa va in prima serata. E se lo fate, potete perdere il posto e magari anche la testa.
Allora potreste pensare, se siete a conoscenza di uno di noi che ha commesso degli atti illeciti, di andare dalle autorità competenti e denunciare tutto. Ma, cari sudditi, noi siamo anche lì. I prefetti sono nostri, e comunque anche i magistrati son nostri. E sono già oberati da un sacco di lavoro, cosicché magari avrete giustizia, se l’avrete, quando siete già morti. Bello vero?
Allora potreste pensare di boicottare le nostre banche. Ma, cari cittadini, siamo noi che abbiamo "tutte" le banche. E senza soldi come fate? Dovrete pur campare pure voi, ed è a noi altri che dovete chiedere i soldi.
Ma poi, cari sudditi, a pensarci bene di che cosa stiamo parlando? Chi di voi potrà mai fare simili ragionamenti? In Italia, rimaniamo a casa nostra, anzi vostra ( dato che io sono per la "fratellanza internazionale" e quindi ho casa dappertutto ) abbiamo fatto un buon lavoro con voi. Siete una popolazione di ignoranti, di cafoni, senza le minime regole della civiltà e del vivere comune, solo concentrati sulle vostre vacanze al mare, sul vostro i-pod, sulle trasmissioni demenziali con le quali vi intrattengono le nostre televisioni. Siete circondati dalla pubblicità, dal sesso promiscuo, dai Tiziano Ferro, dalla droga e dall’alcol che vi vendiamo a tonnellate. Siete insicuri e ignoranti, vi ammazzate per un niente, vi abbiamo divisi con lo sport del calcio e con la politica ( sempre controllata da noi, nonostante pensiate che si sia in "democrazia" ): siete persi nei vostri mille orticelli, avete perso ogni minimo spirito di coesione nazionale, e mai potrete unirvi per cambiare qualcosa.
Potrete pensare che il futuro sarà migliore, e di lasciare l’importante compito di cambiare il mondo ai vostri figli. Ma li vedete i vostri figli? Sono ignoranti e cafoni, proprio come voi. Proprio come voi non hanno il senso della misura, del rispetto per l’altro, dell’amore per gli uomini e del suo ambiente e dei suoi animali; non apprezzano tutto quello che un tempo ha nobilitato l’uomo: la musica, l’arte, la letteratura. Siete tutti così, voi e i vostri figli. I vostri figli sono solo più piccoli. I vostri figli tiranneggiano i propri compagnetti un po’ più deboli, li picchiano, li seviziano e poi mettono il tutto su internet; hanno quindici o quattordici anni e già si drogano ( e qui ammetterete, cari sudditi, che siamo migliorati: prima dovevamo arrivare almeno ai venticinque/trent’anni per drogarvi. Procediamo bene ), bevono e si ammazzano il sabato sera; le vostre figlie magari non hanno neanche il ciclo mestruale, ma già si concedono volenterose ai loro compagnetti nei cessi delle discoteche. Se qualche giovane è comunque studioso, serio e coscienzioso, si forma alle nostre università e alle nostre scuole: gli insegniamo che Hitler ha ammazzato sei milioni di ebrei, che la società multirazziale è un dato di fatto, che Mussolini ha portato la dittatura, che l’11 settembre 2001 cinque musulmani cattivi hanno dirottato degli aerei con dei taglierini e, in barba alla prima potenza mondiale, li hanno fatti schiantare sulle Torri Gemelle. Dove volete andare con una gioventù così? Abbiamo fatto in modo che le loro menti e i loro cuori siano aridi, cattivi, inadatti ad accogliere qualunque testamento spirituale, se qualcuno tra voi avrà la forza di lasciarglielo. Ci siamo riparati al meglio, cari sudditi, e siamo in una botte di ferro. Lo ammetterete.
Giungiamo alla conclusione di questa lettera che ho voluto scrivervi per rendervi dotti dei tempi presenti e futuri, che saranno sempre più difficili e duri. Per voi, si intende, non per noi.
Vi chiederete, nella vostra sciocca ingenuità, perché ho voluto mettere il tutto nero su bianco e rendervi consapevoli dei nostri piani, seppur così brevemente. Ahahahahaha… siete divertenti, cari sudditi, lo devo ammettere. E sapete una cosa? Mi state simpatici, per cui vi dirò il perché, anche se questo si impone attraverso il solo criterio dell’evidenza.
Innanzitutto, come già vi ho detto, pochi di voi hanno voglia di leggere, di informarsi e di informare, di cambiare un minimo questo mondo in positivo: per cui questo messaggio inevitabilmente sarà letto da una cerchia ristretta di persone. Secondo: la maggioranza di queste stesse persone sono state plagiate da noi per decenni, e non crederanno neanche ad una riga di quello che leggeranno. Fedeli ai nostri insegnamenti, in qualunque schieramento politico militino o qualunque squadra di calcio tifino, mi prenderanno per un complottista, un estremista, un ignorante, magari anche Fascista… Quindi, cari sudditi, io vi spiego il perché e il come della vostra sudditanza politica, culturale e spirituale, con una franchezza senza precedenti nella storia di questo mondo; ma voi, cari sudditi, siete talmente sudditi e servi che non mi credete. Ahahahahaha… Dovrete ammettere, cari sudditi, che per me è un divertimento senza uguali questo, e che il nostro ingegno machiavellico non ha limiti. Quindi possiamo anche dirvi la verità: tanto siete talmente ben addestrati che non ci crederete!
Un minimo ve lo dovevamo, cari sudditi. Era necessario, cari sudditi, per rendervi consapevoli del futuro, che sarà sempre più difficile.
Non vi saluto. Avremo modo di rivederci. O meglio, io vedo voi, perché sono dappertutto.
Con affetto
Uno dei capi del gruppo massonico-mondialista

