Uno degli argomenti che hanno monopolizzato l’informazione politica negli ultimi tempi è la vile aggressione a Silvio Berlusconi.

Tale atto è il tipico prodotto del dilagare fra la gente del modo di pensare comunista, ovvero quello di chi non ha altri argomenti da gettare nell’agone politico al di fuori di demonizzazione, aggressioni e violenza in generale, sia essa verbale o fisica.
Forse qualcuno pensava di leggere dal sottoscritto le solite battute ironiche sull’aggressione, unite magari ad una malcelata soddisfazione per avere visto in TV la faccia del Cavaliere sanguinante… Ebbene, se qualcuno la pensava così è un merito cretino e dovrebbe cessare immediatamente di leggere i miei scritti, passando magari a quelli degli immancabili fogli di carta igienica stampata dalla solita sinistra, nonché ai tanti messaggi dei sottosviluppati mentali che si agitano su Facebook… Il sottoscritto, infatti, pur non avendo mai avuto peli sulla lingua, né particolari delicatezze nei confronti dei cialtroni che avvelenano la politica da destra come da sinistra, non ha mai contemplato l’aggressione fisica (meno che mai ai danni di un ultrasettantenne) come metodo di lotta politica; non a caso mi sono sempre espresso con disgusto a proposito dei vigliacchi di estrema destra che aggrediscono a casaccio extracomunitari e persone varie, ree ai loro occhi di appartenere a etnie o religioni diverse dalla loro. Si può, dunque, essere contro la immigrazione selvaggia senza prendere a calci un negro o un arabo incontrato casualmente per strada, così come si può essere fieri avversari di Berlusconi e dei suoi sodali senza invocare i proiettili, i treppiedi o le statuette da lanciare addosso al Presidente del Consiglio. Persino nei confronti dell’indegna categoria dei “rossi” non ho mai predicato la violenza, a meno che questa non sia difensiva, ovvero atta ad insegnare un po’ di buona creanza a questi mascalzoni dall’aggressione facile.
Qualcuno starà pensando: “Ma l’aggressore di Berlusconi non era un comunista”… E sarà pur vero, ma non a caso ho parlato di “mentalità comunista”, poiché questo modo di pensare incivile e degno dell’età della pietra si è ormai fatto strada anche fra quelli che l’ideologia comunista non l’hanno mai seguita.
Che dire, infatti, di quelli che ritengono cosa normale e lecita l’aggressione di un poveraccio reo di recarsi allo stadio con una sciarpa della squadra avversaria? O di quelli che considerano doveroso assaltare le forze dell’ordine in caso di manifestazioni di ogni genere e tipo, salvo poi piagnucolare contro gli sbirri del regime quando questi reagiscono? E ancora, di quelli che inventano e diffondono ogni sorta di infamia al fine di demonizzare gli avversari, nella speranza di sollecitare odio ed aggressioni nei loro confronti?
Non saranno tutti comunisti, ma un comunista sonnecchia in ognuno di loro, dato che hanno scelto consapevolmente di utilizzare gli stessi metodi di lotta di questa spazzatura della storia e della politica. Parliamoci chiaro: nel corso di tutta la storia, remota e prossima, sempre e solo i cosiddetti “rossi” hanno scelto di lottare mediante la violenza, l’aggressione, la sopraffazione, la “rivoluzione”, l’annientamento del nemico… Gli altri, quando hanno accettato questo indegno modo di agire, lo hanno fatto esclusivamente per difesa e reazione; chi non ha studiato la storia nei centri sociali sa benissimo che sia le cosiddette “squadracce” fasciste, sia le SA nazionalsocialiste, nacquero per difendere il diritto di Fascisti e Nazionalsocialisti di fare politica nelle piazze e nelle strade. Non a caso, benché la falsa storia scritta da questi parassiti parli di barbarie nazifascista, la realtà dei fatti evidenzia come i primi morti negli scontri di piazza si siano contati fra le fila dei Fascisti in Italia e dei Nazionalsocialisti in Germania; quanti non dovessero crederci potranno adeguare la loro scarsa cultura leggendo le “prodezze” compiute in Italia da “lorsignori” durante il “biennio rosso” che precedette l’avvento del Fascismo (http://www.fascismoeliberta.info/phpf/readarticle.php?article_id=4), nonché quelle compiute dai cosiddetti socialdemocratici in Germania che tentavano di negare l’agibilità delle piazze ai Nazionalsocialisti.
