martedì 3 ottobre 2017

La Nazione si difende. Anche con qualche calcio in culo, se necessario



Per capire da che parte stia la ragione tra i secessionisti catalani e il governo spagnolo basta leggere l’articolo 155 della Costituzione Spagnola:

“Ove la Comunità Autonoma non ottemperi agli obblighi imposti dalla Costituzione o dalle altre leggi, o si comporti in modo tale da attentare gravemente agli interessi generali della Spagna, il Governo, previa richiesta al Presidente della Comunità Autonoma e, ove questa sia disattesa con l’approvazione della maggioranza assoluta del Senato, potrà prendere le misure necessarie per obbligarla all’adempimento forzato di tali obblighi o per la protezione di detti interessi”. 

Tutto molto semplice. Tutto scritto nero su bianco. Eppure sarebbe bastato così poco, sia da una parte che dall’altra, per evitare quello che sta accadendo…

I catalani e i movimenti referendari, innanzitutto, sapevano e sanno benissimo che il referendum per l’indipendenza dalla Spagna, anche se si fosse regolarmente tenuto, sarebbe stato nullo, proprio perché la costituzione spagnola vieta qualunque attentato alla sovranità territoriale della Spagna. Il governo centrale, dal canto suo, aveva due opzioni: lasciar svolgere tranquillamente il referendum, che sarebbe stato comunque nullo; intervenire ed impedire con la forza lo svolgersi delle votazioni, dando al movimento indipendentista (composto, in stragrande maggioranza, dalla sinistra e dall’estrema sinistra, capitanati da quella Ada Colau, vicesindaca di Barcellona, che qualche mese fa piagnucolava perché a Barcellona c’erano troppi turisti e pochi immigrati) un’aura di martirio che altrimenti non avrebbe mai avuto. Come sappiamo, il Governo centrale ha scelto la seconda alternativa.

Forse, se il governo avesse lasciato svolgere il referendum (contando, magari, sulla scarsa affluenza alle urne), consapevole che non sarebbe stato comunque valido, non staremmo qui a parlare e a scrivere delle manganellate sulla folla, delle cariche sfollagente, e via dicendo. Forse avremmo archiviato il tutto come una vicenda interna alla Spagna.

Invece la sinistra nostrana, che non perde mai occasione per rendersi ridicola, ha colto la palla al balzo. Quella sarda, in particolare, ha fatto il botto.

Ci siamo dovuti sorbire questi individui che per anni davano degli ignoranti ai leghisti e alle aspirazioni di indipendenza da Roma e dal Governo centrale. Ora che i leghisti si sono travestiti con una sciarpa della pace, ecco che tutto ciò che hanno negato per anni diventa lecito. La Giunta Regionale sarda, in particolare, non ha trovato niente di meglio da fare che esprimere in un comunicato tutta la sua vicinanza agli indipendentisti catalani, mettendo così in imbarazzo non solo il governo nazionale, ma anche quei sardi, come il sottoscritto, che vicini ai catalani non lo son affatto. Con arroganza, il governo sardo si è preso la libertà di intervenire su una materia delicatissima riguardante uno Stato straniero e sovrano, come quello spagnolo, parlando anche a nome dei sardi che filo-catalani non sono. Come se non bastasse gli indipendentisti sardi, gli stessi che insultano Salvini un giorno si e l’altro pure perché non gli perdonano ancora la sua appartenenza ad un partito politico che prima di ingrandirsi su scala nazionale tuonava contro Roma ladrona e proclamava l’indipendenza della Padania, hanno preso pure i trattori per andare a solidarizzare con i sovversivi spagnoli. E’ proprio vero che certa gente non ha un c**** da fare. 

Eppure noi sardi un esempio – almeno morale – di indipendentismo lo abbiamo avuto in casa: Salvatore Meloni, per difendere quell’indipendentismo in cui molti di noi non credevano e non credono, per le sue idee è morto. Una dimostrazione di coraggio ben diversa da quattro teppisti che prima attentano alla sovranità territoriale dello Stato e poi protestano per qualche manganellata.

Bene fa la Spagna a difendere la propria integrità territoriale. Se serve, anche con qualche sacrosanto calcio nel culo.

2 commenti:

Daniele Simonazzi ha detto...

Bisogna sapere riconoscere il segno del diavolo tra le pieghe degli avvenimenti : Arthur Mas presidente Della catalogna fotografato con LA kippah in testa tra rabbini cosa vi dice? A pensar male si fa peccato ma tante volte ci si becca

Andrea Chessa ha detto...

Dovunque ci sia sovversione e divisione dei popoli europei, lì ci sono i sionisti.