mercoledì 2 luglio 2008

Faccio outing: da quasi Papa-boy al Fascismo


Leggo, divertito, una simpatica notizia che mi riporta indietro di qualche anno. Lo racconto con qualche imbarazzo – quello che oggi si definirebbe un innocente “outing” - ai miei (pochi) lettori, e anche a me stesso. Dal 15 al 20 luglio, a Sidney, si terrà l’incontro dei Papa-boys, i supercattolici devoti al Papa ed alla Chiesa; in vista dell’evento i bordelli, i troiai e i casini incrementano il personale ed i servizi. Simpatiche donne, gnocche, gentili e soprattutto disponibili, dietro congruo compenso sollazzeranno le giornate dei cattolicissimi giovini. Cattolici che più cattolici non ce n’è. Qualche mese fa parlai con uno di questi Papa-boys. Cercò di convincermi a seguirmi con questi argomenti molto spirituali e cattolici: “Vieni, caro Andrea, si tromba come dei matti!”
Apro una parentesi: il termine “cattolico” è molto diverso da “cristiano”. Mentre un cattolico – perlomeno in teoria – segue fedelmente gli insegnamenti ufficiali della Chiesa e dell’autorità autodefinitasi infallibile in tema di morale, il Papa, viceversa il cristiano ha una fede, cristiana per l’appunto, ma non necessariamente cattolica: può cioè differire dall’insegnamento cattolico in diversi punti (l’aborto, la verginità fino al matrimonio etc). Quindi coloro che si definiscono cattolici, ma che allo stesso tempo non seguono fedelmente gli insegnamenti della Chiesa, automaticamente non sono più cattolici. In sintesi, in Italia non c’è neanche un cattolico, ma si sa che in Italia le etichette piacciono più della coerenza, per cui tantissime persone si definiscono cattoliche, ignorando platealmente la dottrina della loro stessa Chiesa. Un po’ come per il Fascismo ed i Fascisti, insomma.
Questa notizia, scrivevo, mi riporta indietro a quando, intorno ai 17 anni, frequentavo la Comunità Neocatecumenale. Non guardatemi così. Tutti possono commettere degli errori nella vita, ed io ero anche molto giovane. C’è chi a 17 anni ascolta i Gemelli Diversi, chi si droga, chi si ubriaca, chi gira sul motorino senza il casco: io ero in Comunità Neocatecumenale e, a parte drogarmi e ascoltare i Gemelli Diversi, facevo tutte queste cose insieme. Ovviamente l’impegno spirituale che dedicavo alla Comunità era la minima, anzi la minimissima parte, in luogo di un impegno ben più terreno, cioè le conoscenze dell’altro sesso che nei cosiddetti “ritiri spirituali” – delle full immersion di alcuni giorni che ci vedevano pregare in qualche albergo di Provincia senza sosta – potevamo fare durante le ore notturne o del dopo pranzo. Ho grandi ricordi dei ritiri spirituali. Si incontravano personaggi di tutti i generi. Così ti poteva capitare di incontrare il povero skin-head cinquantenne pentito, con panzone, riportino e tre figli, che si chinava e chiedeva perdono per tutti i calci nel sedere dati ai comunisti nei bei tempi passati e per le sue idee così poco progressiste; nella mia diciassettenne mente si faceva già strada una parola: “traditore”. Oppure potevi incontrare uno dei migliori liberi professionisti di Cagliari proclamare solennemente una vita di castità ed ascesi, salvo poi, alla fine del ritiro, salire sul suo lussuoso SUV per andare alla sua villa da mezzo miliardo di vecchie lire. Oppure la sgualdrina della compagnia – quella sulla quale noi giovincelli spendevamo i nostri piccoli patrimoni in alcol per riuscire anche solo ad avvicinare – che si commuoveva davanti al racconto della Madonna, e così via. Il tutto condito da buonismo, pietà a buon mercato e filantropia spicciola, da mercatino delle pulci. Tutti i propositi fasulli e artificiali di castità, purezza, contemplazione divina e santità che noi ragazzi proclamavamo a mani giunte davanti ai candelabri e ai catechisti (“catechista” si definisce colui che officia la messa neocatecumenale) con solenne contrizione, svanivano nella notte o dietro i boschetti dei giardini dell’albergo. Dopo cena l’alcol scorreva a fiumi e noi ragazzi facevamo il giro delle stanze, cercando di mettere su troiai epici: ci ubriacavamo, qualcuno di noi trombava, qualcun altro riusciva a toccare un seno o una chiappa; per consolarti ci poteva scappare anche una slinguazzata, e tornavi ubriaco alla tua stanza convinto di aver compiuto una impresa. Qualche anno fa incontrai un camerata ex neocatecumenale pentito e contrito, come me, e gli chiesi: “Che cosa ti ricordi della comunità neocatecumenale?” E lui: “Che da quando me ne sono andato da lì non ho più trombato come allora. Che tempi!” Nostalgia canaglia, dico io!
Parlo per mia esperienza personale, non me ne vogliano i cattolici o i neocatecumenali: le persone che ho conosciuto lì sono tra le più losche, squallide e povere di spirito che abbia mai visto.
Lì dentro avevo un amico, una persona che ritenevo un grande amico, colui che mi fece entrare nella comunità: anni dopo mi tradirà miseramente. Non vi dico i motivi, ma erano molto terreni, quasi “carnali”, oserei dire… Del resto si sa: Gesù aveva dodici discepoli e uno di loro lo tradì; noi, in Italia, andiamo sui settanta milioni. Ma non era solo lui, erano tutti così: la vita che facevano finta di avere davanti alla croce lasciava il posto, nella vita reale, ai più squallidi egoismi e voltagabbanismi, ad una condotta morale ricca di bassezze e povertà morale, politica, intellettuale e spirituale. Forse era proprio per questo che poi sentivano il dovere di consumare le proprie ginocchia a chiedere perdono. Probabilmente si sentivano sporchi e luridi dentro. Io, che avevo ben poco di cui rimproverarmi se non forse la mia ingenuità, e che ero stanco di pregare un Dio un po’ troppo distratto, dopo tre anni circa me ne andai, lasciando quella gente al loro destino. Cominciavo a maturare l’idea che, dato che Dio esita a mandare la sua giustizia qui sulla Terra, e fa si che ogni secondo qualche essere umano muoia, qualche donna venga violentata, qualche bambino venga violentato davanti alla telecamera per uno snuff-movie, qualche animale venga sventrato per farci strafogare o per darci i nostri “interni in pelle”, è ora di usare la nostra, di giustizia, mentre aspettiamo la sua. Non sentii più nessuno di loro. Mi chiamarono per un po’, invitandomi a tornare, fino a che non capirono che avevo deciso di smarrirmi definitivamente tra le selve oscure del peccato. Del resto cominciavo a seguire le file del “male assoluto”. Anche per i Papa-boys.