Purtroppo questo modo di pensare ed agire da comunisti, che avrebbe dovuto suscitare lo sdegno di ogni essere civile, è invece entrato nella mentalità di molti cosiddetti benpensanti, ovvero quella fascia ipocrita della popolazione italiana che è sempre pronta a gridare allo scandalo se qualcuno pesta loro un piedi per sbaglio, salvo poi ritenere che certe aggressioni o certe devastazioni di intere città siano in qualche modo giustificabili da chissà quale diritto!
Pochi giorni dopo l’aggressione a Berlusconi, in un negozio della mia zona, sentivo pontificare un vecchietto dall’apparenza innocua circa l’essersi meritato la statuetta in faccia a causa dei suoi “privilegi”! Eppure gli stessi privilegi se li sono goduti affamatori come Prodi, o farabutti che prendevano per il deretano tutti gli italiani, come Padoa Schioppa (“E’ bellissimo pagare le tasse”!), nonché tante altre caste (prima fra tutti quella dei magistrati) che in Italia vanno per la maggiore. Ovviamente, il vecchietto di cui sopra, quando mi ha sentito dire che per potere finalmente vivere in una società civile, dovremmo semplicemente sparare un colpo alla nuca di chiunque sia di sinistra, in modo tale da eliminare chi avvelena il clima politico e sociale, si è affrettato a lasciare il negozio inorridito, dimostrandomi una volta di più che la mentalità comunista è permeata di ipocrisia e vigliaccheria, dato che ammette la violenza soltanto a tradimento e contro chi non la pensa come loro!
Ma non è finita qui… Un altro aspetto del modo di ragionare ed agire da comunista è ben sintetizzato dal comportamento dei mezzi di informazione di massa, tutti lestissimi nell’attribuire all’aggressore una carattere di pura follia che nulla ha a che fare con la politica. Eppure si tratta degli stessi pennivendoli e mezzibusti che ancora oggi blaterano del neofascista Angelo Izzo (pur non avendo mai avuto nulla a che fare con la politica questo escremento dell’umanità), o dei tre “estremisti di destra” che hanno ammazzato di botte a Verona un povero ragazzo reo di aver rifiutato loro una sigaretta, benché gli stessi magistrati veronesi abbiano escluso la politica dai moventi del brutale gesto. Così come, nel nostro piccolo, possiamo “vantare” anche noi le attenzioni dei giornalisti – terroristi di stampo comunista, allorquando un bizzarro tizio di Isernia, che si era dimesso anni prima dal MFL perché ci trovava poco duri e cattivi, rifilò una coltellata di striscio ad un dirigente di un locale circolo ARCI: giornali e TV molisani parlarono di: “Dirigente MFL accoltella responsabile di circolo ARCI”!
Ed ecco che abbiamo trovato l’ennesima caratteristica del modo di agire comunista: travisare in ogni modo la realtà per salvare i proprio sodali e rovinare l’immagine del “nemico”! Ancora una volta, le vicende di Berlusconi ci forniscono un ottimo esempio; ricordate la visita del Cavaliere alla festa di compleanno della sconosciuta Noemi? Orbene, benché questa visita si sia realizzata con codazzo di giornalisti, TV e guardie del corpo, la stampa di ispirazione comunista si è affrettata a costruirci su delle speculazioni indegne di un Paese civile; da una parte c’era chi giurava che Berlusconi fosse un vecchio satiro che si accompagnava da chissà quanto con la ragazzina appena divenuta maggiorenne, dall’altra chi garantiva che Noemi fosse la figlia illegittima dello stesso Cavaliere. Nello spandere tutto questo letame virtuale, i compagnucci delle varie redazioni non si sono neppure per un attimo curati di trascinare nel fango, insieme all’odiato Berlusconi, persino una famiglia umile di sconosciuti, descritti da un lato come due genitori che vendono la figlia minorenne per soddisfare i capricci di un vecchio satiro, dall’altra come una madre un po’ “mignotta” che mette al mondo una figlia illegittima e la fa crescere dal classico “cornuto e contento”! Infami senza scrupoli e senza onore, disposti a sacrificare tutto e tutti per demonizzare il Presidente del Consiglio, ma pronti ad indignarsi quando Vittorio Feltri tirò fuori, a sua volta, non una squallida invenzione, ma una triste realtà: l’allora Direttore de “L’Avvenire” aveva, anni prima, patteggiato una condanna per molestie sessuali! Eccoli, quindi, tutti pronti a scatenarsi contro il cosiddetto “imbarbarimento”, solo perché ad essere colpito era stato, una volta tanto, uno dei loro sodali, ovvero il portavoce di quell’immonda pretaglia che, oltre ad avvelenarci l’esistenza con le sue predicazioni cattoliche, strizza contemporaneamente l’occhio al mondo degli assassini comunisti!
