L’arroganza degli americani, la loro protervia, la loro spacconaggine, la loro totale ed esplicita mancanza di rispetto per la Nazione italiana (trattata alla stregua di una colonia) e per i Tribunali italiani, sono tutti elementi che emergono chiaramente dalla reazione alla sentenza di condanna di Amanda Knox. Gli americani ci trattano alla stregua di servetti che hanno disatteso le aspettative del padrone.
Mentre ragazzi come Carlo Parlanti rimangono nelle carceri americane senza che gli yankees si preoccupino di darcene notizia e senza che l’Italia muova un dito per aiutarlo (che gli e ne importa a Frattini? Mica si tratta di difendere qualcuno della innominabile lobby!), tutti i mass media a stelle e strisce insorgono contro una sentenza italiana ritenuta ingiusta e viziata da antiamericanismo.
Con la arroganza che le è propria, e che evidentemente costituisce un fiore all’occhiello dei segretari di Stato yankees, la Clinton chiederà spiegazioni al governo italiano per una sentenza giudiziaria che ha avuto il solo torto di mettere dietro le sbarre un’assassina americana.
Ora sarebbe il caso che Frattini dimostri di essere un Ministro degli Esteri anche italiano. Sarebbe il caso di ricordare agli Stati Uniti che l’Italia è – non si sa per quanto ancora – uno Stato sovrano le cui sentenze giudiziarie non devono essere viziate dal gradimento o dalla riprovazione che possono suscitare negli americani. E che non accettiamo lezioni da chi si crede di essere un cow-boy planetario. Che cosa vogliono fare gli americani? Vogliono intimorirci? Vogliono bombardare il Tribunale di Perugia? Oppure chiederanno aiuto ai loro amichetti perché da Israele parta qualche bomba atomica? (Tanto loro ne hanno più di trecento, possono permetterselo).
Sempre che ci sia un Ministro degli Esteri “Italiano”, si intende.
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