Chessa Andrea

sabato 28 giugno 2008

Se n'è accorto anche Facci

Il gruppo militanti MFL mi segnala che i giornalisti di regime si scagliano contro Filippo Facci, una delle voci più autorevoli de Il Giornale. In prima fila su tutti c’è Informazione Corretta, testa d’ariete in Italia dell’Anti Defamation League, che si occupa di denunciare come antisemiti, negazionisti e nazisti tutti coloro che criticano, velatamente o esplicitamente, Israele.
Gli articoli incriminati di Facci sono uno del 22 marzo 2008, relativo ad una vignetta di Vauro che creò diverso scalpore in quanto Fiamma Nirenstein veniva soprannominata “Frankenstein” e disegnata con la stella di David e il fascio littorio insieme. Sorvolando sulla mistificazione di Vauro e sulla sua grande confusione storica (voluta?) che lo porta ad accostare due simboli antitetici tra di loro, Facci definisce esagerate le reazioni a questa vignetta, né più né meno.
Ancora, fa rizzare i capelli dei pennivendoli l’articolo de Il Riformista del 5 maggio 2008 in cui afferma che Ahmadinejad non vuole cancellare alcun Paese dalla mappa geografica e che mai ha minacciato Israele, ma, come chi ci legge sa bene, ha solo espresso la sua fiducia nel compimento di una profezia religiosa, cosa molto comune nei discorsi dei politici musulmani. Quello che diciamo noi da mesi, insomma: il travisamento consapevole e voluto dei discorsi del Presidente iraniano, al fine di preparare il terreno favorevole all’invasione dell’Iran, obbiettivo centrale dell’amministrazione americana per il completo controllo del Medio Oriente.
Ancora, desta scalpore nelle anime belle del giornalismo italiano un editoriale, sempre di Faci, apparso il 5 giugno sempre su Il Riformista. Ecco cosa scrive l’editorialista de Il Giornale: “l'aderenza acritica del mondo politico italiano nei confronti di Israele sta diventando imbarazzante. Non è neanche più una posizione politica o diplomatica: è un riflesso epidermico, è una forma che supera i contenuti e che ne prescinde, è l'aderire a una politica anziché averne una.” Questa è, nella monotonia e nel conformismo dell’informazione italiana, una autentica bordata che i giornalisti di regime definiscono “antisemita”: osare affermare che l’adesione dell’Italia alle politiche di Israele sia, a dir poco, atipica. Pensiamo per esempio che, mentre noi comuni mortali europei siamo costretti a subire – pena l’accusa di razzismo, antisemitismo, fascismo etc. – il meticciato totale, l’Italia ha riconosciuto, con l’allora Primo Ministro Italiano Romano Prodi, Israele come “Stato ebraico”. Per capire ciò invito i miei lettori a pensare che cosa accadrebbe se, per ipotetica e irreale ipotesi, domani la Germania si autodefinisse “Stato ariano”. Ancora, dall’Italia mai una critica al massacro che giornalmente Israele compie sulla popolazione palestinese, sulle incursioni militari a Gaza, sull’affamamento che lo Stato ebraico perpetra giornalmente contro una popolazione oppressa, angariata e sfruttata, sulle violazioni dello spazio aereo altrui dei paesi vicini, sulle quotidiane minacce che proferisce contro l’Iran.
Ancora Filippo Facci: “Sono stanco che ogni discussione su Israele entro dieci parole debba assumere una valenza meta-storica. Non ho trovato grottesca la candidatura di Fiamma Nirenstein al Parlamento italiano, ma trovo grottesca la maniera in cui si sta configurando il suo mandato: di fatto è la rappresentante di un paese che non è quello che l'ha eletta.” Qui c’è da aggiungere ben poco: ho già scritto al riguardo qui http://chessaandrea.blogspot.com/2008/05/avremo-tempo-per-indignarci.html nel mio “Avremo tempo per indignarci”. Sostanzialmente, Fiamma Nirenstein non fa gli interessi italiani ma è lì per la gioia della lobby sionista, che ha così un suo referente diretto all’interno del Parlamento italiano.
Che cosa dire? Sottoporre queste idee ai propri lettori, ben conoscendo il potere e l’influenza della lobby sionista e l’anticonformismo insito in queste affermazioni, richiede, a mio modo di vedere, una certa dose di coraggio intellettuale che sono pronto a scommettere ben pochi riconosceranno a Facci. Certamente non quelli di Informazione Corretta, che hanno già cominciato l’opera di demonizzazione. Sappiamo già quello che diranno, le calunnie che inventeranno, la disinformazione scorretta che faranno. Lo fecero già a suo tempo contro di noi quando, come Fascismo e Libertà Sardegna, distribuimmo un volantino in cui era scritto che Israele dedicò un francobollo a Baruch Goldstein, il fanatico israeliano che entrò in una moschea e uccise una trentina di musulmani disarmati che pregavano pacificamente.
Non mi aspettavo le uscite di questo genere da parte di Filippo Facci, una delle voci più autorevoli de Il Giornale, notoriamente filoamericano, destrorso e in stato filosionista permanente. Per quanto chi ascolta anche l’informazione alternativa, come tanti utenti e utilizzatori di internet – a prescindere dalle sue convinzioni e dalle sue posizioni politiche – sia abituato a questo tipo di argomenti, per l’italiano medio, cresciuto a Tg4 e a Corriere della Sera, queste idee sono autentiche eresie.
Si potrebbe pensare che Polito, direttore de Il Riformista sostanzialmente in linea con le posizioni anti-iraniane, filoisraeliane e filoamericane, abbia consapevolmente permesso l’uscita di questo articolo per dimostrare l’obbiettività e la libertà giornalistica che c’è all’interno del suo giornale. Oppure si potrebbe pensare che anche nella stampa italiana c’è qualche giornalista che ha un po’ di coscienza, nonché rispetto per il proprio mestiere, ed è stanco di dover sempre scrivere quello che sa coscientemente non essere vero. Oppure, qualcosa di altro, che forse solo in futuro potremo sapere. Personalmente, mi piace pensare alla seconda ipotesi. Ma forse è solo un’illusione.
Andrea Chessa