Potrei continuare per interi volumi a citare esempi delle malefatte comuniste e para-comuniste, ma credo di avere già reso a sufficienza l’idea. Una Nazione non potrà dirsi civile, se non quando avrà eliminato del tutto la presenza di comunisti e sinistri vari! Tutti gli altri possono fare politica e scontrarsi senza cadere nel terrorismo, ma solo i comunisti rappresentano un pericolo per il vivere civile. Avete mai sentito notizie riguardanti banchetti e gazebo del PD o dell’UDC o dell’ignobile partitucolo di Di Pietro, devastati da attivisti del PDL o della Lega? Avete mai sentito qualcosa a proposito di alti dirigenti della sinistra aggrediti dalla gente di destra? O di città devastate, di opere pubbliche bloccate e di forze dell’ordine assaltate da esponenti di partiti avversi alla sinistra? Io no, il che dimostra che la sinistra, ed in special modo i comunisti, sono quelli che imbarbariscono il vivere civile e lo scontro politico. E questo vale oggi così come valeva ieri, in quanto anche negli anni passati i rossi si sono macchiati dei peggiori crimini ai danni dei propri avversari, ma anche di innocenti immolati in nome dei loro sporchi giochi di potere. Guardiamo insieme la cosiddetta guerra civile del 1943 – 1945: mentre tutti combattevano una guerra dura ed inumana cercando di restare entro le Leggi stabilite dei Tribunali militari (e fra questi includo persino i cosiddetti partigiani fedeli a Regno del Sud, i quali tradirono sì la Patria e l’alleato, ma evitarono di macchiarsi di ignobili crimini e di coinvolgere la popolazione civile), i soli comunisti, vigliaccamente nascosti fra la popolazione civile, si dilettavano a gettare bombe nel mucchio (Via Rasella), o addirittura a nasconderle fra le vettovaglie distribuite dai tedeschi alla popolazione (Piazzale Loreto), avendo il solo ed unico scopo di rendere lo scontro più cruento e le reazioni (più che legittime) dei tedeschi e dei Fascisti più brutali.

I comunisti non combatterono un solo minuto, ma si limitarono a rapire e seviziare militi isolati, a nascondersi dietro le divise strappate ai morti per commettere assassini, a sparare alla schiena delle truppe tedesche che si stavano ritirando in Germania, a rapinare e trucidare civili innocenti, nonché a seviziare donne e persino bambine per soddisfare i loro istinti animaleschi.
Ed oggi non sono affatto cambiati: che si nascondano dietro il loro solito nome di comunisti, o che si facciano chiamare Dipietristi oggi, o “azionisti” ieri, non sono mai cambiati; rappresentano una forma di vita che non si può neppure definire animale, in quanto gli animali non commettono crudeltà gratuite nei confronti dei loro simili, ma si limitano a farlo per sopravvivere o per difendersi. La bomba di Via Rasella ieri, le molotov dei noglobal oggi… Il biennio rosso ieri, le violenze dei centri sociali oggi… I partigiani ieri, i brigatisi rossi oggi… I crimini commessi e poi attribuiti agli avversari, le aggressioni a tradimento a danno dei nemici politici… Fino a quando la gente civile di destra e sinistra moderata sopporteranno questa immondizia della società? Quando decideremo si spazzarli via dal mondo e di lottare civilmente per fare prevalere le nostre idee?
Carlo Gariglio
www.fascismoeliberta.it