sabato 28 giugno 2008

Se n'è accorto anche Facci

Il gruppo militanti MFL mi segnala che i giornalisti di regime si scagliano contro Filippo Facci, una delle voci più autorevoli de Il Giornale. In prima fila su tutti c’è Informazione Corretta, testa d’ariete in Italia dell’Anti Defamation League, che si occupa di denunciare come antisemiti, negazionisti e nazisti tutti coloro che criticano, velatamente o esplicitamente, Israele.
Gli articoli incriminati di Facci sono uno del 22 marzo 2008, relativo ad una vignetta di Vauro che creò diverso scalpore in quanto Fiamma Nirenstein veniva soprannominata “Frankenstein” e disegnata con la stella di David e il fascio littorio insieme. Sorvolando sulla mistificazione di Vauro e sulla sua grande confusione storica (voluta?) che lo porta ad accostare due simboli antitetici tra di loro, Facci definisce esagerate le reazioni a questa vignetta, né più né meno.
Ancora, fa rizzare i capelli dei pennivendoli l’articolo de Il Riformista del 5 maggio 2008 in cui afferma che Ahmadinejad non vuole cancellare alcun Paese dalla mappa geografica e che mai ha minacciato Israele, ma, come chi ci legge sa bene, ha solo espresso la sua fiducia nel compimento di una profezia religiosa, cosa molto comune nei discorsi dei politici musulmani. Quello che diciamo noi da mesi, insomma: il travisamento consapevole e voluto dei discorsi del Presidente iraniano, al fine di preparare il terreno favorevole all’invasione dell’Iran, obbiettivo centrale dell’amministrazione americana per il completo controllo del Medio Oriente.
Ancora, desta scalpore nelle anime belle del giornalismo italiano un editoriale, sempre di Faci, apparso il 5 giugno sempre su Il Riformista. Ecco cosa scrive l’editorialista de Il Giornale: “l'aderenza acritica del mondo politico italiano nei confronti di Israele sta diventando imbarazzante. Non è neanche più una posizione politica o diplomatica: è un riflesso epidermico, è una forma che supera i contenuti e che ne prescinde, è l'aderire a una politica anziché averne una.” Questa è, nella monotonia e nel conformismo dell’informazione italiana, una autentica bordata che i giornalisti di regime definiscono “antisemita”: osare affermare che l’adesione dell’Italia alle politiche di Israele sia, a dir poco, atipica. Pensiamo per esempio che, mentre noi comuni mortali europei siamo costretti a subire – pena l’accusa di razzismo, antisemitismo, fascismo etc. – il meticciato totale, l’Italia ha riconosciuto, con l’allora Primo Ministro Italiano Romano Prodi, Israele come “Stato ebraico”. Per capire ciò invito i miei lettori a pensare che cosa accadrebbe se, per ipotetica e irreale ipotesi, domani la Germania si autodefinisse “Stato ariano”. Ancora, dall’Italia mai una critica al massacro che giornalmente Israele compie sulla popolazione palestinese, sulle incursioni militari a Gaza, sull’affamamento che lo Stato ebraico perpetra giornalmente contro una popolazione oppressa, angariata e sfruttata, sulle violazioni dello spazio aereo altrui dei paesi vicini, sulle quotidiane minacce che proferisce contro l’Iran.
Ancora Filippo Facci: “Sono stanco che ogni discussione su Israele entro dieci parole debba assumere una valenza meta-storica. Non ho trovato grottesca la candidatura di Fiamma Nirenstein al Parlamento italiano, ma trovo grottesca la maniera in cui si sta configurando il suo mandato: di fatto è la rappresentante di un paese che non è quello che l'ha eletta.” Qui c’è da aggiungere ben poco: ho già scritto al riguardo qui http://chessaandrea.blogspot.com/2008/05/avremo-tempo-per-indignarci.html nel mio “Avremo tempo per indignarci”. Sostanzialmente, Fiamma Nirenstein non fa gli interessi italiani ma è lì per la gioia della lobby sionista, che ha così un suo referente diretto all’interno del Parlamento italiano.
Che cosa dire? Sottoporre queste idee ai propri lettori, ben conoscendo il potere e l’influenza della lobby sionista e l’anticonformismo insito in queste affermazioni, richiede, a mio modo di vedere, una certa dose di coraggio intellettuale che sono pronto a scommettere ben pochi riconosceranno a Facci. Certamente non quelli di Informazione Corretta, che hanno già cominciato l’opera di demonizzazione. Sappiamo già quello che diranno, le calunnie che inventeranno, la disinformazione scorretta che faranno. Lo fecero già a suo tempo contro di noi quando, come Fascismo e Libertà Sardegna, distribuimmo un volantino in cui era scritto che Israele dedicò un francobollo a Baruch Goldstein, il fanatico israeliano che entrò in una moschea e uccise una trentina di musulmani disarmati che pregavano pacificamente.
Non mi aspettavo le uscite di questo genere da parte di Filippo Facci, una delle voci più autorevoli de Il Giornale, notoriamente filoamericano, destrorso e in stato filosionista permanente. Per quanto chi ascolta anche l’informazione alternativa, come tanti utenti e utilizzatori di internet – a prescindere dalle sue convinzioni e dalle sue posizioni politiche – sia abituato a questo tipo di argomenti, per l’italiano medio, cresciuto a Tg4 e a Corriere della Sera, queste idee sono autentiche eresie.
Si potrebbe pensare che Polito, direttore de Il Riformista sostanzialmente in linea con le posizioni anti-iraniane, filoisraeliane e filoamericane, abbia consapevolmente permesso l’uscita di questo articolo per dimostrare l’obbiettività e la libertà giornalistica che c’è all’interno del suo giornale. Oppure si potrebbe pensare che anche nella stampa italiana c’è qualche giornalista che ha un po’ di coscienza, nonché rispetto per il proprio mestiere, ed è stanco di dover sempre scrivere quello che sa coscientemente non essere vero. Oppure, qualcosa di altro, che forse solo in futuro potremo sapere. Personalmente, mi piace pensare alla seconda ipotesi. Ma forse è solo un’illusione.
Andrea Chessa

3 commenti:

Sergent Zimm ha detto...

... attento a non difendere i giudici...
Non vorrai passare per Comunista...

Andrea Chessa ha detto...

Per caritò, ci mancherebbe!
Ma dove ho difeso i giudici qui?

Sergent Zimm ha detto...

... solo un commento sull'uso giornalistico dell'etichetta (fascista, comunista, liberticida, giustizialista) come clava per zittire chi osa difendere questioni di principio.
;-)