mercoledì 25 giugno 2008

Anche nel '44 esistevano i Fascisti all'amatriciana

Leggevo da poco l'ultimo discorso pubblico e politico che Benito Mussolini tenne a Milano, al Teatro Lirico, il 16 dicembre del 1944. Leggendolo mi sono imbattuto in queste parole:

"Il giorno 15 settembre il Partito Nazionale Fascista diventava il Partito Fascista Repubblicano. Non mancarono allora elementi malati di opportunismo o forse in stato di confusione mentale, che si domandarono se non sarebbe stato più furbesco eliminare la parola «fascismo», per mettere esclusivamente l'accento sulla parola «Repubblica». Respinsi allora, come respingerei oggi, questo suggerimento inutile e vile. Sarebbe stato errore e viltà ammainare la nostra bandiera, consacrata da tanto sangue, e fare passare quasi di contrabbando quelle idee che costituiscono oggi la parola d'ordine nella battaglia dei continenti. Trattandosi di un espediente, ne avrebbe avuto i tratti e ci avrebbe squalificato di fronte agli avversari e soprattutto di fronte a noi stessi."

Evidentemente anche nel '44 esistevano i Fascisti all'amatriciana, dello stesso tenore di coloro che oggi preferiscono nascondersi tra mille sigle e siglette pur di non lavorare nell'unico Movimento che ancora oggi alza quella bandiera.

mercoledì 18 giugno 2008

Anche questa è memoria condivisa?

Il 17 giugno, a Padova, venivano freddati senza pietà, a colpi di pistola, i militanti del Movimento Sociale Italiano Graziano Girallucci e Giuseppe Mazzola. Il 16 giugno, invece, è un'altra triste ricorrenza: il 1979 moriva Graziano Cecchin, trucidato dai banditi rossi. Morti scomode: i morti Fascisti non fanno notizia, nè oggi nè ieri, e del resto molti tra coloro che oggi pontificano alle nostre tv nei decenni scorsi cantavano che "Uccidere un Fascista non è reato". E infatti non furono puniti. Anche questo fa parte della memoria condivisa della destra?

