
No. Noi non ci uniremo col peggio dell'Italia per celebrare quella che fu, a tutti gli effetti, una sconfitta militare e politica che pesa ancora oggi sui destini dell'Italia. Crediamo che probabilmente l'Italia sia l'unico Paese in cui gli alleati di guerra diventano "invasori", e i massacratori capitalisti diventano "liberatori"; crediamo anche che l'Italia sia, molto probabilmente, l'unico Stato sulla faccia della Terra in cui si gioisca per una sconfitta militare marcata dal disonore, con un Re che detronizza Benito Mussolini per cercare rifugio, con tutto il suo codazzo di arrivisti, massoni e puttane, dagli anglo-americani, lasciando lo Stato Maggiore Italiano a farsi massacrare, privo di ordini e di direttive.
Noi preferiamo chinare la testa, nel silenzio, e piangere per la disintegrazione morale, spirituale, economica e politica della Patria, che con la caduta del Fascismo ha cessato definitivamente di esistere. E scusateci tanto, se ricordiamo quei venti anni con rispetto e commozione. Si, siamo nostalgici. Abbiamo ancora il coraggio di sognare in grande, come i nostri padri ci insegnarono a fare, e quello che per i voltagabbana di ieri e di oggi è un insulto, per noi è una medaglia al valore.
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