domenica 15 giugno 2008

Centodue anni fa nasceva un Leone


Leon Degrelle. Bouillo, 15 giugno 1906 - Malaga, 31 marzo 1994

"Noi (…) eravamo soldati che proiettavano nella lotta le loro idee, e che si preparavano alla costruzione dell’Europa. Ma questa concezione dell’Europa non è arrivata subito (…). È stata la guerra che, spingendo i Tedeschi fuori dal proprio Paese ha fatto capire loro cosa succedeva negli altri Paesi. Ha fatto anche sì che negli altri Paesi vedessero i Tedeschi e potessero rendersi conto di cosa fossero, e che eravamo tutti degli europei, nonostante tutte le lotte e gli odi eravamo tutti la stessa gente (…). C’era il grande motore germanico, la Germania è nel centro dell’Europa, è un Paese che ha il senso dell’organizzazione, del lavoro, della perfezione, vi stava benissimo come elemento trainante. Ma accanto esisteva tutto questo meraviglioso mondo occidentale e la sua civiltà bimillenaria.
Che cos’era Berlino con i maiali che camminavano nella sabbia della strada, mentre Parigi era uno dei centri maggiori dell’universo, 1500 anni dopo che Roma era stata la capitale del Mondo? Era evidente che questo progetto germanico da solo non avrebbe mai potuto fare l’Europa, aveva bisogno del grande sostegno occidentale, ed è lì che ho concentrato i miei sforzi, per far risorgere una grande unità occidentale da unire al centro Europa ma anche all’universo mondo slavo (…). Questo è sempre stato il mio progetto (…). L’Europa dal Mare del Nord fino a Vladivostok. Un’Europa che avrebbe dato ai giovani di oggi qualsiasi possibilità, un’Europa di 10000 Km di estensione per le attività di tutta la gioventù, invece di avere, come oggi, 16 milioni di disoccupati nel mercato comune. Tutti questi giovani avrebbero potuto realizzare qualsiasi cosa passasse loro per la testa (…)
Chiaramente, noi abbiamo perso la guerra non perché ci mancasse coraggio; per quattro anni l’epopea dell’Europa sul fronte russo è stata la più grande avventura militare della storia. Anche questo è incredibile, che la gente non dia importanza ad un fatto del genere (…), che per quattro anni ci sia stato un fronte favoloso, di 3000 Km di lunghezza, una lotta che ha messo di fronte decine di milioni di uomini; il caso delle Waffen SS, un esercito di un milione di volontari, non si era mai vista una cosa simile. Di questo non se ne parla, né dell’eroismo inaudito che è stato dimostrato. Si pensi solo al percorso da Stalingrado a Berlino; abbiamo resistito 1000 giorni, 1000 giorni resistendo palmo a palmo, sacrificio dopo sacrificio, centinaia di migliaia di uomini che morivano per impedire che i sovietici avanzassero troppo in fretta. Con Stalin che diceva: "Lo zar è andato a Parigi. Ci andrò anch’io". Era evidente che se avessimo fatto come i francesi nel 1940, squagliarcela quando la lotta diventava troppo pericolosa, i russi avrebbero conquistato tutta l’Europa in un batter d’occhio, molto prima che gli americani sbarcassero in Normandia, 1000 giorni! E se avessimo resistito soltanto 100 giorni, sarebbero arrivati a Parigi o sarebbero andati a dormire nel letto del maresciallo Petain a Vichy. Noi abbiamo salvato l’Europa o quanto ne rimane ancora adesso.
Se i francesi non sono come i cecoslovacchi è unicamente perché siamo morti a migliaia per loro. E allora invece di insultarci dalla mattina alla sera ci dovrebbero dire: "Siete stati veramente bravi, grazie!" (…). Si dice sempre: "Ma perché Hitler si è lanciato in questa avventura?". Si è lanciato perché, se avesse aspettato un anno o due, Stalin sarebbe arrivato di corsa. Ora ci sono tutti i documenti che stabiliscono che aveva creato più di 120 nuove divisioni, 60 nuovi campi di aviazione. Che già allora era arrivato ad avere 32000 carri armati contro i 3000 dei tedeschi; è in quel momento che hanno preteso i Balcani e abbiamo capito che era finita. (…) La vittoria degli altri è stata un disastro. Tutto quello che hanno portato è una falsa civiltà, la civiltà americana, purtroppo, la civiltà dei consumi, del piacere, si pensa solo ad andare a divertirsi, gioie passeggere; la vita di famiglia è stata annientata, la vita religiosa distrutta: tutto questo è molto demoralizzante. Un giovane si chiede: "Ma cosa si può fare? (…) Ma si può ancora sperare?". Rispondo loro: in tutte le epoche nel mondo ci sono state grandi crisi e a volte quando non è stato fatto uno sforzo tutto è crollato, come ad esempio la caduta dell’Impero Romano; prima c’era stata quella della Grecia, prima quella dell’Egitto.
Ma ci sono state anche grandi rinascite, come ad esempio l’Italia che ha vissuto la decomposizione e ora è più importante dell’Inghilterra; la Germania, che 50 anni fa non era altro che rovine, ora è un Paese fiorente. Significa che si può sempre ricreare. Diranno: "Ma non siamo numerosi", ma non è un numero a fare la forza dei popoli e dei grandi movimenti rivoluzionari, è la potenza dell’anima, è la gente con una grande volontà, un grande ideale che si vuole vedere trionfare (…). Ebbene è a questo che bisogna credere, credere che tutte le possibilità sono nell’uomo, che se i giovani le vogliono e lo vogliono, un giorno troveranno l’opportunità e un giorno nascerà l’uomo, perché tutto è una questione di uomini. È il grande uomo a raccogliere le aspirazioni di tutti e a farle vincere. E la sfortuna dell’Europa di oggi è che non c’è nessuno. Ai nostri tempi ce n’erano finché si voleva: c’era Hitler, c’era Mussolini, c’ero io in Belgio, c’era Franco, c’erano i polacchi, c’erano i turchi, tutti avevano un capo, era sorprendente; ora non ci sono più che larve politiche (…). Per 50 anni l’Europa sono stati incapaci di farla, dopo 50 anni sono ancora lì che dissertano di miserabili questioni finanziarie, questioni di salami e maiali, di polli; sono ancora lì. Così si vede che questa soluzione è falsa; la sola vera è quella che abbiamo avuto noi (…). Sul caminetto del mio esilio ho fatto incidere queste parole: "Un po’ di fuoco in un angolino del mondo e tutti i miracoli di grandezza restano possibili." Tutto è possibile, ragazzo ragazza che mi ascolti, fede nella vita!".
Tratto da "Associazione culturale Amigos de Leon Degrelle" ( http://www.leondegrelle.org/associacioneculturaleamigosleondegrelle.html )

giovedì 12 giugno 2008

In ricordo della nazione Italia

Tra poco potremo tranquillamente ammainare la bandiera italiana, perché l’Italia non esisterà più. Dimentichiamoci dell’inno di Mameli, del giuramento di fedeltà che i nostri dipendenti – perché eletti e pagati da noi – devono fare nei confronti della costituzione Italiana, dell’Italia come è e come è stata un tempo. Tra qualche giorno l’Italia cesserà di esistere definitivamente. L’erosione dell’indipendenza nazionale comincia da lontano: dalla sconfitta nella seconda guerra mondiale delle forze più generose e vitali dell’Europa, l’Italia Fascista e la Germania hitleriana, che ha spianato la strada al governo mondiale massonico e mondialista; dalle decine e decine di basi di occupazione di una forza straniera che violano la sovranità militare dell’Italia; dalla politica a novanta gradi di totale asservimento nei confronti degli Stati Uniti. Il nuovo ordine mondiale prosegue poi con la perdita della sovranità economica, con gli stati nazionali che delegano ad istituti privati ( quale è la Banca Centrale Europea, la Federal Riserve americana, la Banca d’Italia ) l’emissione di moneta, la decisione dei tassi di interesse, le politiche economiche da attuare a livello europeo e mondiale.
Nei giorni in cui si sprecano pagine e pagine di giornale per spiegare la sconfitta della nazionale di calcio, poche le considerazioni in merito all’importante avvenimento che si terrà il 12 giugno in Irlanda: il referendum sul trattato di Lisbona. Rispetto a noi gli irlandesi sono più fortunati: hanno la possibilità di dire la loro – se pur tra i veleni e le scorrettezze della campagna referendaria – su una cosa che a noi hanno semplicemente imposto, senza neanche farcelo sapere, nel più assoluto silenzio dell’opinione pubblica e della politica.
Il Trattato di Lisbona è un passo decisivo per il mondialismo: è la certificazione ufficiale della perdita totale di sovranità da parte degli stati nazionali europei, che verrà sostituita da una oligarchia burocratica assolutamente priva di legittimità politica, istituzionale, democratica.
Con questo nuovo documento, che va a sostituire e ad integrare il precedente Trattato di Maastricht, le norme europee hanno la piena precedenza sulle leggi dei singoli stati nazionali, che dovranno perciò modificarle e adeguarle alla nuova legislazione internazionale.

Col Trattato di Lisbona, innanzitutto, l’esercito non è più nazionale, bensì europeo. Come accade già adesso in ambito NATO e ONU i nostri militari potrebbero essere chiamati a combattere guerre nelle quali l’Italia non ha assolutamente niente a che fare. La sovranità militare, pertanto, è irrimediabilmente compromessa ( ammesso e non concesso che l’Italia uscita dalla seconda guerra mondiale l’abbia mai avuta ).
L’Europa, inoltre, ha facoltà di decidere sulla politica economica ( fin qui niente di nuovo ), sulle politiche agricole ed energetiche ( petrolio, biocarburanti, OGM ), sulle politiche salariali, sociali, sulla sanità. Su tutto, insomma. Uno Stato può quindi essere costretto a recepire tali modifiche anche se queste vanno palesemente contro ai suoi interessi nazionali e interni, su qualunque questione che decideranno i burocrati europeisti.
L’ultimo passo per il governo mondiale, quello che campeggia sulla banconota da un dollaro americana, quello che la massoneria si prefigge da secoli, è stato fatto.
In parole semplici, i nostri governanti ci hanno venduto ai burocrati europei, ai massoni, ai banchieri della BCE. Presumo che questo non sia previsto dalla Costituzione Italiana, ma in altri tempi, quando eravamo una Nazione civile, questa gente sarebbe stata fucilata alla schiena o impiccata in piazza per tradimento nei confronti della Patria. Ci hanno venduto, e non sappiamo neanche come e a che prezzo.

I primi nemici del Fascismo sono loro

Un episodio che mi è capitato da poco, sintomo evidente del carattere e della cafoneria italica.
Qualche sera fa mi sono recato a fare la spesa in un grande ipermercato di Cagliari. Arrivo, parcheggio la macchina. Si avvicina subito il primo venditore ambulante che vuole vendermi i cd pirata di Elisa. Ovviamente rifiuto, non tanto per il fatto che fossero pirata, quanto che un cd di Elisa non vale neanche il costo del cd vergine. Scambio due parole con il ragazzo sorridente che cerca di convincermi. Compro un pacchetto di fazzoletti, tanto li uso prima o poi. Fatto questo comincio a percorrere a piedi i pochi metri che mi separano dall’entrata. Erano all’incirca le sette di sera, poca gente, i posti più vicini all’entrata del supermercato tutti liberi. Ciò nonostante il solito cafone ha parcheggiato la sua auto davanti alle porte scorrevoli, i finestrini abbassati e della pessima musica – un incrocio tra musiche tribali e tastiere elettroniche – che accoglie il povero cliente che non ha la fortuna di essere così idiota per apprezzare simili cialtronate. Passo accanto al venditore ambulante che c’è all’entrata, che vende quadri, borsette, accendini e cose simili. Ad un certo punto sento qualcuno che urla. E’ il proprietario dell’automobile con altri sgherri che esce dal supermercato. Grassi da far spavento, canottiere attillate a mettere in evidenza i rotoli di lardo, capelli lunghi, cellulari che penzolano dai cordoncini appesi al collo ( come i selvaggi comprati dalla colonizzazione, più di un secolo fa, si appendevano la sveglia al collo come sintomo di civilizzazione ), urlano parolacce e imprecazioni riferite a qualcuno. Nella loro idiozia se la ridono, insultando tutti coloro che passano. Appena vedono il venditore ambulante vicino alle porte scorrevoli lo insultano pesantemente: “Vattene via!” “Negro di merda!” “Ma chi te le compra queste cagate!” Sono, purtroppo per noi, l’esatto prototipo del fascista che i giornali della squadra e compasso descrivono tutti i giorni. Io rimango lì fermo, a prendermi il mio quotidiano travaso di bile davanti alla volgarità, alla rozzezza e all’ignoranza. Il venditore ambulante invece è un signore: li guarda, gira la testa dall’altra parte e fa finta di non sentirli. Io mi avvicino, non si sa mai che decidano di usare anche le mani oltre alla bocca, ma i tipi stanno già buttando le bottiglie di birra nel cofano e se ne vanno contenti e beati.
Eccoli qui, i fascisti che sono la gioia dei governanti e dei giornalisti. Quelli che insultano, quelli che picchiano, quelli che non hanno rispetto di niente e di nessuno: non si perde una sola occasione per buttar in prima pagina questa gente, legarla a chi fa politica seriamente e per questo è inviso al potere, e dire ai propri lettori: “Vedete cari lettori? Ecco i fascisti!” E se non hanno nessun simbolo o non sono riconducibili ad alcuno schieramento se li inventano, come è successo a Roma ( dove il teppista il simbolo l’aveva ma era il faccione del Che, con grande imbarazzo di giornalisti e teppisti dei centri sociali ), o buttano in mezzo qualcuno di noi. Tre mesi fa è stato Fascismo e Libertà in Molise, poi gli skin-heads veronesi, qualche giorno fa i ragazzi di Casa Pound, vittime di una aggressione antifascista e venduti sui media come aggressori. E se poi si scopre che chi è stato criminalizzato e crocefisso ( solo sui giornali, per ora ) con gi episodi di cui è accusato non c’entra assolutamente nulla, poco male: le menzogne sono state dette, missione è compiuta.
C’è da augurarsi che gli extracomunitari che vengono qui non si adeguino al costume italico che va per la maggiore da sessanta anni a questa parte, rappresentato da cafoni, ignoranti e rozzi selvaggi che insultano i venditori ambulanti all’uscita dei supermercati. I primi nemici del Fascismo sono loro.

martedì 10 giugno 2008

Guido Tersilli al Massone gli fa una pippa

Omicidio aggravato da crudeltà, lesioni personali gravissime, truffa allo Stato, falso ideologico. Operazioni completamente inutili su anziani completamente debilitati, morti poco dopo, ragazzine alle quali asportano un intero seno per togliere un neo, operazioni assolutamente inutili eseguite comunque nel più assoluto disprezzo non solo della professione medica e dei pazienti, ma anche del più normale buon senso, per avere rimborsi da diverse migliaia di euro ad intervento.
La filosofia che, secondo la Guardia di Finanza che ha lavorato diversi mesi su questo spiacevolissimo caso di malasanità, il dirigente Pier Paolo Brega Massone ( non l’avremmo mai detto ), direttore della clinica Santa Rita aveva esposto ai suoi collaboratori era questa: più operate, più venite pagati. La deontologia medica, il rispetto per il paziente, l’umanità passa in secondo piano: opera, opera, opera. Tanto paga lo Stato. Eccolo qua un brillante esempio della sanità lombarda che Formigoni non manca mai di esaltare. Più privato e meno Stato è la sua filosofia. Che l’ha portato, con Comunione e Liberazione, ad essere il ras lombardo che decide il bello e il cattivo tempo a Milano e dintorni.
A suo tempo e a suo modo era stato un film-denuncia “Il prof. dott. Guido Tersilli primario della clinica Villa Celeste convenzionata con le mutue”, pellicola critica nei confronti della sanità privata, velatamente accusata di speculare sui pazienti e sulla loro salute, truffando lo Stato facendo le pulci per qualche decina di mila lire alla mutua.
Ovviamente le accuse vanno tutte dimostrate. Ma nel frattempo le intercettazioni sono di una tristezza assordante. Questa rende l’idea:

Scarponi: beh certo, mica lo buttera’ via….sei matto…
Stefania:io.. ascolti, ascolti una cosa, io ho detto solo a Filippi…L’ho chiamato per sensibilizzarlo e per dire ’state attenti quando aprite una cosa’ perche’ costa 455 euro piu’ iva.
Scarponi: senti…io se vuoi sotto la mia responsabilita’ lo reimpianto subito in qualsiasi malato…subito lo reimpianto…
Stefania: ecco…magari subito quando capita la misura giusta.
Scarponi: ‘esatto pero’ te lo reimpianto subito alla prima frattura pertrocanterica …. poi per il futuro….
Stefania: ho capito ma se Battista non lo sterilizza?
Scarponi: no per il futuro….perche’ si deve opporre scusi eh. E’ come una pinza chirurgica.. .Stefania: no, non e’ la stessa cosa perche’ questo e’ un impianto che rimane sul paziente e l’etichetta va messa in cartella clinica.
Scarponi: ecco, ma se il malato di novanta anni, novantacinque anni ha una brevissima aspettativa di vita eh….
Stefania: io ho fatto lo stesso discorso tra di me
Scarponi: eh eh
Stefania: ho detto se un paziente e’ molto anziano tutto sommato si potrebbe anche…
Scarponi: eh, novantenni ne abbiamo ogni giorno eh
Stefania: uhm, va beh eh….


Oppure:

«Se prende una macchina da guerra come Scarponi, che opera anche quelli che non hanno bisogno, che si mette a contraffare le cartelle... Lui guadagna, poi fanno le ispezioni a campione e non è mica detto che acchiappino Scarponi, intanto lui ha guadagnato, però».

Già… le intercettazioni. E’ grazie a quelle che il signor nessuno italiano è venuto a conoscenza di alcuni aspetti delle scalate RCS, di Vallettopoli, di Calciopoli, delle porcate di quel rimbambito di Vittorio Emanuele, di Berlusconi che cerca di sbattere in Rai due sgualdrine per comprarsi i parlamentari della fu opposizione, per farla breve di alcuni tra i più squallidi ed eclatanti casi di corruzione e di malgoverno degli ultimi anni. Quelli che sappiamo, si intende. Il massone piduista, però, non ha dubbi: ledono la privacy, le limitiamo solo ai casi di mafia e al giornalista che le pubblica o al giudice che le ordina gli diamo cinque anni.
Che siano accaduti dei casi in cui ci siano stati degli abusi, e che siano state pubblicate delle intercettazioni telefoniche che niente avevano a che fare con le imputazioni degli intercettati, solo per riempire i giornali, è sicuramente vero. E infatti la legislazione italiana punisce i casi di diffamazione, o la violazione della propria privacy. Questo giro di vite del governo sulle intercettazioni telefoniche assume un sapore beffardo e amaro, proprio nei giorni in cui scopriamo che, senza le intercettazioni, non saremo mai venuti a sapere che si ammazzavano i pazienti anziani per fare un po’ di soldi. Non saremo mai venuti a sapere di Santa Rita, senza le intercettazioni. Qualche altra settimana e Massone e fratelli se la scampavano. Guido Tersilli al Massone ( Pier Paolo Brega ) gli fa una pippa.

domenica 8 giugno 2008

Rete di Lucarelli!!

Probabilmente la considererà una delle reti più belle della sua carriera. La cosa divertente è che ha segnato sicuramente fuori dal campo. Il “Corriere di Livorno”, giornale livornese di proprietà del calciatore Lucarelli, pubblica i nomi dei circa 300 massoni della città sul suo giornale. I massoni si indignano, parlano di violazione dei diritti umani ( oibò! ), minacciano querele e controquerele. Lui, con aplomb inglese, risponde “Che male c’è? Non dovrebbero scandalizzarsi se dicono di operare per il bene”, e nel frattempo il direttore de Il “Corriere di Livorno” parla di minacce arrivate ai suoi collaboratori. La cosa scotta: secondo le statistiche dei fratelli stessi Livorno è la seconda città, dopo Firenze, per consistenza numerica della massoneria regolare. D’accordo, d’accordo… Lucarelli non mi piace. Lucarelli è quello che paventò complotti contro il Livorno per punire, a suo dire, la tifoseria della squadra, colpevole di votare tutta a sinistra. E’ quello che, quando segnava qualche goal, andava sotto la curva col pugno chiuso e il faccione del Che sotto la maglia ad infiammare i suoi amici no-global. E’ quello che, una volta che i suoi avevano messo a soqquadro una stazione ferroviaria, gli affittò i vagoni letto per tornarsene belli spaparanzati a casa. Ciò non toglie che in campo sia uno dei migliori attaccanti italiani. Questo goal, nonostante tutto, mi piace. Consiglio vivamente giubbotto antiproiettile.

mercoledì 4 giugno 2008

Non aspettavano altro

Non aspettavano altro. Nella tre giorni della FAO a Roma le hanno pensate tutte per denigrare il legittimo – perché votato in elezioni definite libere e regolari dalla comunità internazionale – Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Ahmadinejad.
Fini cancella l’incontro col delegato iraniano. Alemanno spegne per quindici minuti le luci in Campidoglio, in segno di aperto dissenso contro l’Iran e il suo rappresentante in visita a Roma: dopo aver promesso il Museo dell’Olocausto, aver lodato i terroristi rossi tristemente chiamati come “partigiani”, aver rinnegato il Fascismo ( quello stesso per cui molti romani idioti hanno creduto di votarlo ) con la frase “Io non sono mai stato Fascista”, Alemanno non si stanca mi di rivendicare il proprio filosionismo. Cento ebrei assurgono alle cronache nazionali per i volantini anti-Ahmadinejad. Comitati appositamente formati da Il Riformista presidiano il centro storico di Roma con i volantini con la faccia del Presidente dell’Iran sopra un divieto di accesso e la scritta “Non ti vogliamo!”
A nessuno importa, nel tam tam mediatico che si scatena intorno alla presenza pienamente legittima del Presidente iraniano, di altre presenze molto più scomode: tanto per dirne una, quel simpaticone di Mugabe che tanto si è prodigato per il suo Paese a suon di bombardamenti, omicidi di massa, crudeli accanimenti e barbarie contro il suo stesso popolo. In queste ore conta solo la presenza di Ahmadinejad e delle presunte frasi scandalose che avrebbe detto. Vediamole un poco, queste frasi così scandalose.
Prima tra tutte che “il mondo è governato da incompetenti.” Basta pensare a quell’ubriacone di Bush, che ha incenerito due Paesi sovrani per ragioni sia di politica economica ( il possesso dei giacimenti iracheni ) sia per ragioni di politica estera ( la necessità di cancellare l’Iraq e smembrarlo, con gran gaudio di Israele ), ovvero, per restare a casa nostra, al massone miliardario ex piduista che comanda nel Paese; oppure possiamo andare in Israele, per vedere come l’unica democrazia del Medio Oriente tratta i suoi vicini palestinesi. E’ così scandaloso quello che dice Ahmadinejad, nell’era dell’antipolitica?
Ancora, secondo Ahmadinejad gli USA vogliono attaccare l’Iran. Se ne parla da mesi su tutti i giornali, su tutte le riviste di geopolitica, su tutti i blog di folkloristici pacifisti modaioli: non mi sembra una gran novità. Eppure tutti si indignano.
Poi il Presidente la spara grossa: la bomba – solo verbale, si intende – è quella di Israele che scomparirà dalle carte geografiche. Questo, per i pennivendoli di regime, è il calcio di rigore al novantesimo minuto. Poco importa che Ahmadinejad abbia solo fatto propria una previsione religiosa dell’Ayatollah Khomeini di qualche tempo fa, che non abbia mai parlato di carte geografiche o di eliminazione fisica di alcun Stato, benché meno Israele, ma che abbia solamente invitato gli iraniani all’attesa: come è sparita l’Unione Sovietica, come è sparito un nemico dell’Iran, l’Iraq ( smembrato e martirizzato dalle truppe di invasione plutocratica, tra le quali figura la bandiera italiana, N.d.A. ), così sparirà anche uno Stato pericoloso e bellicoso come Israele. Un invito all’attesa e non certamente una minaccia ad Israele. Anche perché, per mettersi contro il terzo o quarto esercito del mondo, devi essere almeno il primo oppure il secondo. Ciò nonostante tutti i media continuano, ben consapevoli della nostra imbecillità, a far passare come autentica e pericolosa minaccia quella che è semplicemente una profezia religiosa, tipica dei capi di Stato musulmani. Ne abbiamo scritto qui: http://chessaandrea.blogspot.com/2008/02/contrordine-compagni-rallentiamo.html, e non sarà mai superfluo ribadire ancora una volta che la traduzione data dal MEMRI – l’agenzia di stampa israeliana – è quantomeno fuorviante.
Eppure siamo costretti a sorbirci il folklore a comando di sionisti e presunti movimenti di liberazione iraniana, dei quali non si era mai sentito parlare fino a ieri. Fosse solo folklore lo sopporteremmo, magari cercando tra i canali della nostra tv qualche cosa di più divertente. Invece è molto di più. Sono iniezioni di bugie che ci rifilano giorno dopo giorno, da anni, cosicché non alzeremo la testa quando andranno ad incenerire un altro Stato medio orientale anche per conto nostro.